Abusi del clero su minori: «Da Bolzano in giù»

Dal blog https://www.labottegadelbarbieri.org/

Redazione

Ecco il nuovo report reso noto a fine febbraio

Il report che illustra l’indagine durata due anni dell’osservatorio Rete L’Abuso sugli sportelli diocesani per le vittime di abusi sessuali da parte del clero.

L’indagine ha utilizzato un ampio campione, su un totale di 130 sportelli in Italia (su 226 diocesi) ne ha potuti censire ben 32.

Sono stati utilizzati tre criteri di accesso;

1- la sola vittima;

2- la vittima accompagnata dalla Rete L’ABUSO;

3- l’avvocato e lo psicologo della vittima, che in questo caso la rappresentano in sua assenza.

Di seguito l’elenco degli sportelli che abbiamo censito in un arco temporale limitato, ovvero da quando papa Francesco avviò la campagna di “Tolleranza ZERO”, quindi a partire teoricamente dal 2012. Dico teoricamente perché in realtà, se pur gli esiti non cambino, abbiamo escluso per correttezza 2 casi, uno del 2013 e l’altro del 2016, in quanto ancora fuori dalle riforme vaticane.

(N.B. In alcuni casi non citeremo la diocesi ma solo la regione in cui risiede lo sportello. Questo per tutelare la stessa vittima)

Parliamo quindi di 30 casi recenti. Ecco prima quelli col “veto” della privacy;

  • Calabria, 2 casi, 2 sportelli, uno 2024 e il secondo 2019 – Accesso vittima
  • Basilicata, 1 caso del 2018 – Accesso vittima
  • Abruzzo, 1 caso del 2018 – Accesso vittima
  • Lazio, 2 casi, 2 sportelli, 2022 e 2025 – Accesso vittima
  • Veneto, 1 caso del 2018 – Accesso vittima
  • Sardegna, 1 caso – accesso vittima
  • Campania, 4 casi, 4 sportelli, uno del 2018, il secondo del 2020 e il terzo del 2022 riferito a don Livio Graziano, il quarto del 2021 riferito a don Silverio Mura, alias Saverio Aversano, nascosto sotto falso nome a Montù Beccaria (PV) – Accesso vittima e Rete
  • Sicilia, 2 casi, 2 sportelli, uno del 2023 riferito a don Giuseppe Rugolo e Rosario Gisana e Vincenzo Murgaro, oggi sotto processo con l’accusa di aver mentito in tribunale – Accesso vittima
  • Toscana, 2 casi, 2 sportelli, uno del 2020 e l’altro del 2022, Pisa riguardante don Luigi Gabbriellini – Accesso vittima e Rete
  • Lombardia, 3 casi, uno del 2024 mentre altri 2 del 2022 riferiti ai fratelli don Alberto e don Maurizio Lucchina – Accesso vittima e avvocato Rete
  • Emilia Romagna, 1 caso del 2013 (che abbiamo escluso dall’esito), don Pietro Tosi, padre di Erik, nato dallo stupro della madre – Accesso vittima
  • Genova, 2 casi, 2 sportelli, entranmbi del 2020 – Accesso Rete L’ABUSO e le vittime
  • Savona, 2 casi, 1 sportello, uno del 2020 riferito a don Nello Giraudo e il secondo del 2018 riferito a don Pietro Pinetto – Accesso Rete e vittima
  • Albenga, 2 casi, 1 sportello, uno del 2017 riferito a don Francesco Zappella, il secondo del 2025 – Accesso Rete e vittima
  • Acqui Terme, 1 caso del 2022 – Accesso vittima e Rete
  • Lecce, 1 caso del 2019  – Accesso Rete
  • Pisa, 1 caso del 2022 riferito a don Luigi Gabbriellini – Accesso vittima
  • Bergamo, 1 caso del 2023  – Accesso Rete e vittime
  • Sanremo, 2 casi 1 sportello, entrambi deo 2024 – Accesso Rete e vittima
  • Piemonte, 1 caso del 2025 – Accesso vittima e Rete
  • Bolzano, 3 casi del 2024, 1 sportello – Accesso Rete e avvocato della vittima + psicologo

QUALI le aspettative che di fatto hanno attirato le vittime agli sportelli?

2012, campagna di “TOLLERANZA ZERO”, il manifesto di papa Francesco è stato;

Rimozione del prete, prevenzione e controllo, processo e condanna.

Per la vittima; giustizia e riconoscimento dello status di vittima – accompagnamento, sostegno anche psicologico

Esposizione dei dati raccolti dall’Osservatorio della Rete L’ABUSO nell’indagine

Strutturazione degli sportelli diocesani

Rileviamo 3 strutture blindate tra loro. La prima è uno sportello che raccoglie i dati delle vittime e li passa al vescovo, il quale, deciderà se procedere all’indagine previa e ad inviare il tutto al Dicastero per la Dottrina della Fede. Sportello che come detto raccoglie dalla vittima i dati e li passa alla seconda struttura, ma al tempo stesso non ha accesso ai fascicoli completi. È quindi a conoscenza del singolo dato fornito dalla singola vittima, ignorando se il fascicolo principale contenga altre vittime di Continua a leggere il report completo

(*) Preti pedofili? Invisibili nel mondo perché coperti dall’organizzazione cioè dal clero ai massimi livelli, dunque fino in Vaticano. Ancora più invisibili in Italia per un’antica sudditanza verso la Chiesa cattolica e per una vergognosa sottovalutazione del calvario di così tante vittime. In “bottega” ne abbiamo scritto, iniziando da qui Dove giro per il «Boston Globe»? e da qui Preti pedofili: in Italia “200 casi insabbiati” . Qualcosa si è mosso negli ultimi anni in alcuni Paesi, con l’Italia però peggio di una lumaca. Qui in “bottega” continuiamo a informare anche riprendendo i testi più importanti dalla rete “L’Abuso”.

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