Libano, ennesimo “cessate il fuoco”. Non è la fine dell’occupazione israeliana

Dal blog lorenzotrombetta@substack.com

Lorenzo Trombetta
giu 19

Il “cessate il fuoco” appena annunciato tra Hezbollah e Israele viene dopo la diffusione della notizia dell’uccisione, ieri 18 giugno, di quattro militari dell’esercito di occupazione israeliano in Libano da parte di combattenti del movimento armato libanese. E dopo la successiva escalation militare israeliana registratati nella notte e stamani 19 giugno. Lunedì prossimo è confermato l’incontro negoziale a Washington tra governo libanese e israeliani. Per negoziare cosa?

Questa escalation è stata giustificata da Israele come una risposta all’uccisione dei quattro militari. Si attribuisce a Hezbollah la colpa di aver violato il “cessate il fuoco” su cui si erano accordati Stati Uniti e Iran.

Ma quel “cessate il fuoco” non era mai stato rispettato da Israele per il semplice fatto che Stati Uniti e Iran considerano la sospensione delle ostilità soltanto nell’area di Beirut e non nel sud del Libano.

Infatti, nel sud del paese, la guerra non si è mai fermata: né dopo il “cessate il fuoco” del 17 aprile, né dopo gli accordi del 2 giugno, né dopo l’annuncio della definizione del memorandum d’intesa tra Washington e Teheran nei giorni scorsi.

Nel sud del Libano, Israele ha continuato a operare come esercito di occupazione, compiendo raid aerei, tentando di avanzare sul terreno e proseguendo l’opera di distruzione sistematica; dal canto loro, i libanesi armati hanno continuato a sparare, all’interno del territorio libanese, sui militari nemici.

L’annuncio, adesso, dell’ennesimo “cessate il fuoco” non deve dunque trarre in inganno. Israele rimarrà come esercito occupante nel sud del Libano, proseguendo le sue azioni in quella che definisce “fascia di sicurezza”. Ci si chiede se Hezbollah rimarrà a guardare oppure riprenderà con le azioni di resistenza contro il nemico.

Qui sotto una breve cronologia di tre notizie di stamani:

Ore 15 italiane: Israele e Hezbollah hanno concordato un cessate il fuoco che dovrebbe iniziare alle 16 ora locale di oggi (le 15 italiane). Lo ha dichiarato a Reuters online un alto funzionario statunitense. “Hezbollah e Israele hanno concordato un cessate il fuoco”, ha affermato il funzionario in via confidenziale, aggiungendo che i negoziatori degli Stati Uniti e del Qatar hanno raggiunto l’intesa con l’aiuto dell’Iran. “A quanto ci risulta, dopo lo scambio di fuoco avvenuto oggi, Israele e Hezbollah sono ora in un cessate il fuoco”.

Ore 14 italiane: Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato la nuova escalation israeliana nel sud del Libano e nella Bekaa settentrionale, affermando che i raid delle ultime ore, costati la vita a decine di persone, non fermeranno il lavoro diplomatico per arrivare a un cessate il fuoco complessivo. “Quello che viviamo oggi nel sud e nella Bekaa, con l’allargamento delle aggressioni israeliane, le uccisioni e nuove distruzioni, costituisce una escalation pericolosa e condannabile”, ha scritto Aoun su X, aggiungendo che gli attacchi hanno colpito “decine di innocenti, tra cui donne e bambini”.

Secondo il capo dello Stato libanese, l’offensiva israeliana punta di fatto a indebolire i tentativi in corso per consolidare il cessate il fuoco e mettere fine alla guerra, in particolare dopo i recenti sviluppi tra Stati Uniti e Iran. Aoun ha assicurato che l’escalation non impedirà al Libano di lavorare per raggiungere “un cessate il fuoco globale nel più breve tempo possibile”, indicazione che ha detto di aver dato alla delegazione libanese impegnata nella prossima sessione negoziale a Washington.

Il presidente ha aggiunto che non è possibile eludere questo nodo, perché il cessate il fuoco complessivo rappresenta “la porta d’ingresso” per affrontare gli altri dossier, a partire dal ritiro israeliano, dal dispiegamento dell’esercito libanese e dal ritorno dei prigionieri.

Ore 12 italiane: Almeno 25 persone sono state uccise nelle ultime ore dai bombardamenti israeliani nel sud del Libano, mentre Israele ha lanciato una nuova offensiva massiccia su Nabatiye, Tiro, la Bekaa e i villaggi circostanti. Lo riferiscono l’agenzia governativa di notizie libanese (Nna) e media di Beirut secondo cui le vittime sono in gran parte famiglie rientrate nelle case colpite dai raid e soccorritori accorsi sui luoghi dei bombardamenti.

L’escalation è seguita all’annuncio della morte di quattro soldati delle forze israeliane di occupazione, colpiti da Hezbollah nel sud del Libano nelle ultime ore di combattimenti. Secondo le stesse fonti, più di 50 raid israeliani hanno colpito Nabatiye e i centri vicini, tra cui Haruf, Doueir, Jibshit, Bfaruwe, Habbush, Toul e Deir Zahrani. L’esercito israeliano tenta intanto di avanzare verso le alture strategiche di Ali Taher, che dominano Nabatiye e Iqlim al-Tuffah.

I combattimenti tra Kfartebnit, Kfarremmane e Nabatiye al Fawqa hanno avvicinato la linea del fronte ai principali centri abitati della zona. A Haruf sono morti sei membri della stessa famiglia, padre, madre e quattro figli. Altre vittime sono state segnalate a Sharqiye, Kfarsir, Jibshit, Doueir e Deir Zahrani. Raid sono stati compiuti anche nella Bekaa, tra Baalbek, Ain Burday, Douris, Zelaya e le alture di Abu Rashed. Le nuove ondate di raid hanno provocato una fuga di residenti dai villaggi colpiti verso Sidone e Beirut.

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