A Lione c’è il quartiere dell’estrema destra e quello dell’estrema sinistra

Dal blog https://www.ilpost.it

di Ginevra Falciani Venerdì 27 febbraio 2026

La Vecchia Lione vista dall’altra sponda del fiume Saona, con la chiesa di Saint-Georges in primo piano e sullo sfondo la basilica di Notre-Dame de Fourvière, Lione, 23 febbraio 2026 (Ginevra Falciani/il Post)

Dalle strade ripide della Vecchia Lione, il quartiere storico della città, si scorge al di là del fiume Saona la collina della Croix-Rousse, l’ex quartiere operaio dei lavoratori della seta e degli artisti. Negli ultimi vent’anni queste due parti di città, poste una di fronte all’altra, sono finite sotto il controllo rispettivamente dei gruppi di estrema destra e di estrema sinistra, che hanno creato punti di incontro specifici, radicati e conosciuti da tutti gli abitanti: bar, palestre, librerie, associazioni culturali e anche una chiesa. Di fatto, a Lione le divisioni politiche ricalcano quelle geografiche, e viceversa.

L’esistenza di questa divisione così netta è poco conosciuta fuori da Lione, e ancora meno fuori dalla Francia, ma è importante per capire il contesto in cui è avvenuto l’omicidio di Quentin Deranque (che a Lione chiamano tutti semplicemente Quentin), il militante di estrema destra ucciso nella città a metà febbraio da persone a volto coperto durante uno scontro con militanti di estrema sinistra. La divisione è visibile nel modo in cui le persone si vestono, nei luoghi di aggregazione, nei molti adesivi con il volto di Deranque attaccati e strappati, e nelle frasi scritte, cancellate e riscritte sui muri ridipinti di frequente della Vecchia Lione.

Si materializza anche nelle ronde che i militanti compiono nelle rispettive zone e nella Guillotière, un terzo quartiere con una forte presenza di persone immigrate, diviso dagli altri due dal fiume Rodano. Negli ultimi anni la Guillotière è diventato un terreno di scontro perché l’estrema destra lo considera una sorta di materializzazione della “sostituzione etnica”, una teoria del complotto razzista secondo cui esisterebbe una cospirazione globale per sostituire i bianchi con persone di altre etnie.

A Lione le divisioni politiche e culturali sono associate a quelle geografiche da secoli, anche se in forma più attenuata. Semplificando un po’, la città ha sempre avuto una parte di popolazione più borghese e tradizionalista, legata alla Vecchia Lione, e una operaia e anarchica che nell’Ottocento fece delle rivolte partendo dal quartiere della Croix-Rousse. Nell’ultimo secolo in alcune parti della popolazione si è anche sviluppato uno spirito antifascista molto forte, dopo che durante la Seconda guerra mondiale Lione divenne il centro dei gruppi partigiani. Negli ultimi vent’anni è stata governata da sindaci di centro e centrosinistra e dal 2020 ha un sindaco ecologista. Ci sono molte associazioni culturali, sia di destra sia di sinistra, escluse dal contesto violento in cui è avvenuto l’omicidio di Deranque.

La trasformazione di Lione da “capitale della Resistenza francese”, come la chiamò il generale Charles de Gaulle dopo la fine della guerra, a “capitale francese della violenza politica”, come viene definita da qualche anno, è iniziata alla fine del Novecento, con l’arrivo di un gruppo di professori e accademici con idee di estrema destra e antisemite alle università di Lyon 2 e Lyon 3. In questo contesto nacquero i primi gruppi di studenti di estrema destra, a cui poi si aggiunsero, pochi anni dopo, quelli più identitari e violenti che si stanziarono nella Vecchia Lione, legati anche ad ambienti cattolici tradizionalisti.

Per anni il principale luogo di ritrovo dell’estrema destra lionese è stato La Traboule, un circolo associativo con un bar e una libreria aperto nel 2011. Tra le altre cose fu la base di Génération Identitaire, importante movimento politico di estrema destra, sciolto per decisione dello Stato francese nel 2021. La Traboule è stato chiuso nel 2024 per lo stesso motivo, insieme alla sua palestra, aperta nel locale sottostante e chiamata L’Agogé, dal nome dell’educazione rigida imposta ai bambini di Sparta.

Quasi due anni dopo i locali sono ancora sfitti e sul muro davanti qualcuno ha scritto con un pennarello nero: «Coloro che dimenticano il passato sono condannati a riviverlo», una frase del filosofo spagnolo George Santayana spesso usata per sottolineare l’importanza della memoria dell’Olocausto e della devastazione causata dalla Seconda guerra mondiale.

