Quello che ci hanno nascosto sulla guerra in Medio Oriente

Dal blog https://www.remocontro.it/

18 Maggio 2026 Remocontro

Le prime rivelazioni dal Wall Street Journal e di Reuters, a salvare minimamente la faccia al giornalismo ‘alto’ e sospetto. Attacchi dei Paesi del Golfo, basi israeliane segrete, basi statunitensi distrutte: molte cose sono sfuggite ai nostri schermi. Sull’Iran. Per oltre un mese l’opinione pubblica mondiale ha creduto di poter seguire in tempo reale ogni sviluppo della guerra, ma era una illusione ed è divento un inganno organizzato.

I segreti svelati dal Post

L’Iran ha coinvolto nella guerra i Paesi del Golfo che ospitano basi statunitensi, colpendo obiettivi militari e civili. Durante la guerra i governi dei Paesi attaccati hanno più volte ribadito di avere il diritto di rispondere agli attacchi, ma non hanno mai detto di averlo fatto, limitandosi a dare notizia dei droni e dei missili iraniani intercettati. La scorsa settimana in due articoli del Wall Street Journal e di Reuters è emerso che le aviazioni di Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita hanno compiuto attacchi su obiettivi iraniani, sfruttando la distruzione della contraerea iraniana. Sono stati attacchi con danni ingenti.

Stati in guerra ‘ufficiosa’

L’Arabia Saudita e il Kuwait hanno anche attaccato con bombardamenti aerei e lanci di missili le milizie filoiraniane attive in Iraq, che avevano attaccato loro obiettivi. Anche queste operazioni sono state condotte segretamente: hanno ucciso diversi combattenti e distrutto una struttura utilizzata dalla milizia Kataib Hezbollah, sostenuta dall’Iran, per le comunicazioni e le operazioni con i droni.

I danni alle basi statunitensi

Nei primi giorni di guerra sono stati uccisi sette militari statunitensi, 6 in Kuwait e 1 in Arabia Saudita, colpiti da attacchi iraniani: 400 soldati sono stati feriti nel corso dei 40 giorni, perlopiù in forma lieve (quelli gravemente feriti sarebbero 12, secondo fonti governative citate dal Washington Post). Saltuariamente sono emerse foto di danni alle basi statunitensi, ma dopo due settimane di guerra l’amministrazione Usa ha chiesto ai due principali fornitori di foto satellitari commerciali, Vantor e Planet Labs, di sospendere le pubblicazioni delle immagini della regione.

Nascondere i fatti per verità addomesticate

I media iraniani hanno invece continuato a pubblicare immagini satellitari e il Washington Post le ha recentemente analizzate, confrontandole con quelle di satelliti europei a più bassa definizione: lo studio ha permesso di confermare che almeno 217 strutture e 11 mezzi militari sono stati distrutti o danneggiati negli attacchi iraniani a 15 basi statunitensi. I danni sono quindi molto maggiori di quelli dichiarati dal governo e riguardano anche postazioni di comunicazione satellitare, antenne satellitari e sistemi di difesa missilistica Patriot. In molti casi le basi sono state evacuate dopo i primi giorni di guerra, e i soldati sono stati trasferiti altrove.

I danni nei Paesi del Golfo

Anche i danni subiti dai paesi del Golfo sono con ogni probabilità sottostimati: dopo i primi giorni di guerra i governi dei paesi interessati hanno vietato alla popolazione di riprendere le zone colpite, perseguendo e arrestando giornalisti o semplici cittadini che contravvenivano alle indicazioni. Gli Emirati Arabi Uniti, per esempio, erano preoccupati di non compromettere ulteriormente l’immagine di destinazione turistica e di centro economico-finanziario di città come Dubai o Abu Dhabi.

La base segreta israeliana in Iraq

A inizio maggio il Wall Street Journal ha anche scoperto che Israele aveva costruito e utilizzato una base militare clandestina nel deserto dell’Iraq occidentale, circa 180 chilometri a sud-ovest della città di Karbala. La base comprendeva una pista d’atterraggio per i caccia e ospitava squadre delle forze speciali israeliane per operazioni sotto copertura, oltre che squadre di ricerca e soccorso per recuperare eventuali piloti che fossero stati abbattuti da portare in salvo. Quando l’esercito iracheno ha provato ad avvicinarsi per verificare i movimenti militari anomali nel suo territorio, Israele ha difeso la base, sparando sui soldati iracheni per impedire loro di avvicinarsi. Poi l’ha smantellata.

Rapporti fra Emirati Arabi Uniti e Israele

Giovedì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato che durante la guerra ha fatto una visita segreta negli Emirati Arabi Uniti. Il governo emiratino ha poi smentito, ma sono arrivate altre conferme. I due paesi hanno relazioni diplomatiche dal 2020, quando gli Emirati Arabi Uniti sono entrati nei cosiddetti Accordi di Abramo promossi dagli Stati Uniti che dovevano servire a normalizzare i rapporti tra Israele e alcuni paesi arabi. Si è anche saputo che durante la guerra Israele ha inviato il proprio sistema di difesa aerea Iron Dome per proteggere gli Emirati dai missili dell’Iran: è la prima volta che viene fornito a un paese che non siano gli Stati Uniti.

Il numero dei morti, in Libano e in Iran

Anche il numero complessivo delle persone uccise negli attacchi di Stati Uniti e Israele resta sconosciuto. I dati ufficiali indicano 3.375 persone uccise in Iran e 2.702 in Libano. Le informazioni sull’Iran sono poche e lacunose, il numero probabilmente sottostima quello dei militari morti. Per quel che riguarda il Libano, invece, in un articolo di Reuters due fonti del gruppo libanese Hezbollah hanno detto che i combattenti uccisi dagli israeliani in questa fase della guerra, nel 2026, sono «diverse migliaia». Le persone uccise potrebbero quindi essere molte di più.

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