Ha vinto il NO: non ha vinto il PD!

Dal blog https://www.lafionda.org/

25 Mar , 2026|Ugo Boghetta

Ho fatto convintamente la campagna per il No. E l’ho fatta ben sapendo che, in caso di vittoria, avrei dovuto sopportare le trombette vittoriose del PD e del cosiddetto campo largo. Ma le cose non sono andate come costoro vanno cantando. Infatti, i numeri reali dicono cose che le percentuali nascondono.

Prendiamo a riferimento i risultati elettorali del 2022. Il centrosinistra, più il M5S, ha totalizzato 11,6 milioni di voti. Al referendum attuale i No hanno ottenuto 14,5 milioni di voti. Il che significa che 2,9 milioni di elettori che hanno votato No non avevano votato PD/AVS/M5S.

Costoro sono quelli che non votano più perché il campo largo è invotabile. In questo dato e orientamento va compreso anche il voto dei giovani, che presumibilmente sono quelli che hanno riempito le piazze contro il genocidio israeliano/americano a Gaza.

Ipotizzando un pareggio in entrata e in uscita tra la cosiddetta sinistra per il Sì e i No provenienti dal centrodestra, l’apporto alla vittoria del voto esterno al campo largo è significativo. Dati alla mano, senza costoro il referendum sarebbe stato perso. Queste considerazioni sono suffragate anche dal voto nelle città, che non è stato caratterizzato, come alle politiche, dalla sovrapposizione tra voto ZTL e voto per il No.

Pertanto, qualsiasi proiezione in chiave di elezioni future è del tutto fuori luogo.

Per converso, il Sì ha totalizzato 12,3 milioni di voti, più o meno quelli che il centrodestra ha ottenuto alle scorse elezioni. Anche in questo caso possiamo considerare un pareggio tra entrate e uscite: vedi Azione, Italia Viva, +Europa e frattaglie varie. Quindi il centrodestra ha perso voti. Giorgia ha perso: ci ha messo la faccia e l’ha sbattuta.

Qualcuno afferma che il dato referendario accentua il bipolarismo. Ma i referendum sono bipolari per natura. Certo, ora c’è un gran can-can, si ragiona sulle primarie, ma è tutta minestra riscaldata.

L’ultima considerazione riguarda l’attaccamento alla Costituzione come motore principale del voto. Sicuramente questo è vero, ed è una fortuna. Tuttavia, la Costituzione di cui si parla è ormai un mito. Il referendum è stato un atto di resistenza, in difesa di quella parte della magistratura che ancora intende applicarla.

In realtà siamo in una post-democrazia e in una post-Costituzione, a causa dell’oppressione dei mercati, della finanza, della NATO, dell’Unione Europea e, ora, della guerra.

Questi sono i veri temi del presente e del futuro.

Di: Ugo Boghetta

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