Israele fa strage in Libano, in Iran la tregua scricchiola

Dal blog https://pagineesteri.it/

di Marco Santopadre | 8 Apr 2026

Pagine Esteri – Il governo israeliano aveva comunicato la propria accettazione del cessate il fuoco di due settimane in Iran annunciato durante la notte dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ma precisando che la sospensione dei combattimenti non avrebbe riguardato il Libano, nonostante l’accordo temporaneo di tregua mediato dal Pakistan includesse anche il paese dei Cedri.

L’esercito israeliano ha poi informato di aver lanciato, prima di sospendere le operazioni militari contro Teheran in ossequio alla tregua, una ultima ondata di attacchi contro i «lanciatori del regime terroristico iraniano per ridurre e sopprimere significativamente la gittata dei lanci” e contro le “infrastrutture produttive”.

A partire dalla mattinata di oggi, poi, Israele ha condotto una lunga serie di devastanti bombardamenti in diversi quartieri di Beirut e altre località del paese che hanno provocato centinaia tra morti e feriti nell’ambito di una massiccia operazione che Tel Aviv ha ribattezzato “Oscurità eterna”.

Secondo il Ministero della Salute libanese gli attacchi odierni avrebbero provocato almeno 89 morti e 800 feriti, ma si tratta di un bilancio destinato a salire visto che sotto le macerie degli edifici sbriciolati dalle bombe sono rimasti i corpi di molte vittime mentre gli ospedali si sono riempiti di persone in gravi condizioni non solo a Beirut ma anche a Sidone e Tiro.

Il capo della Croce rossa libanese ha denunciato che una cinquantina di caccia israeliani hanno sganciato circa 160 bombe su 100 diversi obiettivi in soli dieci minuti intorno alle due del pomeriggio di oggi.

Gli attacchi si sono concentrati non solo sui quartieri meridionali della capitale libanese, roccaforte di Hezbollah, ma anche sui quartieri del centro di Beirut, dove l’Idf ha affermato di aver preso di mira una organizzazione sunnita alleata del movimento sciita. Altri bombardamenti sono stati condotti nella Valle della Beqaa e nel Libano meridionale.

L’agenzia di stampa ufficiale libanese, la NNA, ha riportato un attacco a un’ambulanza ad Al Hulaylah che ha causato diverse vittime. Inoltre, secondo la stessa fonte, almeno quattro persone sono rimaste uccise in un attacco a un edificio vicino all’ospedale Hiram e a un centro medico nella città di Chaqra, che ha provocato anche diversi feriti. Gli attacchi, ha specificato la NNA, hanno preso di mira anche le località di Haddatha, Rabaa Thalathin, Abbasieh, Kfar Dunin, Haniyeh Mansouri e Jmeijmeh.

La BBC ha raccolto la denuncia del primo ministro libanese, Nawaf Salam, che all’emittente britannica ha detto che «Israele continua ad espandere la sua aggressione prendendo di mira aree residenziali densamente popolate e togliendo la vita a civili disarmati in diverse parti del Libano, inclusa in particolare la capitale Beirut». Secondo le autorità israeliane, invece, i bombardamenti avrebbero colpito esclusivamente le forze di Hezbollah.

Intanto l’esercito libanese ha invitato i civili a non tornare nei loro villaggi nel Libano meridionale da dove centinaia di migliaia di persone sono dovute fuggire nell’ultimo mese a causa dei bombardamenti e dell’occupazione del territorio da parte dell’esercito israeliano.

Proprio questa mattina l’esercito israeliano aveva nuovamente ordinato alla popolazione civile di evacuare tutte le località del Libano meridionale fino al fiume Zahrani. La scorsa settimana Tel Aviv aveva già confermato la propria volontà di occupare “a tempo indeterminato” tutto il territorio libanese che si estende dal confine al fiume Litani, in quella che rappresenta la sesta invasione del paese a partire dal 1978.

Nel corso degli attacchi odierni, l’Idf ha anche preso di mira un convoglio di mezzi militari italiani dell’Unifil che si dirigeva verso Beirut. I colpi israeliani hanno danneggiato un veicolo senza causare feriti e il convoglio è dovuto rientrare alla base senza poter raggiungere la capitale.

Dopo la devastante raffica di bombardamenti israeliani sul Libano il movimento Hezbollah, che pure aveva dichiarato durante la notte la sospensione per due settimane degli attacchi contro il territorio di Tel Aviv, ha lanciato una raffica di razzi contro il nord dello “stato ebraico”. Il Comando del Fronte Interno dell’esercito israeliano afferma che nel pomeriggio le sirene antiaeree sono tornate a suonare a Shtula, vicino al confine con il Libano, e in altre città della Galilea occidentale.

Intanto anche in Iran la tregua raggiunta durante la notte sembra scricchiolare.

Una fonte degli apparati di sicurezza iraniani ha riferito ad Al Jazeera che Teheran sta valutando la possibilità di ritorsioni nei confronti di Israele colpevole di aver già violato il cessate il fuoco nel corso.

Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica ha avvisato che se le violazioni continueranno interromperà di nuovo il passaggio delle navi e delle petroliere occidentali nello Stretto di Hormuz, ripreso gradualmente stamattina dopo l’annuncio da parte di Washington del raggiungimento di un accordo temporaneo.

Le autorità iraniane hanno avvisato di aver abbattuto un drone israeliano nella provincia di Fars.

Da parte sua il Ministero dell’Interno del Kuwait ha segnalato “gravi danni materiali” a diverse strutture vitali della Kuwait Petroleum Corporation e del Ministero dell’Energia e delle Risorse Idriche a seguito di quello che ha definito un attacco di droni iraniani.

Il ministero ha dichiarato che sono scoppiati incendi in alcuni dei siti attaccati, tra cui alcuni impianti petroliferi, tre centrali elettriche e impianti di desalinizzazione dell’acqua.

Anche l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein hanno segnalato di essere stati presi di mira da attacchi iraniani che sarebbero scattati dopo che questa mattina, dopo l’annuncio del raggiungimento della tregua, era stata colpita la “National Iranian Oil Refining and Distribution Company”, una raffineria di petrolio situata sull’isola iraniana di Lavan.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.