LA COMUNICAZIONE

Come fa un progetto politico nato in contrapposizione ad uno stato della situazione sociale e dei partiti politici esistenti, ad affermarsi oggi?

Domanda semplice risposta complessa, perché la comunicazione interpersonale, intergruppi, fra strati e categorie differenti fra loro è seriamente un limite.

Voglio analizzare il progetto che era del M5S da questo punto di vista, la comunicazione, dato che è nato proprio sull’onda del pensiero reale: ” la rete è libertà e comunicare ci libera da ogni legame del potere, dei suoi media, dei suoi soloni dell’imposizione quotidiana”. Detto in soldoni la rete doveva sopperire alla mancanza di mezzi, allo strapotere di chi invece ne fa uso massiccio per combattere la disinformazione, le fake news, le bugie ben costruite di tutto l’arco di forze che usano la disinformazione, il depistaggio per mantenere divisi e coglioni chi non ha molte possibilità/capacità di andare oltre, di argomentare nel merito. Berlusconi ed il PD di Renzi sono una continuità pubblicitaria di un modo di pensiero similare.

E’ ancora vero che oggi poter scrivere sui social è sinonimo di diffondere un idea di massa, di confronto concreto fra militanti ( ma non solo ovviamente)?

Gli aspetti sono molti ed è utile tenerli in considerazione uno per uno per arrivare a dare un primo giudizio su questa analisi molto importante:

  • Chi decide le idee da diffondere e come le confeziona? Siamo invasi da post di Luigi Di Maio e pochi altri eletti (quasi esclusivamente i ministri o sottosegretari, comunque con cariche definite) Dato che una volta si parlava di portavoce popolari ed oggi è assolutamente non vero, dato che il cerchio ristretto usa analizzare e decidere di suo, su ogni argomento di governo, di attività politica o eventi internazionali. Solo dopo appunto, si spammano ovunque comunicati n°…. Nessuna interazione e il lavoro dei pochi residuali meetup nelle medie e grandi città è staccato da rapporti se non occasionali e sporadici, comunque non c’è, salvo rare eccezioni, condivisione di argomenti, proposte, analisi, fra territori e centro.

La proposta di candidare Torino alle Olimpiadi ha avuto passaggi controversi ma chi si opponeva a questo modo mai ha avuto possibilità concrete di motivare il suo non allineamento?   Per diversi provvedimenti decisi e approvati  è la stessa cosa in questo certamente breve spazio di tempo di governo M5S-Lega.

  • Chi come il movimento al suo interno aveva certamente cominciato un iter complesso e “variegato” di discussioni su quale mondo vorresti e non era un divertissement tanto per chiacchierare e su come si sarebbe potuto realizzare, ha perso tempo. Piani generali sulla carta ce ne sono molti, ma nessuno allo stato attuale davvero in via di realizzazione pratica (Reddito di cittadinanza, Lavoro, Politiche dei rifiuti, dei trasporti, dell’energia della sanità, ecc) . Che ci vada tempo è ovvio, ma ogni mossa deve essere finalizzata ad un obiettivo minimo e massimo se no è propaganda senza scopo se non l’illusione addirittura che potrebbe essere molto sfiduciante .

Quindi c’è una VOLONTA’ POLITICA all’interno che cavalca questo modo scelto senza nessun confronto e spaccia comunicati come se piovesse di ora in ora con un’unica verità e senza neppure un lamento a latere dei sottoposti.

Se fosse vincente direi lasciamoli continuare, poi vedremo i risultati!

Non funziona proprio in questa maniera.

Mentre il blog di Grillo continua a suo modo, a mio avviso, a uscire con aspetti i più disparati, (tecnologia, medicina, ecc) ma con il pregio di una certa qualità di messaggio, quasi preveggente, proiettato in un futuro prossimo che combina insieme varie notizie ed informazioni  planetarie, seppur non definita. Il Blog del M5S è rigidamente contingentato e accessibile a pochi eletti in senso attivo e propositivo , così Rousseau è una associazione a totale disposizione della Casaleggio Srl e pochi altri anche per episodi di “democrazia pilotata farlocca( vedi ultimo sul CDA RAI – su 140.000 iscritti solo 40.000 circa hanno votato per gente sconosciuta ai più, proprio come per l’Alde ) per cui puoi scrivere quello che vuoi, ma rimane un social limitato a pochi, un centro di memoria che legge una parte infinitesimale di fruitori del web politico ( dato che parliamo di rivoluzione sociale, non di calcio) .

Facebook ha da tempo messo in atto un taglio “algoritmico” trasversale fra i vari attori della chat sociale e per farla breve la coriandolizzazione sociale è diventata un social.

Se prima persone che avessero interessi a discutere saltando da un gruppo all’altro raggiungevano molte persone per veicolare messaggi politici, ben di più della ristretta cerchia di amici, oggi non è più così.

