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di redazione | 9 Apr 2026
Il governo israeliano, durante una sessione riservata tenutasi nei giorni scorsi, ha approvato un piano per la creazione di 34 nuovi insediamenti coloniali in Cisgiordania, compresa la realizzazione di colonie ebraiche in aree classificate come A e B, rispettivamente sotto controllo amministrativo pieno e parziale dell’Autorità nazionale palestinese, secondo gli Accordi di Oslo del 1993.
Sale a 103 il numero totale di nuovi insediamenti creati o legalizzati retroattivamente dal governo Netanyahu da quando è entrato in carica nel 2022. Solo sei nuovi insediamenti erano stati formalmente approvati da Israele nei 30 anni successivi alla firma degli Accordi di Oslo.
La radio dell’esercito israeliano ha spiegato che la decisione di mantenere la notizia riservata è dovuta anche a potenziali pressioni politiche, tra cui le posizioni assunte lo scorso anno da Donald Trump in apparenza non favorevoli all’annessione a Israele della Cisgiordania palestinese.
Tra gli insediamenti futuri figurano Noa ed Emek Dotan, che dovrebbero sorgere come enclavi all’interno di aree densamente popolate da palestinesi. Noa sarà costruito a sud delle colonie di Ganim e Kadim, vicino a Qabatiya (Jenin), mentre Emek Dotan sarà un ponte di collegamento tra gli insediamenti di Sha-Nur, Homesh e Shavei Shomron.
Un allegato riservato prevede l’avvio dei lavori di realizzazione delle reti elettriche e idriche prima del completamento delle procedure legali relative al terreno dove sorgeranno le nuove colonie, un passo senza precedenti.