Antimafia, alle prossime elezioni amministrative 28 candidati impresentabili: ecco i nomi

Dal blog https://www.lindipendente.online/

22 Maggio 2026 Stefano Baudino

Sono 28 i candidati alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio che la Commissione parlamentare antimafia ha giudicato “impresentabili” dopo aver verificato il rispetto del codice di autoregolamentazione dei partiti. L’elenco, che è stato letto in Commissione dalla presidente Chiara Colosimo, riguarda aspiranti sindaci e consiglieri comunali in diversi centri italiani, da Agrigento ad Avellino, da Randazzo a Tropea, fino a Viareggio, Messina, Reggio Calabria e Trani.

In alcuni casi si tratta di persone rinviate a giudizio o condannate per reati gravi; in altri, invece, di candidati provenienti da amministrazioni precedentemente sciolte a causa di infiltrazioni della criminalità organizzata.

Nel dettaglio, tra i nomi più rilevanti figura Luigi Gentile, candidato sindaco ad Agrigento con il sostegno di Democrazia cristiana, Noi moderati-Partito popolare europeo-Sud chiama Nord, Lega Agrigento e Prima l’Italia. Il suo profilo è stato segnalato per il rinvio a giudizio, arrivato nel marzo 2021, con l’accusa di bancarotta fraudolenta.

Sempre tra i candidati alla fascia tricolore compare Gianluca Festa, in corsa ad Avellino con le liste W la libertà, Liberi e forti, Enjoy e Davvero: per lui il gip del tribunale irpino ha disposto il giudizio immediato per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e induzione indebita a dare o promettere utilità.

Occhi puntati anche su Randazzo, in provincia di Catania, dove l’Antimafia ha segnalato più di un candidato sindaco. Alfio Pillera, in lista con Trasparenza e legalità, è stato rinviato a giudizio per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche aggravata dal metodo mafioso, oltre che per accesso abusivo a sistema informatico in un procedimento separato.

Nello stesso Comune risultano candidati alla carica di primo cittadino anche Concetta Carla Luisa Foti, già assessora, e Gianluca Giuseppe Anzalone, anch’egli ex assessore (inseriti nella lista degli “impresentabili” perché provenienti da un’amministrazione sciolta per infiltrazioni mafiose).

Un altro nome presente nell’elenco è quello di Emilio Emanuele La Piana, pure lui già assessore a Randazzo e candidato al consiglio comunale. Anche a Tropea l’elenco degli impresentabili comprende candidati che hanno già fatto parte delle precedenti amministrazioni, ovvero Giovanni Macrì e Giuseppe Rodolico, entrambi ex sindaci, e le ex assessore Caterina Marzolo e Greta Trecate.

L’elenco comprende poi diversi candidati al consiglio comunale. Ad Afragola, nel Napoletano, è segnalato Mauro Moccia, rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta. Ad Avellino figurano Massimo Anniversario, Maria Maddalena Balbi, Gaetano Dentice ed Ernesto Panariello: i reati contestati vanno dalla bancarotta fraudolenta al riciclaggio, fino al traffico illecito di rifiuti.

A Cava de’ Tirreni, invece, risultano Anna Padovano Sorrentino, rinviata a giudizio per turbata libertà degli incanti, e Massimo Palladino, accusato di bancarotta fraudolenta. Sempre in Campania, a Ercolano è candidato Giovanni Tagliamonte, rinviato a giudizio per traffico illecito di rifiuti; a Melito di Napoli compaiono Anna Ranucci, per frode informatica e accesso abusivo a sistema informatico, e Lucia Roma, condannata a un anno e due mesi per tentata estorsione nell’aprile 2026.

Tra gli altri nomi indicati dalla commissione ci sono Santina Bennici, candidata a Enna e rinviata a giudizio per tentativo di estorsione ed estorsione aggravata; Giuseppe Piccini, candidato a Imola, per accesso abusivo a sistema informatico; Salvatore Saglimbeni, in corsa a Messina, per disastro ambientale; Alessandro Alfieri, candidato a Portici e condannato in primo grado per bancarotta fraudolenta; Eleonora Maria Pia Megale, a Reggio Calabria, rinviata a giudizio per traffico illecito di rifiuti.

Dalla Toscana arrivano due segnalazioni per Viareggio: Tania Dello Margio, condannata a due anni, dieci mesi e venti giorni per estorsione (sentenza confermata in Cassazione nel giugno 2024), e Maria Giulia Giuseppina Rao, rinviata a giudizio per corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e per accesso abusivo a sistema informatico.

In Puglia, a Trani, è stato invece segnalato Mauro Verga, condannato in primo grado a tre anni per tentata estorsione aggravata.

Il termine “impresentabile” non ha un valore legale, ma è un concetto puramente politico. Nel concreto, infatti, la Commissione parlamentare Antimafia valuta le candidature elettorali sulla base delle segnalazioni del Ministero dell’Interno e dell’autorità giudiziaria.

Secondo i criteri di candidabilità stabiliti nel Codice di Autoregolamentazione, approvato dalla Commissione nel 2019 durante il governo M5S-Lega, per entrare nella lista degli “impresentabili” occorre essere formalmente imputati (ma solo per specifici reati) oppure essere stati colpiti da misure di prevenzione personali o patrimoniali ai sensi del Codice antimafia, rimossi dall’incarico di amministratore locale ai sensi del testo unico degli enti locali o aver ricoperto la carica di sindaco o di componente della giunta negli enti sciolti per fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso.

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Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.

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