Hanno messo limiti automatici alla comunicazione su FB qualunque essa sia e non raggiungi nella norma più di 25 amici virtuali a meno di non interagire o pagare un piccolo costo, ma con risultati molto dubbi (io ci ho provato per il mio blog). O meglio  tutti gli amici possono vedere cosa scrivi , ma solo se vai a cercare sulla loro pg . Ad es io ho più di “mille amici virtuali ma pochissimi davvero interagiscono con me di fatto . Avere tanti amici non ha più senso concretamente . A meno di non essere il capo politico o far parte del suo entourage che gode della condizione privilegiata attraverso una miriade di nuovi postini del web che senza mai avere dubbi, senza avere obiezioni, con il solo stimolo <gli altri erano peggio> per cui qualunque cosa è accettata e sicuramente migliore, ecco la comunicazione praticamente UNIDIREZIONALE, come unti dal signore. Non solo per “colpa” di chi lo usa questo metodo, ma anche per l’assoluta analfabetizzazione funzionale che serve a non pensare, a levarsi i sassolini dalle scarpe per …interposta persona, rimanendo rancorosamente scettici a priori rispetto a qualunque critica e ragionando solo per paragoni ideologici, non contro battendo e argomentando . Così chi dirige è chiuso in un mondo in cui sembra dio (qualcuno non se ne rende neppure conto) e gli altri non devono fare sforzi culturali, tanto c’è chi ci pensa, se va bene al prossimo banchetto in piazza metteranno uno scritto di …

Abolita l’autonomia e la libertà di pensiero senza violenza, semplicemente accettata !

Non bastano le fabbriche di massa chiuse o ridimensionate.  Non servono i quartieri senza riferimento, persino la sparizione dei pochi punti (bar, associazioni, centri o altro) di aggregazione sociale sui territori.  Non basta una società in cui le guerre sono prima mediatiche e poi violenza militare (vedi armi di distruzione di massa in Iraq). Non basta la costruzione sempre più ardita ed organizzata di veri gruppi di pressione su aspetti devianti, di mascheramento reale (migranti in questo periodo, nonostante i numeri relativamente esigui ovunque nel Mediterraneo). IL potere ha costruito una unificata rete di consenso o quando non può avere ragione di deviazione dall’interesse sociale con i media usa un apparato che raccoglie anche centri studi, di ricerca, università per indurre pensieri e comportamenti.

L’ENI in cinque anni ha speso circa 10 miliardi di euro in comunicazione e viene da pensare …ma perché dato che il suo prodotto si vende ad occhi chiusi col potere della finanza? Pazienza se da sempre è l’ente usato dai servizi  segreti in Italia! E’ maturata in quel contesto la maxi tangente di Scarroni ex AD  in Nigeria al governo corrotto per proteggere investimento di 50 miliardi di euro per estrazione petrolio che poi indirettamente Minniti ex ministro ha trasformato in vittoria di Pirro in funzione antimigranti.

C’è proprio un aspetto di cultura e formazione non specifica che consegna alla mercé di menti formidabili legate a vario titolo col potere una serie infinita di poveri culturalmente, ancora convinti che di per sé la rete sia libera e la comunicazione si faccia così! Ecco perché nonostante nel tempo si siano formati gruppi sulla carta molto grandi di utenti (militanti e simpatizzanti) che chiedevano maggiori interventi in tv o addirittura di costruire una possibilità di comunicazione interpersonale di massa a livello nazionale con una radio, con vari tentativi di fogli di giornali “casalinghi”(tutti abortiti), con la richiesta inevasa di avere una tv del movimento per discutere siamo ancora all’ABC della comunicazione funzionale politica

Non so se sono stato chiaro, la mia tesi è che la comunicazione del, tra, per il M5S è una farsa orribile, è il modo studiato per seppellire una generazione di opposizione magari non competente, ma pulita ed onesta, fatta da persone dentro un bisogno economico sociale prima che un’idea, un progetto. Generazione resa ignorante da un metodo organizzato da pochi contro un ‘esperienza che poteva essere forse una novità. E’ così che abbiamo buttato una possibilità generazionale di lotta che se non forma, non costruisce memoria e non ha basi di competenza per permeare il tessuto sociale. Le elezioni fatte con la finta democrazia < venga chiunque> e poi in tre attorno ad un tavolo hanno deciso chi serviva per loro. E la chiusura sistematica di spazi politici su FB nei fatti e dei pochi mezzi della politica usati per capire ed analizzare, ma solo in determinati ambienti e con costi dati per trovare competenze che non c’erano e non ci sono, salvo rari casi fra i militanti . Una generazione di profughi della politica fatta in G. di L., in comitati, in associazioni, il fabbriche e scuole resa inutile di fatto.

Il web del potere  ha negli ultimi anni aiutato questo processo di regressione politica a sistema di piccolo cabotaggio di potere.

Così se parli al uno qualunque in rete di Reddito di Cittadinanza che o è un SISTEMA di più cose contemporanee o non è nulla non vieni capito. Ti risponde da buonista certificato ma con poco impegno : serve aiutare la gente subito ci sono quasi 5 mln di poveri, neanche pensa con quali risorse, se in contemporanea vuoi fare la flat tax  senza uscire dall’Euro e senza cambiare le regole del lavoro e soprattutto senza sforare col MES nei bilanci per creare lavoro dove non c’è, devi costruirlo !

