Povertà estrema: a New York

Dal blog https://www.labottegadelbarbieri.org/

 Redazione ripreso da «Diogene notizie». 

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New York torna a fare i conti con una povertà sempre più estesa e strutturale. Nel 2024 quasi 2,2 milioni di residenti, pari al 26% della popolazione cittadina, hanno vissuto sotto la soglia di povertà. È il dato più alto registrato da quando il Poverty Tracker monitora in modo sistematico le condizioni economiche dei newyorkesi, oltre dieci anni fa. Il tasso è inoltre circa il doppio della media nazionale, ferma al 13%.

La fotografia arriva dal rapporto annuale “The State of Poverty and Disadvantage in New York City, Vol. 8”, realizzato da Robin Hood e dal Center on Poverty and Social Policy della Columbia University. Secondo lo studio, nel totale dei poveri rientrano 1,7 milioni di adulti e circa 450 mila bambini, con un aumento dal 25% al 26% rispetto al 2023.

Il rapporto invita però a guardare oltre il dato secco della povertà. A New York, spiegano i ricercatori, il problema non riguarda solo chi è formalmente sotto la soglia: il costo della vita è tale che una quota molto più ampia della popolazione fatica comunque a coprire le spese essenziali.

La misura usata dallo studio, la Supplemental Poverty Measure, tiene conto infatti non solo del reddito, ma anche dei trasferimenti pubblici e di costi come affitto, utenze, assistenza all’infanzia e spese mediche. Nel 2024 la soglia di povertà per una famiglia di quattro persone in affitto in città era fissata a 50.283 dollari l’anno.

Ancora più ampia è l’area della fragilità economica: quasi il 60% dei newyorkesi vive sotto il 200% della soglia di povertà, cioè con meno di 46.608 dollari l’anno per un single o 100.566 dollari per una coppia con due figli.

In questa fascia rientrano quasi 5 milioni di persone, molto esposte a shock come un aumento dell’affitto, una spesa sanitaria inattesa o la perdita di qualche settimana di lavoro.

“Chase Bank and the man” by XuKin is licensed under CC BY-NC-ND 2.0.

Il rapporto segnala inoltre che la povertà monetaria non esaurisce il disagio. Nel 2024 più della metà degli adulti e quasi sei bambini su dieci hanno sperimentato almeno una forma di hardship materiale, vale a dire difficoltà concrete nel soddisfare bisogni di base.

Le forme più ricorrenti sono state quelle legate al cibo e alla tenuta finanziaria. Nel complesso, metà dei residenti ha vissuto almeno una delle tre principali forme di svantaggio considerate dallo studio: povertà, grave hardship materiale o problemi di salute.

Nell’analisi degli autori, dietro il peggioramento c’è il combinarsi di più fattori: il rallentamento dell’inflazione non è bastato a compensare l’aumento ormai strutturale del costo della vita in città, mentre molti salari non hanno tenuto lo stesso passo.

E, dopo la fine delle misure straordinarie introdotte durante la pandemia, la rete di protezione pubblica si è fatta più debole.

Per questo il rapporto lancia anche un allarme politico. Robin Hood avverte che eventuali tagli federali ai programmi di assistenza, a partire dallo SNAP, potrebbero aggravare ancora il quadro.

Nella sintesi collegata allo studio, l’organizzazione stima che le riduzioni del programma alimentare possano spingere circa 70 mila newyorkesi in più sotto la soglia di povertà ogni anno nel prossimo decennio.

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