In un clima sociale di frammentazione e poco ascolto reciproco fra gruppi che ancora non si sono pensionati dalla militanza politica non istituzionale, è difficile stabilire regole o almeno dare indirizzi di linee a movimenti, ma provo a redigere pubblicamente alcune riflessioni
Oggi ci sono tre livelli di azioni e discussioni sui vari gruppi territoriali e anche sulle reti nazionali tematiche fin qui sviluppatesi (sviluppo un po’ bloccato, ma persistente, quindi positivo)
1) gruppi territoriali con temi comuni locali cioè specifici 2) gruppi Propal 3) gruppi NorearmEurope… Qual’è il punto a mio avviso?
Mentre nella prima categoria in cui metto anche i Notav che non sono locali, ma hanno in corso da decenni una battaglia sociale che riguarda tutti con un ovvio legame territoriale, gli altri sono in pratica una divisione di argomenti che hanno comune metodo di intento, ma diversa azione pragmatica.
Mi fisso su un idea di Propal, di cui non devo spiegare la mia completa adesione come scritto da tempo ovunque, ma che mi pare sia non corretta in parte e provo a motivare.
La strage assassina e reiterata di Israele verso la popolazione palestinese (ma anche con quella libanese, siriana, iraniana, della Cigiordania ) con l’appoggio Usa ed il silenzio del democratico occidente Europeo è un fatto! Però spesso è chiuso in una solidarietà a volte “pelosa” da intellettuali da salotto e a volte molto aperta, propositiva di azioni concrete (Sumud Flottilla) in un equilibrio instabile che dipende sostanzialmente dall’influenza territoriale (+/-) di una sinistra destrorsa che cerca di relegare in una forma di passione cristiana l’attenzione verso i gazawi e la loro meschina sorte senza intaccare giudizio su imperialismo atlantico, ne libertà di fare affari.
E’ un errore politico rilevante fare solidarietà senza legarla al ruolo politico di una azione continua “dell’entourage Einstein” e della finanza di mercato che fa lobbi e scudo ad ogni narrazione mediatica diversa.
Nessuno dopo anni di guerra così devastante e che non accenna affatto a diminuire per la sequenza di fatto imposta da Israele agli stessi Trumpiani (non solo ai popoli oppressi), anzi accelera un tentativo di dominio sul Medio Oriente con la forza devastante militare, mentre con la potenza finanziaria di aggregazione di capitali lega le mani all’Europa, ma non solo. Altri hanno descritto meglio di me gli avvenimenti pur riportati nel sito ( vedi parolelibere.blog )
Parlare di solidarietà non implica, se non per caritatevoli e ovvi sentimenti umanitari, una completa chiarezza nel disegno di questo capitalismo finanziario globale che in tempi molto veloci stabilisce morte e distruzione accanto ad affari e mercato. Poichè la coscienza che deve guidarci è che non c’è al momento nessuna entità nazionale o aggregazione che non sia strutturata pur con differenze dal capitalismo finanziario (Ne Russia, ne Brix, ne Cina, ecc)
Chi oggi parla di “più Europa” pare non accorgersi come 750 eurodeputati ( ovvio non tutti ma la maggioranza decisionale) stanno affossando la convivenza fra nazioni e trascurando le necessità dell’intero territorio delle nazioni europee, nell’assunzione improvvida di tematiche care solo alla mentalità americana che ha solide basi nella Nato, cioè la forza e l’esercizio anche con lo sforzo produttivo deciso per modificare oggetto di spesa e produzione delle risorse in senso militare.
L’Italia è pienamente coinvolta nello scambio affaristico dimostrato con Israele -USA, ma mascherato dentro traffici ed accordi sull’energia, sulla produzione militare e tecnologica, sul modo ideologico di dare vita ad una cultura militarista che non ci corrisponde, sulla privatizzazione della salute per profitto e degli asset decisivi per un paese (beni comuni, energia, agricoltura).
Inoltre è un fatto certo l’abbandono attraverso il taglio sistematico delle risorse di ogni welfare sociale e di leggi riconducibili ad una volontà repressiva e senza democrazia, ne alla gestione di un territorio ormai al collasso idrogeologico e ad un ambiente soggetto al cambio climatico con tutte le devastazioni di alluvioni, terremoti, frane, siccità, ecc
Il modello di gestione istituzionale centralizzato e con sottrazione risorse al cosiddetto federalismo (della Lega) applicato qui ed ora, è un modello che non ha futuro per la maggioranza dei cittadini, anche se una minoranza se ne avvantaggia e fa profitti.
Questo metodo applicato nel governo della destra meloniana si basa su procedure, normative, su una storia di occupazione delle poltrone importanti e l’appoggio delle Grandi Aziende a partecipazione statale oltre che di banche, decisa già prima con maggioranze diverse, ma con fede atlantica e pienamente dentro il liberismo usuale. L’esistenza di circa sei milioni di poveri ed altrettanti in bilico sul target lo certifica.
Parlare di Gaza non dovrebbe essere solo pietire compassione per chi sta subendo da anni violenze innegabili con formule di solidarietà che però non rompono uno schema (tra l’altro anche in concreto Israele chiudendo i varchi militarmente impedisce la distribuzione di tante cose necessarie, anzi indispensabili) di cui questo modo è la rappresentazione plastica, mentre rompere questo progetto imperialistico passa proprio dal battersi su un idea di modello sociale concretamente diverso per scelte e per necessità sui nostri territori!
L’unico metodo di fare arrivare concretamente la solidarietà a tutti quei popoli colpiti dalla mano violenta di Israele-USA è battersi contro i propri governi che collaborano con loro e ne assumono l’identità sul territorio, per una scelta alternativa di società.
Mentre la Nato ci ricarica dei costi per mantenere (sempre con comando americano invariato) basi e porti militari (senza ritirare un solo soldato).
La Repubblica di oggi titola: allarme degli scali europei sul carburante: “Voli a rischio se Hormuz non riapre entro tre settimane”. La preoccupazione è molto pragmatica per gli interessi dei “viaggiatori internazionali”, spostano il centro delle motivazioni all’origine della situazione, che una nazione sia bombardata senza motivo con devastazioni e morti non è all’attenzione.
Questa versione è la stessa della dx che depista e cambia il ragionamento fra cause ed effetti della guerra
Allora chiedere una sanità pubblica gratuita utilizzabile da tutti; una energia ecosostenibile rendendo “i cittadini” proprietari dell’energia consumata;
un turismo consapevole, non distruttivo;
una istruzione legata alla ricerca e finalizzata al benessere ed allo sviluppo sociale dei giovani; una produzione finalizzata alle esigenze del territorio e anche consapevole della realtà italiana con il 75% delle imprese artigiane;
una cura ambientale ai territori devastati da decenni di produzioni inquinanti e nocive (vedi PFAS) e di non attenzione al verde che in periodi di desertificazione diventa indispensabile;
di avere democrazia e posti dove la socialità si possa verificare concretamente è l’UNICO MODO DI FARE REALMENTE QUALCOSA DI UTILE CONTRO LE GUERRE, LE PRODUZIONI MILITARI E GLI OMICIDI ISRAELIANI CHE IN QUESTO MOMENTO HANNO ASSUNTO LA LEADER CHIP TRISTE DI QUESTO PRIMATO E PUO’ RAPPRESENTARE IL PIU’ FORTE AIUTO DATO AI POPOLI OPPRESSI, NESSUNO ESCLUSO
PARLIAMONE PUBBLICAMENTE SENZA PAURA, per trovare possibilità migliori!
Gianni Gatti
11/04/26 Alessandria