La coscienza non è in vendita

Dal blog https://www.remocontro.it/

  • 01 Marzo 2026 Antonio Cipriani

Neanche il tempo di accendere la Tv e sul Tg2 c’è un esperto della Fondazione Med Or, quella inventata dai venditori di strumenti da guerra di Leonardo, presieduta da Marco Minniti.

Con fare sussiegoso spiega i vantaggi dei bombardamenti israeliani e americani sull’Iran. Ovvio, dice il barbiere. Chi vende armi ha bisogno di chi, scientificamente, le propaganda e promuove come fossero fiori di campo della democrazia sparati col cannone dell’imperialismo. E le guerre, da che mondo è mondo, sono giuste, se a deciderlo sono quelli che ammazzano, depredano, devastano. Lo sono meno se viste dal punto di vista di chi resta sotto le macerie di una scuola bombardata dai missili israeliani e a stelle a striscia. O dal punto di vista dei morti innocenti che non potranno neanche cantare le lodi dei criminali, nonostante questo sia il gioco.

Perché il sussiegoso esperto della fondazione di Leonardo, armi ed affini, non mette in dubbio il diritto di chi ha un arsenale straordinariamente potente e mortale di potersi esercitare sulla povera gente e contro uno stato sovrano. No, l’ovvio per certi fenomeni mediatici è ovvio. La domanda che sorge spontanea nell’esperto è: sapranno gli iraniani schiavi sollevarsi grazie a questa occasione bombardata loro dagli esportatori belluini di semi di libertà?

L’imperialismo funziona così. I media sono complici, sono strumenti paramilitari in tempi di guerra e anche in tempi di pace. I nostri grandi quotidiani riportano da settimane, senza porsi un dubbio, le veline di Trump, di Rubio e dell’Idf che, evidentemente, per il nostro governo e per i media che ne supportano le posizioni pavide, rappresentano legge scritta sulla pietra.

Così funziona il potere. Germoglia sul terreno fertile delle menzogne.

Ma noi perché ci soffriamo di fronte al mentire plastico e classico del sistema di potere capitalista, suprematista e fondamentalista religioso? La colpa è dei nostri padri. Avevano tempo da perdere, meno salottini televisivi, zero social, quindi ci raccontavano della guerra, della fame, della crudeltà naziste, del collaborazionismo dei fascisti, delle battaglie sindacali, della libertà. Ci parlavano di quanto fosse deprecabile la schiavitù, di come l’ingiustizia sociale fosse un male e di come ogni discriminazione fosse inaccettabile. Ci hanno fatto crescere con senso critico e senso di giustizia, credendo che la legalità internazionale fosse una conquista della storia.

Poi niente. Il tracollo. Tutti sanno tutto, tutti scrollano da mattina a sera sul telefonino dopo aver passato decenni a guardare la tv. E nessuno capisce più quello che accade. Un’accettazione passiva ha sostituito la coscienza che frigge di fronte all’ingiustizia.

Pazienza. Continueremo a batterci per la bellezza, la giustizia sociale e la libertà. Ed anche a detestare i criminali, gli sfruttatori, i mentecatti obbedienti dei media, gli esperti pacifisti a libro paga dei venditori di armi, quelli che non pensano più perché è fatica: chi ha rinunciato a difendere i diritti di tutti per quieto vivere, o chi non lo fa per piccole ottuse convenienze.

La coscienza non si vende al mercato mediatico degli sciacalli.

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