Dal blog https://www.labottegadelbarbieri.org
Riprendiamo dalla pagina FB “Sbarre di zucchero” un’analisi di Monica Bizaj
Perché gli odiatori non sanno che quando il sistema migratorio e quello della giustizia si incrociano, per chi non ha tutele si spalanca un vero e proprio inferno. Ma la propaganda, si sa, odia i fatti.
I dati che leggete qui sotto non sono opinioni: sono le statistiche ufficiali del Ministero della Giustizia (DAP), dell’ISTAT e dei report dell’Associazione Antigone.
Prendetevi tre minuti per leggere prima di commentare a pancia vuota.
OLTRE LO STIGMA DELLA STATISTICA: DATI, NORME E IL CIRCOLO VIZIOSO DELLA DETENZIONE STRANIERA IN ITALIA
Di fronte alle cifre sulla presenza di cittadini stranieri nelle carceri italiane, il dibattito pubblico rischia spesso di appiattirsi su narrazioni emergenziali. Un’analisi dettagliata dei dati OSINT e del quadro normativo rivela però una realtà differente: a incidere sui numeri non è la nazionalità, ma un meccanismo strutturale che trasforma l’irregolarità amministrativa in un fattore di spinta verso la marginalità e la detenzione.
LA FOTOGRAFIA DEI NUMERI: PRESENZA E DISTRIBUZIONE
L’analisi dei dati ufficiali forniti dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e dai report d’osservazione dell’Associazione Antigone offre la misura quantitativa del fenomeno:
• Presenza complessiva: Su oltre 64.400 persone rinchiuse negli istituti penitenziari italiani, i cittadini stranieri sono 20.307, una quota che si attesta al 31,5% del totale.
• Divario geografico: La distribuzione sul territorio nazionale non è omogenea. Nelle regioni del Nord la percentuale supera strutturalmente la metà della popolazione carceraria locale, raggiungendo il 62,5% in Trentino-Alto Adige, il 55% in Liguria, il 54,2% in Valle d’Aosta, il 53,4% in Veneto e il 52,6% in Emilia-Romagna.
LO STATUS GIURIDICO E IL NODO DELLE PENE BREVI
Andando oltre il dato aggregato, l’incidenza dello status giuridico dei detenuti evidenzia una sproporzione fondamentale nell’accesso alle fasi processuali e alle tipologie di condanna:
Custodia cautelare e condanne non definitive:
Circa il 37,3% dei detenuti stranieri è ristretto in carcere in regime di custodia cautelare (in attesa di primo grado), a fronte di una media significativamente inferiore tra i cittadini italiani. Considerando l’intero arco dei giudizi non definitivi (inclusi appelli e cassazione), la percentuale raggiunge il 37,1%. Di conseguenza, la quota di condannati con sentenza definitiva tra gli stranieri si ferma al 62,7% (contro oltre il 69% registrato per gli italiani).
Tipologia delle pene:
L’impatto della presenza straniera si concentra in maniera preponderante sulle pene medio-brevi:
• Per i condannati con un residuo pena inferiore a 1 anno o condanne entro i 3 anni, gli stranieri rappresentano circa il 42% del totale.
• Nelle fasce di reato con pene medio-lunghe (tra 10 e 20 anni), la quota scende al 15%-20%.
• Nell’ambito delle condanne all’ergastolo, la presenza straniera è marginale, rappresentando solo il 7,5%.
L’INCROCIO NORMATIVO: LA LEGGE BOSSI-FINI E I REATI D’IMMIGRAZIONE
Un punto critico riguarda l’applicazione del Testo Unico sull’Immigrazione (D.Lgs. 286/98 e successive modifiche, nota come legge Bossi-Fini).
• Incrocio tra reati e detenzione diretta: Se si isolano le contestazioni legate esclusivamente alle violazioni delle leggi sull’immigrazione (es. reingresso illegale ex art. 13 o inosservanza degli ordini di allontanamento ex art. 14), la presenza straniera costituisce il 91,7% – 92% dei casi. Il restante 8% riguarda per lo più cittadini italiani o comunitari incriminati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
• Detenzione per solo reato migratorio: I soggetti ristretti esclusivamente per il reato di ingresso/soggiorno illegale (art. 10-bis) rappresentano una quota minima dell’intera popolazione carceraria (inferiore all’1-2%), trattandosi di una fattispecie punita prevalentemente con sanzione pecuniaria ed espulsione.
