May Day a Minneapolis

Dal blog https://jacobinitalia.it/

31 Marzo 2026 Ramy Khalil

Lavoratori e lavoratrici sono stati fondamentali nella lotta contro l’Ice e nella sua cacciata dal Minnesota. Ora comitati di base e gruppi sindacali lanciano manifestazioni e scioperi per il primo maggio. Un’altra occasione per dare un colpo a Trump

Lavoratori e lavoratrici sono stati fondamentali nella lotta contro l’Ice e nella sua cacciata dal Minnesota. Ora comitati di base e gruppi sindacali lanciano manifestazioni e scioperi per il primo maggio. Un’altra occasione per dare un colpo a Trump

Molti di noi si sono sentiti sopraffatti dalla vertiginosa serie di attacchi di Donald Trump contro altri paesi, contro i lavoratori, le comunità ai margini e la democrazia. Ma dopo un anno di lotta contro l’offensiva di Trump, la working class di Minneapolis ha raccolto la sfida e ha reagito. Il primo dicembre, l’Amministrazione Trump ha lanciato l’Operazione Metro Surge, inondando le città gemelle di Minneapolis e Saint Paul con quattromila agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice). Hanno effettuato palesi profilazioni razziali nei confronti di non bianchi, arrestato violentemente oltre quattromila persone e ne hanno deportato centinaia. In risposta, decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici di diversa estrazione sociale si sono uniti per organizzare proteste, mutuo soccorso per i migranti e ronde di quartiere per contrastare le attività dell’Ice. Il 7 gennaio, l’Ice ha ucciso Renée Good, scatenando un’ondata di indignazione. Richieste di giustizia e di espulsione dell’Ice dal Minnesota si sono diffuse in tutto lo Stato. I politici Democratici hanno fatto eco a slogan come «Ice Out» quando è diventato inevitabile farlo, ma si sono rifiutati di adottare misure concrete come una moratoria sugli sfratti, nonostante gli appelli di sindacati e organizzazioni comunitarie per proteggere i lavoratori immigrati che hanno troppa paura di uscire di casa per andare a lavorare e quindi non riescono a pagare l’affitto.

Uno sciopero di massa

L’omicidio di Renée Good ha provocato una reazione talmente forte da indurre alcuni leader sindacali progressisti delle Twin Cities a prendere la decisione inconsueta di indire uno sciopero generale con lo slogan «Niente lavoro, niente scuola, niente shopping» lo scorso 23 gennaio. I vertici dell’Afl-Cio inizialmente si sono opposti a questo appello, ma sono stati poi costretti a sostenerlo dalla forte rabbia e dalla pressione dei loro iscritti. Tre giorni prima del 23 gennaio, l’Afl-Cio del Minnesota ha aderito finalmente allo sciopero. Il 23 gennaio, i lavoratori aeroportuali insieme a un gruppo di religiosi hanno interrotto le operazioni aeroportuali. I lavoratori delle telecomunicazioni e gli insegnanti delle scuole pubbliche di Saint Paul hanno chiuso i loro luoghi di lavoro. Oltre mille piccole imprese sono state costrette a chiudere o a offrire cibo gratuito ai manifestanti. Un sondaggio ha stimato che quasi il 10% dei lavoratori del Minnesota non si è presentato al lavoro, uno sciopero politico inedito. Circa 75.000 lavoratori hanno sfidato temperature di -30 gradi (con il vento gelido) per marciare nel centro città. Il giorno successivo a essere assassinato dall’Ice è stato Alex Pretti, con un nuovo impatto dell’opinione pubblica contro l’agenzia. Tutti questi eventi hanno costretto i dirigenti aziendali del Minnesota a rompere finalmente il silenzio sull’Operazione Metro Surge. Hanno rilasciato una debole dichiarazione pubblica in cui hanno chiesto una «de-escalation delle tensioni», ma omettendo completamente di criticare i crimini violenti dell’Ice. Le organizzazioni studentesche e Zohran Mamdani hanno indetto uno sciopero generale nazionale per il venerdì successivo, 30 gennaio. Tuttavia, questa volta pochi luoghi di lavoro hanno aderito effettivamente allo sciopero, perché pochi leader sindacali hanno appoggiato l’iniziativa: un’occasione persa.

Ma i sindacati e i partner della coalizione hanno organizzato oltre duecento proteste di solidarietà in tutto il paese. I sindacati sono stati spesso spinti ad agire da una nuova generazione di attivisti che, negli ultimi quindici anni, hanno acquisito sempre più esperienza e influenza. Molti di questi attivisti provengono dal movimento Black Lives Matter, dai Democratic Socialists of America (Dsa) e dalle campagne presidenziali di Bernie Sanders, e hanno trascorso anni a organizzarsi pazientemente all’interno dei loro sindacati, guadagnando influenza e costruendo relazioni e gruppi di base. Questo è stato il momento in cui il nostro paziente lavoro ha finalmente dato i suoi frutti. La rapida mobilitazione e lo sciopero di massa hanno infine costretto l’operazione Ice di Trump alla ritirata. Il 12 febbraio, l’amministrazione ha annunciato il ritiro da Minneapolis. Gli agenti hanno affermato che la missione era stata portata a termine con successo, ma si trattava chiaramente di un tentativo di salvare la faccia.

