Quale meta ci aspetta?

dal blog 

DIALOGHI APERTI

La società post-moderna di oggi è organizzata in tale modo da alleggerire molto gli impegni famigliari e la cura verso la prole, gli anziani, il menagé della casa. La famiglia come nucleo portante della società ha subito molti cambiamenti, iniziando dalla struttura stessa, dai differenti rapporti, ruoli, dal numero ridotto dei membri.  Lo stato riconosce nucleo famigliare una sola persona che ha residenza in una casa; un genitore singole con un figlio a carico; oppure ancora due persone dello stesso sesso uniti in matrimonio, grazie alla legge Cirinà, sono considerate un nucleo famigliare. L’incarico della donna andava alleggerito, ma siamo di fronte ad un infinità di opzioni che sono ” benevoli per essa e famiglia “, ma non per i diretti interessati. E troppo spesso, i diretti interessati non possono opporsi verso le scelte che vertono su di essi , perché piccoli, malati, in difficoltà. Pensiamo a tutte le opzioni che oggi le istituzioni educative propongono ( servizio post-scuola, pre-scuola con il risultato che un bambino piccolo rimane per 10 ore complessive fuori dal nucleo famigliare); le comunità e le case di riposo ( anziani  ormai scomodi perché non più produttivi, sennò ” di peso ” alla famiglia, obbligati a  passare gli ultimi anni della loro vita fuori dalle loro case ) . Non do la colpa a nessun membro della famiglia , ma alla società, intesa come istituzioni che ha voluto cambiare, senza aver messo in campo margini di rischio e le conseguente misure.

La società ” sconosciuta” oggi al cittadino stesso ,  non riesce a tracciare le caratteristiche su cui essa poggia sennò in senso negativo, lasciando spazio a molti cambiamenti  necessari, per poi dover trovare degli escamotage a rimarginare i danni. Possiamo affermare ” quasi “con certezza che lo stato e il popolo sovrano si trovino in un rapporto unidirezionale cioè è, il popolo neoliberale ha chiedere leggi, disposizioni di legge per far si, che il suo modo di vivere sia in qualche modo ” legittimato “.  Lo stato smette di essere una guida del popolo verso uno stile di vita sano,  in tutte le manifestazioni della vita dell’individuo, come :

  • Le agenzie formative attraverso piani didattici solidi e funzionali all’essere di oggi;
  • Al mondo del lavoro con l’inserimento del giovane al posto del “pensionato” che continua essere operativo solo perché, magari ha fatto nella sua vita, un lavoro intellettuale e poco usurante, con agevolazioni fiscali per i 50enni, in tale modo da arrivare al loro traguardo lavorativo, con corsi gratuiti di formazione a tutte le età e non solo ” FINO A 29 ANNI” , come se la vita finisse a quell’età lì ;
  • Un welfare state rinnovato e sostenibile ( siamo stanchi di sentire dire che l’aiuto erogativo sia finito da tempo , ma siamo ancora in fase di assestamento . . . . . . .  fino a quando ? ), solo nel mondo universitario e politico queste cose si sanno, fuori nel Agorà , nessuna sa leggere ” La comunità educativa, l’empowerment, la città sostenibile, welfare state di secondo livello, come per esempio le Fondazioni che con  loro patrimonio miliardario hanno iniziato da un po’ di tempo ad organizzare corsi per la formazione, sostegno alle famiglie, creare comunità ) , partecipazione attiva , associazionismo ecc ecc ;
  • Lotta alla povertà con fitti programmi educativi sul territorio, perché L’OMS nel preambolo della definizione della salute, come “« Un benessere bio-psico-fisico dell’individuo “inizia tale enunciazione cosi ” Le guerre iniziano prima nel cuore delle persone e poi si trasformano in azioni veri e propri ” , significando  che solo educando ” un territorio a lungo tempo verso sentimenti di solidarietà, di appartenenza, di uguaglianza, di diritto si possono poi inserire altri programmi come quelli della formazione, della rieducazione/riabilitazione , infondere speranza in una vita migliore ecc ecc.
  • Una politica nazionale e locale trasparente, libera da conflitti d’ interesse. La politica locale dovrebbe partire dai cittadini e le loro esigenze, scendere in campo, in piazza e sentire le loro necessità perché sono essi a usufruire dei servizi.
  • Servizi alla persona e alla famiglia solidi e funzionali
  • Lotta alla criminalità organizzata .

La famiglia, l’individuo aveva bisogno di cambiare molti aspetti della sua vita, ma la società/la politica con i suoi “ task force “ dovevano saper valutare i rischi. Invece la politica corrotta ha lasciato fare, perché essa esiste solo attraverso il voto. Il cittadino ha cavalcato l’onda del benessere e adesso non sa cavalcare l’onda del malessere. I rimedi omeopatici non funzionano più, ma la classe politica è sempre la stessa, quella di ieri, quella del ” non fare ”  che però sanno fare benissimo  politica, cioè . . . . . . promettere /raccogliere voti per mantenere i loro bei privilegi.

Auguri a tutti.

LILIANA .

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