Lo scioglimento di Génération Identitaire è avvenuto più o meno in contemporanea con quello di altri gruppi di estrema destra come Bastion Social, nato a Lione e poi diventato nazionale e che si ispirava esplicitamente all’italiano CasaPound. La decisione da parte dello Stato francese è stata presa dopo anni di episodi di vandalismo da parte di questi gruppi contro i luoghi di ritrovo dei gruppi di sinistra e di violenze ai danni di attivisti, militanti e persone non bianche. La giornalista Marie Allenou, che si occupa di estrema destra lionese da anni per la testata locale Rue89Lyon, dice che lei e i suoi colleghi hanno contato 102 episodi di violenza di questo tipo dal 2010 al 2025.

Lo scioglimento di questi gruppi, e soprattutto la chiusura del loro principale e ufficiale luogo di aggregazione, hanno molto indebolito l’estrema destra a Lione, senza eliminarla del tutto. Oggi i suoi militanti si sono in gran parte riorganizzati in gruppi più piccoli e hanno trovato luoghi di aggregazione più informali, come gli ambienti ultras dell’Olympique Lyonnais, la squadra di calcio di Lione e una delle più vincenti della Francia.

Fra i luoghi dell’estrema destra di Lione è spesso citata anche la chiesa di Saint-Georges, nella Vecchia Lione, che era frequentata anche da Quentin Deranque. L’abate Laurent Spriet rifiuta questa associazione, sottolineando che è frequentata da gruppi di persone molto diversi. Ma testate francesi come Rue89Lyon e Mediapart, giornale d’inchiesta e di orientamento di sinistra, hanno documentato rapporti e punti di convergenza fra la chiesa e gli ambienti dell’estrema destra lionese. 

Alla messa pomeridiana di martedì 24 febbraio ci sono più o meno 40 persone. Circa la metà sono giovani uomini fra i venti e i trent’anni, venuti da soli e ben vestiti. Recitano a memoria le preghiere in latino, la lingua in cui viene condotta la messa secondo il rito tridentino, molto tradizionalista. Durante l’omelia l’abate nomina il funerale di Deranque, che è appena avvenuto in un contesto privato, e chiede ai fedeli di continuare a essere testimoni del modo violento in cui è finita la sua vita.

Nel 2018 la presenza così diffusa di gruppi di estrema destra in città portò alcuni militanti di estrema sinistra a fondare la Jeune Garde Antifasciste, un gruppo sciolto dallo Stato francese nel 2025 ma di cui la polizia ritiene facessero parte le persone ora indagate per l’omicidio di Deranque. La Jeune Garde fu creata con l’obiettivo di reagire e difendere lo spazio pubblico, e specialmente i quartieri della Croix-Rousse e della Guillotière, dall’estrema destra e dalle sue cosiddette “ronde identitarie”.

Questo negli anni è avvenuto anche attraverso scontri sistematici con militanti di estrema destra, che sono continuati anche dopo lo scioglimento formale dell’associazione. Parallelamente la Jeune Garde ha stretto rapporti con La France insoumise, il partito di Jean-Luc Mélenchon da poco categorizzato come di estrema sinistra dallo Stato francese. Uno dei suoi deputati più noti, Raphaël Arnault, è tra i fondatori della Jeune Garde, e uno dei suoi assistenti parlamentari è stato accusato di «complicità per istigazione» nell’omicidio di Deranque.

L’aumento della violenza da parte dell’estrema sinistra lionese è stato graduale ed è cominciato negli ultimi anni. Fra gli episodi che hanno portato alla decisione di cambiare strategia e iniziare a cercare lo scontro diretto c’è la vandalizzazione, nel 2021, della libreria e casa editrice anarchica La Plume Noire, compiuta in pieno giorno da alcune decine di persone a volto coperto appartenenti a gruppi di estrema destra. La Plume Noire si trova sulla collina della Croix-Rousse, nel quartiere del primo arrondissement, ed è uno dei principali punti di ritrovo dei movimenti politici di sinistra di Lione, insieme a due luoghi nel quartiere multiculturale della Guillotière: La Gryffe, una libreria libertaria aperta nel 1978, e Le Court-Circuit, un bar autogestito aperto nel 2010 che può essere considerato come l’equivalente della Traboule per i movimenti antifascisti ed ecologisti.

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