Non sono un esperto di politica internazionale, ma provo a mettere un ragionamento usando la vicenda Starmer in UK che vada oltre a quella persona
Per i più agguerriti leggete https://jacobinitalia.it/starmer-il-mendace-incapace/
Che poi è una domanda che mi ronza in testa da parecchio e non solo per gli inglesi.
Ma questi partiti che si definiscono di volta in volta ideologicamente democratici, laburisti, socialisti o cmq di sinistra sanno che cos’è la democrazia applicata, giacche ne fanno una bandiera sostenuti nella narrazione dai media legati al potere?
A mio parere no ! Sarò drastico, ma tutta quella storia inglese su cui oggi si levano le critiche degli esperti politologi da salotto vengono da gruppi affaristici, da camarille interne agli stessi partiti, non da un confronto fra strutture esistenti dentro un sociale di ascolto e dialogo.
Certo è una posizione da vecchio bacucco politichese, ma non sono illuso. Certifico solo che non è avvenuto, nè sta avvenendo alcun dialogo per incoronare Starmer, come non c’è stato per Jonhson, ne per il maratoneta anti-iracheno Blair che ha sostenuto le tesi americane ed ancora oggi campa sulla notorietà di averci trascinato in una guerra insensata e destabilizzato il Medio Oriente facendo conferenze strapagate nel mondo.
Credo che l’insieme istituzionale di comando dell’Inghilterra sia una commistione fra militarismo post-coloniale, servizi e affari finanziari e direi, nulla di particolarmente diverso da cosa avviene in Italia o altre nazioni.. Basta guardare cosa ruota attorno alla casa del re farlocco Inglese produttore di fiorellini e coltivatore di enormi gallerie d’arte di proprietà dentro castelli principeschi.
Però la questione di fondo è che in nessuna nazione europea e tanto meno nel colonialismo pesante globale inglese ci sono strutture che mettono in relazione chi ha come individuo, proposte programmatiche politiche e gruppi di consolidamento aperti e disponibili.
Il Labour inglese ha come leader Corbin ma dietro o meglio dentro questo partito c’è il vuoto assoluto.
La domanda non è tanto come si è comportato Starmer, ma come ha fatto ad avere la leaderchip di quel partito di maggioranza.
Lo ha demolito dall’interno a suon di proposte e decisioni non condivise, ma imposte a tutti quelli intorno, come lo stesso Corbin, MUTI!
Ovvio che non sono un fan dell’individualità, perché il mondo sempre più globalizzaato e con centri di potere che esulano dagli stessi partiti rappresentati, ma trainati da borsa, finanza, banche e fondi di investimento è ormai un potere diretto e reale dentro un economia in evoluzione
Quale strategia? Secondo me, e vale per tutti i gruppi, ragionare sulla costruzione di aggregazioni e luoghi concreti di discussione è il tema del giorno
Tante teste e tante idee non di facile solidarietà culturale, ma senza alternativa a patto di non fare Starner 2.0
Lo vediamo anche in Italia fra gruppi di base e piccole organizzazioni sindacali con all’interno qualche “KING” e molti disaffezionati senza potere, che aspettano solo di essere imboccati, che qualcuno dica loro che fare e come.
Le diversità possono solo essere affrontate direttamente faccia a faccia, ripianate con argomenti e ragionamenti profondi, nel tempo, le forme di unità collettive devono essere tali non perché zeppe di qualche emergente egocentrico, magari in buona fede, ma convinto che le sue idee sono comunque meglio di altri, la ricchezza del confronto o è tale o non serve.
Pensare collettivo è difficile e forse anche stressante, ma la situazione dei partiti istituzionali oggi è ancora in questa tematica sconfortante, quasi non fosse ancora chiaro come il sistema di potere del capitalismo finanziario è unico e globale e la metodica di lavoro politico deve essere collettiva e mai di individui che rappresentano qualcosa o qualcuno delegati a decidere.
La sinistra destrorsa che ormai come la dx pervade ogni istituzione o centro di potere ha tagliato ogni forma di democrazia in attesa di trovare la persona adatta per la corona di leader amplificato e certificato dai media.
E’ un cane che si morde la coda, ma non risolve. Non va avanti l’idea di un progetto sociale di alternativa reale o almeno la visione è offuscata.
Starmer è solo il pirla che paga l’inadeguatezza in UK, ma vogliamo fare esempi anche sull’Italia, su come e perché fare passi indietro e riprendere relazioni per costruire democrazia applicata ha la priorità sulle idee generali nei territori, quando sono state demolite tutte le possibili strutture adatte, compresi luoghi fisici di incontro e colloquio? O continuiamo a sperare nei miracoli che faranno prima o poi la Shlein o Conte o Fratoianni o altri
Gianni Gatti
Alessandria, 24/06/26