La lotta al TAV in Val Susa parificata al terrorismo di Berlino

Chi ha avuto lo stomaco di seguire sui vari tg la rassegna stampa questa mattina si sarà reso conto della totale unificazione dei titoli delle notizie in netto accordo con la versione della Meloni.

Hanno ormai chiuso il cerchio parificando il terrorismo assassino dell’Isis dell’attentato di Berlino con le sacrosante manifestazioni della Val Susa

Viene quasi a noia la ripetizione semantica e ideologica con, per fortuna, qualche squarcio di verità (Il fatto Quotidiano, manifesto)

Dopo le variazioni repressive dei vari DDL sicurezza serve un po’ di coraggio e precauzioni da prendere nella militanza, questi promettono e fanno macelleria, nella totale mancanza di strutture adeguate per affrontare problematiche (se non attraverso attività poliziesche) come quella di Farik a Bologna.

Perche se l’attentato di Berlino, non ha senso neppure commentarlo, anche se è proprio quello che serve a Merz per continuare sulla strada del militarismo e del riarmo forzato drenando risorse pubbliche, il punto basso sono i commenti sulla battaglia in Val Susa.

Gli scontri contro il TAV (in cui ogni giornale aumenta progressivamente il numero dei poliziotti feriti ( bastava avere uno spelone al ginocchio per andare a marcare visita al P.S.) e dietro a questa cortina fumogena alzata da tutti indistintamente non c’è nessuno che ribadisca che questa manifestazione è l’effetto di una occupazione militare della valle da decenni, di un sopruso nel tempo perpetrato con decisioni di un liberismo ributtante senza consenso popolare.

Sono effetti, ma la causa è semplicemente l’opposizione ad uno spreco di risorse pubbliche continuato nel tempo per una galleria che NON C’E ANCORA dopo decenni e forse mai ci sarà mai, poiché la Francia ha, da tempo, abbandonato il cantiere con l’obiettivo di rivedere il finanziamento nel 2028 e l’unica galleria attualmente in corso d’opera è quella del tunnel di sicurezza laterale usato anche per capire le problematiche dello scavo in mezzo ad amianto e minerali pericolosi.

Sul piano politico è l’unificazione delle …”prese di distanza “ dai manifestanti, dal campo largo alla destra di governo e dei loro sostenitori mediatici.

E’ un salto di qualità di cui approfitteranno fascisti, vannacciani e quelli che credono in quel tunnel per banale interesse economico (tipo la TELT) e da sempre lo avvalorano, poiché dà lavoro e secondo loro è utile, pur con distinguo i vari tristi figuri di sinistra del campo larghissimo e sindacale.

Conte da Vieste (dove ha presentato suo libro) : “Io non posso accettare e non posso indulgere nei confronti di chi si permette di aggredire forze dell’ordine che stanno svolgendo il loro lavoro correttamente, persone che prendono uno stipendio modesto, a cui spesso non vengono pagati neanche gli straordinari e che hanno anche scopertura di organico. Assalire queste persone è un atto vergognoso, quindi condannare qualsiasi forma di violenza senza se e senza ma”, ha affermato.”

E così la violenza è di chi protesta, non di chi decide di spendere soldi pubblici da sottrarre ai servizi sociali con opere inutili devastanti e dannose! Brutta bestia il liberismo senza un idea diversa di mondo e di società

Però 20.000 persone che hanno sfidato blocchi e filtri polizieschi per andare a manifestare in val Susa sono un buon auspicio di possibile unificazione fatta con coraggio e determinazione alle tante anime frantumate di questa opposizione che non può sperare in nessun aiuto da parte dei partiti istituzionali, deve costruirsi un percorso “motu proprio” di convergenza e i leader devono essere scelti non da “primarie truffa”, ma nel corso della lotta.

Gianni Gatti

Alessandria, 27/07/26

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