‘Lo scudo di Achille’: tre miliardi di armi israeliane in Grecia

Dal blog https://www.remocontro.it/

01 Settembre 2026 Alberto Negri

«Dal Golfo all’Egeo, la stessa partita», avverte Alberto Negri sul Manifesto. Che ci interroga. «Cosa unisce il Golfo al Mediterraneo orientale, Hormuz all’Egeo?». Risposta Israele, mentre nel Golfo ripartiva il ciclo degli attacchi statunitensi e la rappresaglia iraniana su obiettivi Usa, a Tel Aviv è stato firmato un accordo per l’esportazione record (tre miliardi di euro) di sofisticate armi israeliane in Grecia (Cipro è già compresa): è stato chiamato lo «Scudo di Achille».

«Dal Golfo all’Egeo, la stessa partita»

Per una curiosa coincidenza nello stesso giorno a Istanbul c’è stata la prima riunione del Patto della Mecca firmato il 7 agosto tra Arabia saudita, Turchia e Pakistan, un’intesa che richiama l’articolo quinto della Nato, secondo cui un attacco armato contro uno degli stati membri è considerato un attacco contro tutti. È evidente che le potenze in campo che si confrontano, dalla Turchia a Israele, cercano con questi nuovi accordi strategici di giocare d’anticipo, anche se il bilanciamento delle forze in campo dipenderà dalla scelta Usa di fornire o meno ad Ankara gli F-35, i caccia di quinta generazione.

Da come andrà la guerra contro Teheran, cominciata da Usa e Israele il 28 febbraio scorso, potrebbe dipendere la decisione statunitense: Netanyahu spera che Washington mantenga alcune sanzioni ad Ankara e quindi bloccare la fornitura alla Turchia ma anche ad Arabia saudita e Egitto, entrambi in lista d’attesa dei super caccia. Tutto si tiene.

Si parte da Hormuz con bugie e bagagli

Anche la questione energetica è in primo piano, partendo da Hormuz. Il Pentagono sostiene di aver bloccato un tentativo iraniano di disperdere nuove mine nell’area dello Stretto di Hormuz usando come punto d’appoggio l’isola di Larak. Gli americani, in queste settimane, hanno creato una sorta di corridoio per aggirare la «chiusura» da parte di Teheran. Ci sarebbero riusciti, secondo alcuni osservatori, garantendone la copertura e dopo aver neutralizzato gli apparati d’allerta nemici.

Ma le mine però sono ancora presenti e una nave cisterna ha subito danni seri. E gli iraniani continuano a colpire con missili e droni obiettivi Usa in Giordania e nel Golfo, una campagna che comunque ha indebolito le riserve statunitensi di armi.

Il triangolo Grecia-Cipro-Israele

Con un futuro incerto nel Golfo ancora in piena guerra si pensa alle alternative. Il triangolo Grecia-Cipro-Israele forma una rotta energetica marittima verso i mercati europei, oltre al propagandato corridoio Imec (India-Middle East-Europe Economic Corridor), un grande progetto di rete logistica e commerciale, per concentrare trasporti, infrastrutture energetiche e reti digitali, che collega l’India all’Europa passando per il Medio Oriente e Israele. L’alternativa è lo scenario per una nuova rotta terrestre dai Paesi del Golfo attraverso la Siria e la Turchia.

Ecco perché, in Siria, Turchia e Israele si confrontano: in gioco non ci sono soltanto l’influenza su Damasco, il Golan e il Libano, ma anche una posta economica miliardaria.

‘Scudo di Achille’

Lo Scudo di Achille tra Israele-Grecia-Cipro è la chiave di questo scenario. La Grecia continua i suoi ambiziosi sforzi in materia di armamenti per schierare missili in molte isole greche, la Turchia non smette di incalzare Atene con i droni (è accaduto anche due giorni fa) e a rivendicare – secondo la dottrina turca della «Patria Blu» – un ruolo di primo piano nelle rotte marittime.

La posizione della Turchia è in gran parte influenzata proprio dalle relazioni tra Grecia, Cipro e Israele e dai nuovi dati che queste apportano all’intera regione. Si ritiene che Ankara stia cercando di assicurarsi un ruolo chiave nello scenario energetico regionale e nelle rotte di approvvigionamento energetico dell’Unione europea e lo Scudo di Achille disturba quanto mai Erdogan.

Grecia a Cipro sotto tutela

Lo Scudo è in pratica l’ingresso della Grecia e di Cipro nell’Iron Dome israeliano, ovvero il sistema dominante dal Mediterraneo orientale al Golfo. L’accordo prevede, in tempi stretti, lo sviluppo e l’installazione in Grecia di un sistema di difesa aerea multilivello basato esclusivamente su tecnologie militari israeliane già integrate nel sistema di difesa antimissile Iron Dome, quindi abbondantemente testate sul campo.

Per Atene è l’ingresso in una nuova era militare in cui i droni turchi saranno intercettati da una sorta di Iron Dome ellenico. «Il nome Scudo di Achille non è stato scelto a caso – ha spiegato il ministro ellenico della difesa – Anche lo scudo dell’eroe omerico era costituito da “cinque strati sovrapposti” e comprende cinque domini: mare, terra, aria, cyberspazio e spazio. La Grecia non si limiterà più alla stretta difesa dell’Egeo». Ai turchi saranno fischiate le orecchie.

Israele contro Turchia e la Nato col cerino tra le dita

Certo, qualche problemino etico c’è. E sulla stampa greca che si oppone al governo Mitsotakis e nelle piazze di Atene ci si domanda dove finisce la morale e comincia il realismo politico di un paese europeo che si dovrebbe opporre ai patti militari con Israele e ha invece stretto un accordo strategico con lo stato ebraico, dove lo Scudo di Achille in funzione anti-turca diventa la benda sugli occhi per non vedere il genocidio di Gaza e la devastazione in Cisgiordania.

Ma anche gli europei chiudono un occhio, anzi due. Israele nel Golfo, dove convincendo Trump è andato a fare la guerra all’Iran, ora è diventato militarmente decisivo per un pezzo di Europa mediterranea. E qui nessuno ha nulla da dire.

Tags:Grecia. MediterraneoIsraele

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