«Saccheggio» da 7 miliardi: la Procura di Milano indaga sull’ex Ilva

Dal blog https://www.lindipendente.online

28 Agosto 2026 Stefano Baudino

La Procura di Milano ha aperto una nuova inchiesta per bancarotta fraudolenta sulla gestione dell’ex Ilva di Taranto, iscrivendo nel registro degli indagati Lucia Morselli, che ha rivestito il ruolo di presidente e amministratrice delegata di Acciaierie d’Italia tra il 2019 e il 2024. L’indagine, condotta dal procuratore aggiunto Roberto Pellicano e dal pm Luigi Luzi, prende le mosse da una richiesta di risarcimento danni per 7 miliardi di euro avanzata dai commissari straordinari della società nei confronti di ArcelorMittal, multinazionale franco-indiana dell’acciaio che controllava il 62% di ADI.

Nell’atto di citazione, presentato lo scorso gennaio, i legali dei commissari hanno parlato di un vero e proprio «saccheggiamento dell’impresa» e di una «strategia predatoria» messa in atto dalla multinazionale per estrarre valore dallo stabilimento siderurgico, conducendolo progressivamente all’insolvenza.

Secondo quanto è stato ricostruito dai commissari, le condotte contestate si sarebbero tradotte in «un’azione di governo societario sistematicamente e dolosamente preordinata al perseguimento di interessi estranei a quello della società». L’accusa è che ArcelorMittal, che vinse la gara per l’assegnazione dell’ex Ilva nel 2017, si sia resa protagonista di «un’unica e complessiva strategia, attuata con il necessario concorso» del colosso siderurgico, «preordinata a favorire l’improprio e sistematico trasferimento di valore» dall’ex Ilva alla multinazionale.

In sostanza, attraverso contratti infragruppo, sarebbero state esternalizzate a società del gruppo ArcelorMittal tutte le attività a maggior valore aggiunto – come l’approvvigionamento delle materie prime e la distribuzione commerciale – relegando l’Ilva a un mero «centro di produzione».

Tra le attività contestate figurano la vendita di prodotti «a parti correlate a prezzi e condizioni sistematicamente deteriori rispetto a quelli di mercato» e «il pagamento di fee e commissioni a beneficio di controparti» del gruppo ArcelorMittal «prive di effettiva giustificazione causale». A gennaio, ArcelorMittal aveva reagito con un duro comunicato in cui rendeva noto di respingere «categoricamente tutte le accuse contenute nella denuncia» e non ravvisare «alcun fondamento fattuale o giuridico per tale affermazione», dicendosi pronta a difendere fermamente la propria posizione «dinanzi a tutte le sedi competenti».

La difesa ha integralmente respinto tale impostazione. «Siamo intenzionati a tenere un’interlocuzione attiva con la Procura per una ricostruzione corretta, convinti che emergerà la sua completa innocenza. Era al servizio dell’azienda e ha lavorato per il suo bene», hanno dichiarato Giuseppe Iannaccone e Daniele Ripamonti, legali di Lucia Morselli. Non è la prima volta che quest’ultima finisce nel mirino dei pm: era già stata indagata per lo stesso reato dalla procura di Milano, che aveva poi archiviato il caso.

Ora è sotto inchiesta anche a Taranto con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’inquinamento, disastro ambientale e truffa ai danni dello Stato. Nel frattempo, nel luglio dello scorso anno ArcelorMittal ha promosso a Washington un arbitrato internazionale contro l’Italia, sostenendo l’illegittimità del commissariamento e del sequestro degli impianti.

Il nuovo fronte giudiziario si apre mentre l’esecutivo sta nuovamente tentando di cedere il complesso siderurgico. Tra i soggetti indicati come interessati figurano Jindal Steel, il fondo statunitense Flacks e una cordata italiana guidata da Federacciai, mentre non risulta formalizzata una proposta del gruppo ceco Ce Industries. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha riconosciuto come al momento ci sia «solo Jindal», precisando che le altre offerte sono ancora in preparazione o in attesa di formalizzazione.

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Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.

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