Questa preziosa vittoria ha dimostrato che Trump non è onnipotente. Sebbene ci sia ancora lavoro da fare per rimuovere i restanti agenti dell’Ice dal Minnesota, la working class locale ha dimostrato che Trump può essere sconfitto, anche sulla questione dell’immigrazione. Ciò richiede, tuttavia, che gli attivisti studino le idee marxiste e socialiste e si dedichino con pazienza al lungo e profondo lavoro di organizzazione all’interno della classe lavoratrice. È così che possiamo costruire le basi per permettere ai sindacati e alle organizzazioni – spesso guidati da dirigenti moderati – di organizzare proteste di massa e scioperi incisivi quando le condizioni lo richiederanno.

Gli attivisti stanno capitalizzando questa vittoria organizzando una giornata nazionale di mobilitazione, con scioperi laddove possibile, contro il programma di Trump il primo maggio 2026. Nelle Twin Cities, per fare pressione sugli esitanti leader sindacali da un lato ed evitare la proclamazione di «scioperi generali» improvvisati da parte dell’estrema sinistra dall’altro, una coalizione di organizzazioni sindacali e di sinistra ha organizzato un’assemblea dei lavoratori per decidere come e quando lanciare il prossimo sciopero di massa. Oltre venti organizzazioni hanno appoggiato l’assemblea del 15 febbraio, tra cui Communication Workers of America 7250, Amalgamated Transit Union 1005 e la sezione dei professionisti del supporto educativo della Minneapolis Federation of Educators. Quasi quattrocento lavoratori e lavoratrici, tra cui almeno sette presidenti di sezioni sindacali, hanno partecipato attivamente all’assemblea democratica.

La risoluzione principale adottata dall’assemblea prevedeva una giornata nazionale di mobilitazione in tutto il paese il primo maggio 2026, inclusa un’altra giornata di «Niente lavoro, niente scuola, niente shopping» nelle Twin Cities e ovunque fosse possibile organizzare scioperi. L’assemblea ha fissato obiettivi concreti: organizzare comitati di sciopero in almeno venticinque luoghi di lavoro delle Twin Cities, organizzare un contingente pronto allo sciopero per la manifestazione del primo maggio durante il No Kings day del 28 marzo e ottenere l’impegno allo sciopero da almeno cinque sindacati e cinque organizzazioni di comunità. Sebbene i leader sindacali tradizionali abbiano resistito agli appelli allo sciopero, gli organizzatori del primo maggio nelle Twin Cities sono in trattative con i sindacati progressisti che hanno guidato lo sciopero del 23 gennaio. I leader sindacali progressisti e almeno un’organizzazione no-profit delle Twin Cities sembrano propensi a organizzare scioperi, e l’Inter Faculty Organization, un sindacato di 3.600 professori del Minnesota, ha votato per partecipare alla giornata «Niente lavoro, niente scuola, niente shopping». Gli attivisti di base stanno lavorando per convincere altri sindacati e organizzazioni della comunità ad aderire all’iniziativa.

A livello nazionale, la coalizione May Day Strong, guidata dal Chicago Teachers Union (Ctu), sta raccogliendo adesioni per la giornata nazionale di mobilitazione, che prevede scioperi laddove possibile, attraverso la sua promessa per il primo maggio e riunioni di massa su Zoom. Il Ctu si sta preparando a bloccare le scuole pubbliche di Chicago e diversi sindacati, in particolare il Service Employees International Union (Seiu), potrebbero scioperare in diverse grandi città degli Stati uniti. Dallo sciopero generale nazionale degli immigrati del primomaggio 2006 , il May Day è una giornata dedicata alla lotta per i diritti di migranti e dei lavoratori. Quest’anno rappresenta un’ottima opportunità per sindacati, organizzazioni di comunità e socialisti di organizzare scioperi o almeno manifestazioni dopo il lavoro o durante la pausa pranzo. Le azioni del primo maggio mineranno il sostegno a Trump, che è già in calo, persino tra gli indipendenti di orientamento repubblicano

Territori in movimento

Dopo l’annuncio del ritiro dell’Ice da Minneapolis, il panorama politico è cambiato. Le rivelazioni sulla «classe Epstein» hanno dominato i titoli dei giornali, e poi Trump ha attaccato l’Iran, sia per indebolire i nemici dell’impero statunitense, sia per distogliere l’attenzione dall’Ice e da Epstein. Considerato questo scenario politico in continua evoluzione, dobbiamo inquadrare le manifestazioni del primo maggio non solo come una lotta contro l’Ice, ma anche contro l’agenda imperialista di Trump nel suo complesso, compresi i suoi attacchi ad altri paesi, i finanziamenti al sistema sanitario e le elezioni di medio termine. Nei prossimi anni, Trump e i miliardari dovranno affrontare una crescente resistenza da parte di una nuova generazione di centinaia di migliaia di attivisti: un’avanguardia emergente della classe lavoratrice che sta acquisendo esperienza e influenza. Consolidare questi promettenti successi iniziali richiederà l’organizzazione di gruppi di base nei sindacati per sfidare i leader moderati, il reclutamento di nuovi membri per il Dsa e la formazione sul marxismo, che fornisce idee rivoluzionarie necessarie per trasformare radicalmente la società.

*Ramy Khalil è un organizzatore sindacale della sezione locale 2474 dell’American Federation of State, County and Municipal Employees (Afscme) di Minneapolis, che ha contribuito a organizzare l’assemblea dei lavoratori di Minneapolis del 15 febbraio a sostegno della richiesta di una giornata di mobilitazione nazionale per il primo maggio 2026. È membro dei Democratic Socialists of America e redattore di Labor Power Publications. Questo articolo è uscito su JacobinMag. La traduzione è a cura della redazione. 

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