L’energia sostenibile è davvero “sostenibile” qui ed ora per come è impostata?

Nonostante i fiumi di parole spese sull’energia sia da parte di esperti, sia da parte di politici che di semplici cittadini ancora non è chiaro un concetto che merita qualche riflessione

Che cos’è l’energia ?

Cambia la concezione a seconda di chi ne parla e provo a spiegare.

L’energia soprattutto quella fossile, storico retaggio della post industrializzazione, la parte più consistente di ciò che fa muovere fabbriche, veicoli, ci da riscaldamento e luce nelle case è il centro esatto dell’economia attorno a cui si muovono tanti attori.

Sembrano banalità conosciute, ma veniamo al punto: come la salute è diventata una merce e in tal senso è sfruttata nelle varie società anche con metodologie diversificate, lo stesso l’energia fossile, ma poi anche quella così detta ecocompatibile e anche quella nucleare (ormai considerata “green”) sono diventate non un servizio gestito dagli stati per i cittadini, ma una possibilità di profitto con lo stato chiamato a dirimere le varie opzioni fra grandi Aziende e soprattutto con la finanza ed i fondi di investimento globali.

Il pippotto serve per dire in sintesi che quando si sente che stiamo aumentando la produzione, in Italia o altrove, di energia sostenibile potremo essere forse contenti poiché meno distruttive e nocive delle fossili, ma dentro un mercato che NON E’ UN SERVIZIO, ma un modo di estrarre profitto per pochi, a scapito della popolazione che non è mai chiamata a decidere. Non solo, ma quando i pochi esempi in generale di CER dimostrano i vantaggi reali e concreti a costruire possibilità di uso la burocrazia tecnica comunale, regionale, provinciale mette paletti assurdi davanti che è un blocco importante e scoraggiante per chi non è supportato ed organizzato

Poichè essere padroni come cittadini dell’energia che si consuma è un concetto che NON è neppure sfiorato da chi ha come business appunto l’energia.

Il mercato regolato dalla borsa del GAS in Olanda (che non usa gas) è davvero il massimo dell’ipocrisia.

L’ENI che con la società Eniplenitude e altre gestisce grandi impianti eolici e fotovoltaici determina i prezzi assieme ad altri competitor europei e globali, ma qual’è la differenza per i cittadini?

La sudditanza economica e la sua influenza in tutte le situazioni dove il lavoro prodotto richiede energia è la stessa di fatto di chi produce e commercia gas o petrolio.

Lo dicono in evidenza le grandi guerre che stanno divampando in Medio Oriente solo per rapinare quelle risorse a chi ne è legittimo proprietario.

Lo dice il PNIEC italiano della Meloni & Co che ridicolmente non ha nessuna accelerazione a diventare sovrano rispetto a fonti esterne alla nostra nazione (alla faccia del sovranismo de noartri) come il semplice buon senso suggerirebbe nel paese del sole e del vento. Del resto se i consulenti del MEF sono ENI, SNAM, ENEL non c’è storia alternativa possibile, siamo in un tunnel.

Questo per far capire che quando ci dicono che stanno facendo nuovi insediamenti produttivi ecocompatibili in territori già devastati da altre nocività, fanno un favore all’ambiente, fanno ammujna alla politica , buttano fumo negli occhi alla gente mediaticamente, ma la dipendenza della popolazione sul piano economico rimane invariata.

Da qui serve ragionare quale modello sociale vogliamo davvero che sia la linea guida della nostra necessità come società produttiva e come cittadini che pagano le tasse. Non facciamo infinocchiare dalle parole.

La scelta dell’energia è una scelta di indipendenza e di conservazione dell’ambiente in piena era di cambiamento climatico e chi approva rigassificatori e prezzi stabiliti da una borsa all’estero, chi dà sanzioni ostili a chi ci vendeva gas a prezzi molto competitivi sta facendo solo gli interessi di finanza e multinazionali i cui dividendi a fine anno non servono a diminuire i prezzi ma a remunerare i soci per farli ancora più ricchi.

Gatti Gianni

04/03/26

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