ALLA RICERCA DELLO SCOPO DELL’ESISTENZA DEL BLOG, CON PREGHIERA DI LETTURA

Un blog è un bel pensiero costantemente presente se lo fai con passione  .
Se poi lo avete fatto, come nelle mie intenzioni per aprire discussioni su aspetti, temi, domande presenti nella società cercando percorsi comuni e il ritorno a scambiare non solo parole ma l’emozione di dire cose che servono e quindi discusse collettivamente, beh allora abbiamo ampi margini di miglioramento.
Prendo spunti e temi per il blog anche da gente e con testi di articoli che non approvo in pieno , però con questo modo ho fatto una operazione .
Ho aperto la CHIESA, mi sono messo ad ascoltare in quel mondo sommerso della cultura , del giornalismo d’inchiesta, del web interattivo dove suonano campane diverse dalla mia, certamente ancora con un pò di filtro e discernimento . Me ne sono accorto appena ho deciso di uscire da un gruppo politico per cui ho dato l’anima per 7 anni . con una buona quota di delusione personale e come cittadino attivo, ho cominciato a guardarmi intorno ed ho visto molte cose utili, ho visto che la verità è relativa e chi la cerca la vede a volte da punti di vista diversi dal mio . Ho cominciato a confrontarmi sul piano umano-sociologico, ad interagire appunto, applicando la regola dentro una certa sfera di interessi di dare strumenti per capire e dato che la mia quota di ragione per il fallimento della precedente esperienza politico-sociale l’avevo persa per strada , credo sia utile ritornare a monte, ricreare condizioni di analisi e di critica nel dare informazioni, offrire un minimo di controinformazione, valutare temi noti sotto diversi punti di vista.
Ho persone che vengono a vedere il blog dalla Spagna , dall’Inghilterra, dalla Romania, dalla Germania, dalla svizzera, dagli USA, dall’Irlanda ,ecc oltre che ovvio dall’Italia .
E’ un primo risultato per me positivo. Non è un blog commerciale e i numeri di chi passa di qui non sono alti anche se buoni(almeno rispetto a quello che vorrei)
Costa fatica e tempo curarlo e aggiornarlo, ma lo faccio con la consapevolezza che spesso esperienze sociali avvengono in ambiti in cui vale più la protesta, la disperazione, l’incazzatura e meno il ragionamento, l’abitudine a discutere con rispetto, l’obiettività di arrivare a definire piccoli/grandi obiettivi, temi , ecc
Perchè il mondo del web sta diventando un deserto di idee che tanti usano,ma per sfogo personale, per interesse di fazione come dimostrazione di esistenza individuale, senza avere scopi o messaggi da portare. Serve fare un passo indietro , riflettere prima di rispondere, cercare soluzioni, trasformare uno spazio virtuale in qualcosa di utile che non sia commercio o vendita di politica.
Solo cercando le cause, andando dietro al senso delle cose ci si può riuscire. Impresa titanica perchè presuppone forme costanti di allenamento a aprirsi e far uscire idee, dialogare appunto, cosa che invece non è affatto assodata e certa .
C’è un modo sociale di essere in ogni individuo che è segnato dall’ambiente, in cui vive, lavora, fa attività, lo diceva già Marx …la coscienza sociale è l’essere sociale .
Oggi va legata a tecniche di psicologia e pedagogia di massa , perchè l’ovvio il semplice che diventa vacuo è nel normale ordine delle cose . Gente che vive solo perchè copia incolla post di altri ed ha persino difficoltà a commentarli, gente che non si chiede ragione di fatti, di opinioni li prende come buoni solo per la personalità di chi li ha proposti.
Non può essere quindi un blog di quantità, ma di qualità sui testi degli articoli ( al di là di riuscirci sempre), ma anche della gente che viene a leggere. C’è un modo di cambiare lo stato delle cose presenti ed è quello di allenarsi a non aver paura di sbagliare , costruendo rete attorno ad idee importanti. Ce lo chiede indirettamente questa società con un potere violento e arrogante dove decidono in pochi la vita di molti, dove tutto pare immutabile, ritrovare sovranità di pensiero è la prima arma da puntargli contro. Non diamo per scontato nulla, siamo nel periodo pieno delle fake news multimediali diventate un modo quotidiano di depistaggio, di deprivazione sensoriale quasi, dove i media e ovvio, anche il web, hanno ruolo forte con una comunicazione manovrata e non libera per dare impressioni e non accertare fatti, dove la realtà è manipolata direttamente o indirettamente in vario modo .
Elezioni politiche senza una vera discussione collettiva, ognuno parla addosso agli altri, ognuno ha verità più vera ma senza mettere in discussione la propria .
Vorrei chiedere a chi legge queste poche righe di fare un passo e cominciare a superare il ruolo di lettore diventando un cittadino attivo , dialogando.
Ognuno col suo bagaglio di cultura come arte, come professionalità, come conoscenza, come esperienza, come poeta, artista,musicista, politico, psicologo, esperto di economia, di energia, di sanità, ecc faccia un passo avanti prenda la sua capacità in mano e la mostri ! Leggere non è sufficiente , provate a cambiare atteggiamento .

di Gianni Gatti 23/02/18

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