Siamo dentro una bolla dove il caos è la norma, sul piano delle guerre, dell’economia, del mercato globale su cui tanto è stato scritto e detto, ma mancano curiosamente ancora pezzi importanti di analisi della situazione intesa in senso storico-sociale che stiamo vivendo in Italia ma non solo ovvio
Oramai siamo dentro una bolla “digestiva” che inghiotte ogni cosa e si adatta o al limite se la fa andare bene, fra guerre senza un perché (in realtà il perché c’è, ma non si deve vedere) leggi restrittive, decisioni politiche prese dalla politica contro gli stessi cittadini che ahimè li hanno eletti.
Non si spiegano le cose solo dicendo comanda la destra che si sa è militaresca e autocratica, ci sono altri aspetti meno evidenti, ma chiarificatori.
Da quando le parole e la comunicazione mediale è diventata uno strumento di guerra accanto alle decisioni di privilegiare cannoni e bombardamenti rispetto alla vita sociale di cura in generale delle persone, l’ipocrisia è il live motive generale delle spiegazioni. Altri, rispetto e me che sono senza titoli…, hanno già detto cose utili a comprendere .
Vorrei porre l’attenzione su un aspetto che se pure è anche culturale, non ha effetti solo culturali, ma spiega politiche di questa dimensione in cui siamo sprofondati, in Italia, ma non solo, in cui la mancanza di un modello di società alternativo a questo potere repressivo semplicemente NON C’E’ o è ritenuto secondario e si viaggia al giorno per giorno senza reale opposizione.
Qual’è il moto ondoso della politica dei partiti istituzionali oggi in Italia?
La sinistra “sinistra” è al massimo dello sforzo (con grandi concentrazioni di attività militante) per affermare nelle elezioni di marzo sulla riforma della giustizia con CGIL in testa, nonostante 5,5 milioni di iscritti ha chiesto ai gruppi civici e partiti vari presenti, aiuto per il voto per il NO con attività, banchetti, conferenze, iniziative pubbliche, conferenze, ecc.
Una storia recitata senza memoria che serve contemporaneamente per contarsi e per appiattire depistando, ogni spiegazione a questo mondo liberista, dentro una finanza all’assalto che NON è opposizione, ma solo una conta fra lobby diverse per spartire potere e affarismo
Poi si scopre che il principale partito, il PD è (come fra separati in casa) se pur pare orientato a livello nazionale a far votare NO, ma guarda un po’, ha una quota consistente diffusa dei leader che invita a votare SI alleandosi di fatto con Meloni & Co, oggettivamente ( lo stesso vale per parte del sindacato confederale ).
Testimonio personalmente di aver assistito al transito di pulman pubblici ad Alessandria con manifesti con simbolo del PD che invitano a votare SI, quindi una decisione presa da una parte di questa leaderchip, di questa federazione con una scelta precisa e contraria al racconto nazionale.
Mi dicono che in diverse altre federazioni ci sono ampie quote su questa linea, promosse da seguaci della Picerno, di Minniti, di Guerrini e via dicendo.
Quindi mentre la CGIL si arrabatta nonostante la quantità di tessere per vincere un impossibile referendum (che purtroppo non da nessun vantaggio anche ai critici come me, che cmq voterò NO, anzi è indice di debolezza organizzativa) c’è un allineamento rispetto a Nordio e Meloni.
Roba da applausi nel teatro del mondo, se non fosse tragedia politica e sociale, soprattutto se come dicevo, è il tema rilevante e quasi unico oggi sui social e dentro quella minima attività di base sui territori (mentre le macerie ci cadono in testa dello stato sociale). La destra nazionale ha alleati non richiesti ma reali!
E’ il racconto non definitivo (per fortuna), ma importante purtroppo, qui ed ora, di una condizione psicomportamentale di militanza fra devastazioni di guerre e crisi sociale, fra solidarietà impossibile Propal, fra fabbriche chiuse e scelte che non lasciano margini fra produrre armi o non avere un lavoro e un reddito, fra approvazioni di sanzioni alla Russia e accordi atlantici a quattro volte il costo dell’energia, fra tagli alla spesa sociale e privatizzazioni sanitarie che è quasi noioso ricordare. Come se non ci fosse un legame fra scelte politiche di mercato e leggi repressive e peggiorative.
Non ho risposte alla domanda: perché fra schieramento sul SI e sul NO non si evidenzia questa pesante defezione culturale, ma anche scelta politica, come se i due “blocchi” fossero definiti e chiari?
Gatti Giovanni 01/03/26 Alessandria