i 10 punti di Conte sull’immigrazione e i conti

disposto a deludere chi mi approva quando attacco qualcuno in particolare, ma poco contento del mio modo complessivo di affrontare i problemi; pronto a sentirmi dare dell’incoerente perché non nsto in nessuno schieramento definito, ma cerco di affrontare i problemi ciascuno per se stesso ed esaminandoli con cura e, fin che posso, senza idee preconcette che non siano l’umanità e la legalità.

ecco, superate di slancio questa premessa, ed arrivate al mio giudizio sorprendente, forse, per chi ancora non mi conosce o non mi ha capito:

prescindendo dalla vergognosa campagna di Salvini, che confonde dannosamente tutto, la proposta Conte in 10 punti portata al vertice dell’Unione Europea è OTTIMA e va sostenuta senza riserve nel suo insieme, anche se ho un paio di critiche nel merito e di proposte di correzione.

la riporto qui sotto e aggiungo le mie osservazioni soggettive.

. . .

queste partono da alcune premesse che voglio rendere esplicite:

  1. l’immigrazione è un fenomeno storico costante nella vita e direi persino nella biologia dell’umanità: non può essere fermata, ma al massimo regolata, come avviene con l’acqua dei fiumi
  2. l’immigrazione è utile e necessaria per il futuro del nostro paese, data la nostra pesante crisi demografica
  3. l’accoglienza dei profughi è un principio di umanità, costituzionale e previsto da accordi internazionali che non può essere messo in discussione come principio, tanto più che i profughi nascono dalle guerre che noi occidentali per primi alimentiamo, dal nostro commercio di armi e dalla crisi climatica provocata dal nostro insensato e suicidario sistema di vita
  4. un paese bene ordinato e dotato di un sistema complessivo di rispetto della legalità deve essere in grado di fermare il traffico clandestino di esseri umani
  5. gli immigrati devono essere integrati nel nostro sistema di valori, pena la dissoluzione completa della nostra vita civile e della nostra cultura, che vanno difesi con fermezza maggiore di quella dimostrata sinora, questo implica anche il respingimento ai paesi di origine di chi non è disposto a farlo.
  6. il problema della gestione dei flussi migratori può essere gestito soltanto in una chiave europea: se l’Italia non facesse parte dell’Unione dovrebbe gestirsi da sola sempre e comunque tutti i migranti che le arrivano.

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. . .

ed ecco, in corsivo, i dieci punti presentati da Conte ai partner europei, con le mie osservazioni in caratteri normali:

1. Intensificare accordi e rapporti tra Unione europea e Paesi terzi da cui partono o transitano i migranti e investire in progetti. Ad esempio la Libia e il Niger, col cui aiuto abbiamo ridotto dell’80% le partenze nel 2018.

è un’ovvietà, ma ditelo a Salvini: l’immigrazione clandestina non si combatte a valle, con i proclami roboanti o inutili, con le azioni dimostrative inumane, ma a monte intervenendo dove i flussi si generano

2. Centri di protezione internazionale nei Paesi di transito. Per valutare richieste di asilo e offrire assistenza giuridica ai migranti, anche al fine di rimpatri volontari. A questo scopo l’Ue deve lavorare con Unhcr e Oim. Perciò è urgente rifinanziare il Trust Fund Ue-Africa (che ha attualmente uno scoperto complessivo di 500milioni di euro) che incide anche su contrasto a immigrazione illegale su frontiera Libia-Niger.

questo è il punto che approvo con più entusiasmo: se si prende atto dell’immigrazione come processo naturale e si cerca di gestirlo e non di contrastarlo, è naturale istituire dei centri di accoglienza degli asporanti migranti nei paesi da dove partono, ed è anche un modo per combattere i mercanti di carne umana; non basterà a elimarli, ma dovrebbe riuscire a ridimensionarli; è un poco ridicolo dire che lo sostenevo da anni, ma non è ridicolo dire che ero anche sbeffeggiato qua e là per questo.

tuttavia meglio ancora sarebbe se questi centri di gestione dell’immigrazione fossero istituiti nei paesi di origine, prima ancora che in quelli di transito.

3. Rafforzare le frontiere esterne. L’Italia sta già sostenendo missioni Ue (Eunavfor Med Sophia e Joint Operation Themis) e supportando la Guardia Costiera Libica, occorre rafforzare queste iniziative.

4. Superare Dublino. Nato per altri scopi, è ormai insufficiente. Solo il 7% dei migranti sono rifugiati. Senza intervenire adeguatamente rischiamo di perdere la possibilità di adottare uno strumento europeo veramente efficace. Il Sistema Comune Europeo d’Asilo oggi è fondato su un paradosso: i diritti vengono riconosciuti solo se le persone riescono a raggiungere l’Europa, poco importa a che prezzo.

cose giuste anche qui, ma senza dimenticare di dire che dobbiamo gli accordi di Dublino a Berlusconi e alla Lega che, allora al governo, li hanno sottoscritti.

5. Superare il criterio Paese di primo arrivo. Chi sbarca in Italia, sbarca in Europa. Riaffermare responsabilità-solidarietà come binomio, non come dualismo. È in gioco Schengen.

6. Responsabilità comune tra Stati membri sui naufraghi in mare. Non può ricadere tutto sui Paesi di primo arrivo. Superare il concetto di ‘attraversamento illegale’ per le persone soccorse in mare e portate a terra a seguito di Sar. Bisogna scindere tra porto sicuro di sbarco e Stato competente ad esaminare richieste di asilo. L’obbligo di salvataggio non può diventare obbligo di processare domande per conto di tutti.

per non rendere troppo macchinoso il tutto, questo dovrebbe significare semplicemente che nei porti di approdo dei migranti non autorizzati dovranno essere istituite task force europee, che selezioni i profughi da accogliere ed esaminino le situazioni degli altri aspiranti immigrati, decidendone idoneità e destinazione nei diversi paesi, sulla base di quote e tenendo conto, nei limiti del possibile, delle loro aspirazioni per i casi da accogliere.

7. L’Unione europea deve contrastare, con iniziative comuni e non affidate solo ai singoli Stati membri, la ‘tratta di esseri umani’ e combattere le organizzazioni criminali che alimentano i traffici e le false illusioni dei migranti.

8. Non possiamo portare tutti in Italia o Spagna. Occorrono centri di accoglienza in più paesi europei per salvaguardare i diritti di chi arriva e evitare problemi di ordine pubblico e sovraffollamento.

occorrerà mediare tra quesdta esigenza, in se stessa giusta, e la funzionalità logistica, come osservavo al punto 6.

9. Contrastare i movimenti secondari. Attuando principi precedenti, gli spostamenti intra-europei di rifugiati sarebbero meramente marginali. Così i movimenti secondari potranno diventare oggetto di intese tecniche tra paesi maggiormente interessati.

i movimenti secondari possono essere contrati più efficacemente, se si tiene conto delle aspirazioni dei migranti, fin che possibile, sin dall’origine, nei centri di accoglienza extra-europei e in quelli di primo approdo.

10. Ogni Stato stabilisce quote di ingresso dei migranti economici. È un principio che va rispettato, ma – conclude il documento – vanno previste adeguate contromisure finanziare rispetto agli Stati che non si offrono di accogliere rifugiati”.

le quote di migranti da accogliere non possono essere definite dagli stati memnbri dell’Unione in totale autonomia, ma devono essere frutto di un accordo tra gli stati e le istituzioni europee.

 

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