Sul tema elezioni ho già scritto alcune volte, poiché vedo una follia ideale di teorie fra Campi Larghi e qualunquismo suprematista con un idea vaga di democrazia, come se fosse una eredità storica che ci trasciniamo dietro da decenni, ma che non corrisponde da tempo alla realtà.
Il focus della questione è tutto su primarie si o no e obiettivi ancora da diventare programma.
In più nel siparietto un giorno si ed un altro pure, si inseriscono personaggetti incredibili della vecchia o “nuova politica “ che dettano condizioni, aspirazioni e puntano il dito in un tentativo, per battere la destra che di fatto serve a diminuire il peso del radicalismo, se mai esiste…
“Dunque l’assessore ai Grandi eventi, sport, spettacolo, turismo e moda, presso il Comune di Roma, Antonio Onorato, e il suo Progetto civico Italia (vedi qui), aiutato dai 5 Stelle nella raccolta delle firme per potersi presentare alla competizione elettorale; e poi Più Uno-Uguali per la Costituzione, fondato dall’ex direttore dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, che ha coinvolto nell’avventura l’ex capo della polizia, nonché ai vertici della Protezione civile e dei servizi, Franco Gabrielli. Un’iniziativa, presentata lo scorso fine settimana, sostenuta dall’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, che si vuole rifare all’articolo 3 della Costituzione, nel quale si sostiene che sia necessario “rimuovere gli ostacoli” al fine di rendere effettivo il principio di uguaglianza.”
Di tutto e di più per chi vola solo con la fantasia e non è informato sull’ultimo nato…
Prodi che parla di rimuovere ostacoli per l’eguaglianza…, c’è da toccarsi per vedere se si è ancora vivi . Questi poi sono diventati attrattivi pure per formazioni ormai decimate internamente come Rifonda e altri news entry che cercano uno spazio per aderire a questa “cosa.salvifica”
Certo la destra va battuta, ma a quale prezzo, per quali obiettivi concreti sociali ed in che modo si può rendere possibile che questo dualismo (DX-SX) finisca bene cioè a favore della popolazione? .
Renzi il grande manovratore berlusconiano da tempo ancorato al PD è diventato un ago della bilancia (mi volete si o no ?) La commedia non ha fine anche perché sormontata dall’inevitabile marea di commenti mediatici che trascinano, allargano, complicano per riempire talk show nei tempi necessari.
Mentre la Shleyn è alle prese con una fronda interna delle correnti sul tema “armi all’Ucraina” con la brigata di sinistra israeliana presidiata da Fiano & Co che minaccia uscita dal partito, ma no anche lì tutti uniti raga, gli obiettivi sono dettagli, la poltrona è la concretezza necesaria.
Non ho verità da rivelare nuove, ma tanti dubbi e domande non tanto a questi fantasmi nuovi e vecchi , ma per chi ancora li ascolta e si dispera non sapendo come reagire.
Lo vediamo in un popolazione in cui l’opposizione c’è, ma frantumata e divisa anche sulle virgole, nonostante piccole realtà che tentano di costruire aggregazione con poca efficacia purtroppo.
Per il resto la mia demotivata aspettativa nei partiti istituzionali e anche in questo sindacato che succube con poche eccezioni di questo liberismo, ha dato nel tempo mano libera alle imprese perché portavano lavoro, senza controbilanciare con reddito e condizioni. Fanno scioperi e organizzano le piazze ora, per l’ILVA di Taranto e non solo, mentre le decine di fabbriche in chiusura o dislocate all’estero fanno storia locale, non è un sistema contro cui far fronte comune e battersi e allora alleluja alle 48 ore di sciopero
Così ritorno da vetero ribelle al vecchio tema che mi pare dovrebbe avere l’onere delle prime pagine: ma cos’è la democrazia ? E come la rappresentate guardando questa società già oggi, che è la negazione quotidiana del diritto, dell’applicazione delle norme esistenti, dell’abuso di ogni accordo internazionale e nazionale trascinato come ostaggio nella battaglia sociale ?
Ma davvero c’è chi pensa che una coalizione così fatta, possa avere vantaggi nel ribasso continuo dei valori e delle richieste in nome di una forma di unità fittizia e senza qualità?
E quelli che magari in buona fede si buttano in queste coalizioni se poi si accorgono della grande presa in giro pensano di ritornare indietro e ricominciare come nulla fosse?
Che poi dipende dall’influenza e dalle energie che ci metteranno poteri forti, americani suprematisti e gruppi finanziari internazionali legati da interessi concreti e guerre come strumenti di bilanciamento, dato che abbiamo dato in mano agli americani non solo la Nato, ma quelle forme strutturate di cybersicurezza e controllo con, in aggiunta, l’incomoda struttura di funzionari, commissari, decisori, centri studi sovvenzionati, centri di potere locale e non trascuriamo la criminalità organizzata che qui ha messo i piedi e non si sposta nei riferimenti relazionali.
Dove vedete una struttura che nel tempo dia in anteprima e dopo le elezioni voce trasversale a politici e cittadini per capire cosa serve o per spiegare cosa ha fatto?
Non c’è e non la trovate neanche con un cane da tartufi addestrato a cercare democrazia.
Si parla solo di affari, uno seppellisce l’altro perché la coperta è corta, e non ce n’è per tutti , mentre lo stato è diventato in parte azienda ed è trascinato da ENI, Snam, aziende di produzione di armi e riciclaggio militare, di trafficanti di esseri umani cristianamente fatti entrare per pura bontà in 500.000 e poi messi in CPR altrove salvo quelli sfruttati o usati come nemico, di questi gestori distratti di centinaia di siti SIC non bonificati, di suolo cementificato e di cambio climatico considerato solo come emergenza del momento ( poiché rende di più)..
In che modo può pesare la voce dei cittadini nel contesto complessivo? Col voto cambia la mia preferenza da decenni (anche per chi si tura il naso e continua a farsi del male senza vantaggi) mentre c’è continuità e crisi oggettiva.
Certo che la massa dell’opposizione avrebbe bisogno di essere rappresentata e quindi avere modo di cambiare le pratiche politiche in uso, ma onestamente non mi pare possibile e fra avventurismi d’assalto di alcuni radicali cui basta essere contro perchè la vittoria sia possibile.
Non ho soluzioni e quindi potreste benissimo mandarmi a quel paese, ma questa è una fotografia della realtà sociale non una opinione delle tante, c’è da meditarci, perché soluzioni anche se difficili ci sono ma non vedo neppure un tentativo di fare un cambiamento radicale, al meglio la situazione può solo modificare alcuni aspetti e continuare.
Fra individualismo consumistico e aggregazione collettiva c’è da costruire una bella capanna…
Gianni Gatti
Alessandria 15/10/26