| di bortocal15 |
sono andato a vederla, incuriosito, la nuova ciclovia del Garda, o meglio il suo inizio: in fondo non e` troppo lontana da casa mia e posso arrivarci scendendo in auto a Salo` e risalendo la Gardesana fino a Limone, oppure per la via delle montagne, risalendo la Val Sabbia fino ad Idro e da li` poi passando al Garda a Gargnano, attraverso la Valvestino, e poi di nuovo verso nord lungo la Gardesana.
avevo scelto la seconda alternativa, ma le code mostruose di chilometri per la strozzatura della strada a Nozza – Vestone, mi hanno indotto ad una spericolata inversione di marcia proprio dove la superstrada va a finire sulla strada normale: e, incredibilmente, la Gardesana era meno devastata dalle code della Val Sabbia.
e fatemi tirare due moccoli all’indirizzo di Regione e amministratori locali che hanno appena deciso di impiegare i fondi disponibili per un allungamento a nord verso il trentino della superstrada valsabbina non per aggirare il centro di Vestone, ma il paese successivo di Lavenone, che gia` oggi si attraversa in un momento in un tratto di strada davvero spettacolare.

decisive in questa scelta dissennata che penalizzera` per decenni il futuro turistico della valle Sabbia, le pressioni dei commercianti di Vestone che temono di perdere chissa` quali introiti se il paese viene privato del traffico di attraversamento, anche pesante.
il limite insuperabile della nostra cultura sta in decisioni clientelari di questo tipo.
. . .
ma bando alle ciance e attraversate con me, in una successione quasi cinematografica, il tratto piu` bello della Gardesana: passiamo dall’alto sopra Salo` – io ci arrivo da nord, quando posso, da una scorciatoia per Roe` Volciano, evitando la lunga galleria dai Tormini, e dunque mi affaccio sul golfo ancora piu` su da un paio di tornanti tra gli ulivi, su questo paesaggio incredibilmente pittoresco.

poi il monumentale e purtroppo inaccessibile palazzo Terzi Martinengo, del Cinquecento, subito dopo Salo`: dalla strada se ne vede l’aspetto piu` ostico, che lo rende simile ad una cupa fortezza.

ma non si fa fatica ad imaginarne l’altro lato, aperto sul lago:

poi e` la consueta successione di meraviglie:
Gardone Riviera:


Toscolano:

Maderno:

Gargnano, col suo palazzo Bettoni:

poi inizia il tratto piu` pittoresco paesaggisticamente dove la riva si fa montuosa, sotto Tignale e Tremosine; e il Pra de la Fam ricorda i fortunosi approdi dei barcaioli del lago in caso di tempesta, costretti a rimanere su questo esiguo fazzoletto di terra fino a che tornava il beltempo.

. . .
le gallerie conducono infine a Limone: parcheggio in un prato, prima del paese, un autentico colpo di fortuna.
chiedo e mi spiegano che la pista ciclabile inizia a nord del centro abitato, sono solo 4 o 5 k da fare a piedi: ed e` una vera delizia dovere scendere alla spiaggia, costeggiare il porto nuovo, entrare nel vecchio borgo.
ma ve lo descrivo meglio in un videoclip, d’accordo?
. . .
Limone fino agli anni Trenta del secolo scorso era raggiungibile soltanto in barca oppure per incredibili e lunghissime mulattiere fra i monti.
un borgo isolato dal mondo, un tempo; lo ritrovo incredibilmente trasformato da un incredibile benessere: faccio perfino fatica a riconoscerlo da come lo ricordavo dal tempo dei miei soggiorni nell’appartamento che allora avevo a Voltino, Tremosine, proprio sulle Balze di quei monti.

. . .
e soprattutto eccolo ora prolungarsi, il paese di Limone verso la punta Reamol, all’inizio per viottoli, in un percorso che in parte esisteva gia`, in parte nuovo e si prolunga nella nuova straordinaria pista ciclabile, costruita a sbalzo, a strapiombo sul lago, e dovrebbe entrare a far parte di un anello che circondera` tutto il lago.
anche qui lascio la parola alle immagini:
. . .
ma giunto alla parte finale della ciclovia mi lascio semplicente cullare, dalle evoluzioni dei windsurfer e dalle straordinarie danze dei loro aquiloni.