L’IMPATTO DELL’IRREGOLARITÀ NELLA VITA QUOTIDIANA
Ambito Casa e Alloggio
• Cosa comporta l’irregolarità: Impossibilità di stipulare contratti di locazione regolari.
• Impatto sulla devianza: Ricorso forzato a sottaffitti abusivi, occupazioni o dormitori a rischio.
Ambito Lavoro
• Cosa comporta l’irregolarità: Preclusione totale dall’accesso al mercato del lavoro formale.
• Impatto sulla devianza: Esposizione diretta al lavoro nero, al caporalato o alla manovalanza illecita.
Ambito Giustizia e Processi
• Cosa comporta l’irregolarità: Assenza di un domicilio idoneo riconosciuto o di un contratto di lavoro.
• Impatto sulla detenzione: Impossibilità di ottenere gli arresti domiciliari o le misure alternative al carcere.
L’assenza di canali legali di sostentamento riduce la barriera di dissuasione verso le attività illecite ad alto margine di rischio e immediato ritrovo economico (come il piccolo spaccio o i reati contro il patrimonio).
LA TRAPPOLA PROCEDURALE
Quando un cittadino straniero irregolare entra nel circuito giudiziario, si innesca una sperequazione sistemica:
• Misura cautelare: A parità di reato minore commesso, chi dispone di un’abitazione e di una rete familiare ottiene frequentemente misure alternative (es. arresti domiciliari). L’irregolare, privo di casa e documenti, viene quasi automaticamente destinato alla custodia cautelare in carcere per presunto pericolo di fuga.
• Esecuzione della pena: L’impossibilità di dimostrare un domicilio idoneo o un’attività lavorativa blocca l’accesso alle misure alternative alla detenzione (affidamento in prova, detenzione domiciliare), costringendo il soggetto a scontare l’intera pena all’interno dell’istituto penitenziario.
Prima di concludere diamo un po’ di dati da fonti ufficiali ed elette ad authority nel settore, perché la disinformazione ha raggiunto livelli intollerabili. Non si tratta di stime o opinioni, ma dell’elaborazione di banche dati primarie pubbliche:
1. La matematica elementare: Se calcoli la percentuale di criminali all’interno della sola popolazione straniera che vive in Italia (circa 5 milioni), scopri che oltre il 99,6% è incensurato e non è mai entrato in un carcere. La stragrande maggioranza lavora e paga le tasse.
2. Mele con pere: Quel 31% in carcere non misura una “natura criminale”, ma il fatto che uno straniero irregola
Right OIP
re privo di casa e avvocato finisce automaticamente in cella anche per piccoli reati, mentre un italiano nella stessa situazione va quasi sempre agli arresti domiciliari o in misura alternativa.
In sintesi: il 99,6% degli stranieri in Italia non ha mai visto un carcere. La proporzione vera è questa, il resto è solida ignoranza della statistica.
CONCLUSIONI
I dati dimostrano che il tasso di detenzione non è correlato alla nazionalità o all’etnia: i tassi di criminalità tra gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia (con contratto di lavoro e casa) sono perfettamente sovrapponibili a quelli dei cittadini italiani.
L’elevata percentuale di stranieri nelle carceri rappresenta in gran parte il risultato di un quadro normativo che, rendendo estremamente complessa la regolarizzazione del soggiorno, produce marginalità sociale, preclude i percorsi di reinserimento e trasforma il carcere nel principale strumento di gestione dell’irregolarità.
Monica Bizaj – Presidente Sbarre di Zucchero APS® QUI
Anche QUI Osservatorio Repressione marzo 2025 I dati sugli stranieri nelle carceri raccontano una storia diversa da quella che pensiamo – Osservatorio Repressione
Gli stranieri in carcere: difficoltà e buone prassi (Documento redatto dal Gruppo di lavoro sugli stranieri in carcere e approvato dalla Assemblea nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà tenutasi a Napoli il 14 luglio 2023) documento_stranieri.pdf
*immagini da Osservatorio repressione, La via libera, La nuova bq, Meridionews, OIP






