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Alberto Lucarelli 08 Marzo 2026
Con tenacia, analisi giuridiche, impegno, lotta, conflitto, proposta, ricerca al dialogo i movimenti campani per l’acqua pubblica, lottando sui territori sin dal 2024, hanno ottenuto venerdì il ritiro della delibera che prevedeva la privatizzazione della grande adduzione delle risorse idriche in Campania.
La Giunta regionale con delibera del 6 marzo 2026 ha infatti “formulato indirizzo per il ritiro, in autotutela, della Procedura… per la selezione del socio privato operativo di minoranza del costituendo soggetto gestore del Servizio di gestione del Sistema Acquedottistico della Grande Adduzione Primaria di Interesse Regionale, nella forma della Società per Azioni a partecipazione mista pubblico/privata “GRIC S.p.A.”. La delibera prevede anche che “… l’avvio di un’istruttoria tecnico-finanziaria finalizzata alla ridefinizione del modello gestionale del Sistema GAPIR, che tenga conto e valorizzi il prevalente interesse pubblico della gestione del bene essenziale acqua…”.
È dunque ancora un atto di indirizzo, e al di là delle dichiarazione del presidente della giunta di venerdì, al netto del successo politico, si tratta di un percorso tutto da creare.
Un percorso che va costruito con l’istituzione immediata di un tavolo tecnico che coinvolga anche i movimenti, e che abbia quale obbiettivo chiaro e trasparente l’istituzione di un soggetto di diritto pubblico, al quale affidare la gestione della grande adduzione delle risorse idriche, nel quale sia previsto da subito l’istituzione di un Osservatorio civico permanente.