Così se critichi il decreto dignità per la mancanza assoluta di coraggio o di svolta reale nel mondo del lavoro , senza reintroduzione dell’art 18 o similari aspetti è visto come provvedimento in sé, non come risultato di più azioni, se va bene ti insultano al grido di “Troll piddino”, chiuso l’argomento.

La comunicazione è tutto non perché lo sia la forma che assume, ma perché racchiude il senso di una azione complessa e complessiva senza la quale in sé è il nulla cosmico, una pubblicità occulta di un prodotto che alla fine non puoi dare davvero se l’argomentazione è insufficiente.

I servizi Americani ed inglesi che hanno costruito la possibilità di fare una guerra sostenendo una tesi bugiarda e falsa, hanno raggiunto lo scopo.  Adesso possiamo dire li abbiamo sputtanati, ma l’Iraq è ancora nelle loro mani e devastato da prenditori di petrolio e venditori di armi e Blair e soci girano strapagati a fare conferenze in cui ammettono di essersi “sbagliati”!

Così sembra una banalità chiedere qual è il fine di questa azione (qualunque), proposta, iniziativa e la comunicazione è esattamente il vuoto che c’è dietro.

Non è il problema di Casalino che adesso frequenta con Conte ambienti impensabili internazionali, ma di un progetto che si è automodificato e dietro non ha nulla se non principi, morali, spot, propaganda pur essendo nato sulla critica all’ideologia di destra e sinistra. Soprattutto che vive il giorno per giorno correndo dietro al mondo che conta : banche, finanza, istituzioni e tecnologia

<Se ci attaccano da tutte le parti è perché siamo nel giusto “.

Questa è una coglionata vigliacca perché invece è una incitazione a tacere e proseguire senza interrogarsi nel merito, senza provare in una interazione fra poli diversi a correggere eventualmente il tiro, a migliorare.

Serve parlare di COMUNICAZIONE per toglierle il peso che è morale ed ideologico e dare spazio all’indagare, alla curiosità.

Se c’è stata una crescita di consenso è solo perché qui sì, c’entra la situazione del potere e dei suoi rappresentanti a tutti gli effetti che hanno devastato una nazione, mentre i territori sono lasciati a se stessi e una piccola élite di persone in buona fede sono entrate in un vortice impensabile essendo eletti. Oggi si vede l’effetto, ormai hanno voce 5/6 persone, di quel salto culturale di massa…se ne parlerà poi.

Abbiamo sbagliato tutti e  c’è il nulla intorno, la cosiddetta sinistra è ormai chiusa in un labirinto senza uscita a giocare ridicolmente all’antifascismo o a dissertare dottamente sul senso della vita …basta che sia di sinistra. Se chi potrebbe anche aiutare non ha capito che il fondamento della comunicazione è un progetto credibile finalizzato e dettagliato ed una organizzazione orizzontale per pilotarlo, dove l’evoluzione della specie è data dall’incremento della discussione collettiva, dalla partecipazione in un crescendo imprevedibile oggi perché NON C’E’, nessuno al momento sta creando le condizioni di un salto culturale e si cura l’orticello

La rete era davvero una opportunità aperta, in un bug del potere virtuale, che però è corso velocemente in pochi anni a modificare, cambiandone i risultati. Oggi ognuno di noi ha un pubblico di circa 100 persone che più o meno lo seguono, come fai a cambiare il mondo se hai abolito luoghi e metodi di incontro diretto di default, se il parlarsi in convegni, in incontri, in iniziative politiche sui territori è stato eliminato o demonizzato per far prendere posto a quella piccola nuova casta di fedeli che in silenzio adorano “il sole”, unici frequentatori privilegiati di un sapere essenziale, mentre tu militante puoi solo aspettare il prossimo comunicato che ti spiega che ….?

La domanda non è retorica, ma non ha risposta perché manca una piena consapevolezza di progetto e si è senza metodo per capire. Qui la buona volontà di alcuni che non è in discussione non aiuta a capire, ma rompere questo cortocircuito è già tanta roba dal mio punto di vista. Certo difficile prevedere il futuro, ma anche facile dire che questa non è la strada , puoi assumere tutti professori universitari bravi ma non hai radicamento e attenzione nei territori, quindi nessun supporto quando serve centralmente.

Il mondo va cambiato nella sua essenza, nei suoi presupposti di fondo non riformato a “tocchetti”, il sindacalismo politico è un danno immenso perché radica nella gente l’idea che sia un cambiamento quello che invece sono condizioni mutate oggettivamente necessarie al sistema di potere per continuare il suo lavoro aggressivo e violento!

Questo piccolo contributo nasce dalla mia personale esperienza ma potrebbe essere un modo di parlare di comunicazione con chiunque non si riconosca al di là del movimento in un contesto di potere

Per avere BUONA COMUNICAZIONE serve CAMBIARE PROGETTO e METODI DI ORGANIZZAZIONE !

Gianni Gatti

20/07/2018 Savona

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