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Giovedì 26 marzo 2026
Da tre anni a Greystones, una città di circa 17mila abitanti vicino a Dublino, c’è una campagna sostenuta dalla comunità locale di adulti per crescere i preadolescenti senza telefono, evitando di darlo loro prima dei 13 anni. Il personale scolastico e le famiglie si sono organizzati per limitare i rischi legati all’uso prolungato dei dispositivi da parte dei bambini. Non si tratta di un divieto formale: i genitori possono dare il telefono ai figli, ma c’è un invito a rimandarne l’acquisto fino ai 13 anni.
Il 70 per cento delle famiglie della città ha aderito alla campagna. Genitori e insegnanti hanno detto che i bambini ora arrivano più svegli a scuola, giocano di più all’aperto e organizzano più spesso attività insieme. Anche i negozi e gli esercizi commerciali locali hanno partecipato: tra i punti di riferimento c’è lo Youth Café, uno spazio in cui i ragazzi possono incontrarsi, giocare e svolgere diverse attività ricreative senza doversi coordinare tramite il telefono. Il supermercato SuperValu invece ha detto a tutte le scuole che i bambini possono usarlo come punto di riferimento per contattare i loro genitori al telefono, se devono fare delle comunicazioni urgenti.
Anche la pressione per avere uno smartphone prima dei 12 anni è praticamente scomparsa, e per i genitori è più facile dire di no ai figli rispetto a prima. Il contesto cittadino ha aiutato il progetto: Greystones ha una tradizione sportiva consolidata, una diffusa cultura del volontariato e, più in generale, un alto livello di partecipazione alla vita comunitaria.L’esperimento era cominciato dopo la pandemia, quando era diventata ancora più evidente l’influenza degli smartphone e dei contenuti visti sui social sulla vita dei bambini e dei pre-adolescenti. Rachel Harper, una dirigente scolastica locale intervistata dal New York Times, ha raccontato che al rientro a scuola, dopo il lockdown, era rimasta colpita dal numero di bambini in lacrime all’ingresso. Parlando con i colleghi, aveva anche notato che molti riferivano episodi simili: sempre più spesso i bambini raccontavano disagi e insofferenze legati ai contenuti visti online.
In media, in Irlanda, i bambini ricevono il loro primo telefono intorno ai 9 anni, principalmente per giocare, per parlare con gli amici e per organizzarsi. Secondo alcuni genitori e insegnanti, però, questo aumenta il rischio di ridurre le occasioni di socializzazione reale e alimenta ansie e insicurezze.
– Leggi anche: Cosa è successo nella città dove hanno vietato gli smartphone fino ai 14 anni
Iniziative simili si sono diffuse anche in altri paesi, soprattutto dove non esistono divieti sull’uso del telefono a scuola, come nel Regno Unito. A Southwark, nel sud di Londra, alcune scuole hanno invitato i genitori a rimandare l’acquisto dello smartphone, mentre nel college di Eton agli studenti più giovani sono consentiti solo telefoni con funzionalità essenziali. Nel Regno Unito è nato anche il movimento “Smartphone Free Childhood”, che promuove accordi tra famiglie per posticipare l’uso di smartphone e social network.