In UE si ricicla denaro sporco. La soluzione? “Più Europa”!

Di Malachia Paperoga – Settembre 6, 2018
dal blog vocidall’estero.it

Mentre in Europa scoppia l’ennesimo scandalo di riciclaggio di denaro sporco, come al solito le autorità UE non hanno che una soluzione da proporre: più Europa, con la creazione di nuove e potenti istituzioni “indipendenti” che sottraggono altri ambiti al controllo democratico. Dopo il fallimento dell’Unione Bancaria, che ha imposto il folle e distruttivo meccanismo del “bail-in” senza assicurare una garanzia a livello europeo dei depositi, l’UE si butta in una nuova avventura sulle spalle dei suoi cittadini.

Di Mehreen Khan, 5 settembre 2018

L’UE ha un problema di soldi sporchi. Questa settimana è trapelata l’indiscrezione che Danske Bank – la banca danese che concede più prestiti – ha gestito in un solo anno circa 30 miliardi di dollari provenienti dalla Russia o da paesi ex-sovietici attraverso una succursale in Estonia – si tratta del peggiore di una serie di scandali recenti riguardanti il flusso illecito di denaro straniero.

Si tratta di una questione che mette insieme alcune delle maggiori nevrosi europee:  grandi quantità di soldi, banche molto grandi e la maligna influenza russa. Aspettiamoci che le direttive anti-riciclaggio (AML) diventino l’acronimo più in voga tra i politici preoccupati per gli anelli deboli del sistema bancario.

Insieme alla Danske, anche alcune banche di Malta e della Lettonia sono accusate e hanno messo in moto la UE. Un “documento di riflessione” confidenziale su cui ha messo le mani il Financial Times, proveniente dai più importanti decisori dell’area valutaria (inclusa la BCE, l’Autorità Bancaria Europea e la Commissione Europea) avverte che l’UE ha bisogno di risolvere le “lacune” e le “deficienze” del suo sistema per assicurarsi il rispetto delle regole.

Il documento dei decisori mette in luce come una persistente mancanza di comunicazione, coordinamento e risorse delle autorità bancarie nazionali stia ostacolando la lotta al denaro sporco. Include una statistica sorprendente: ci sono solo 2,2 impiegati a tempo pieno dedicati al problema in tutte le tre agenzie dell’UE per il controllo bancario, dei mercati e assicurativo.

All’inizio dell’anno, la stessa UE si era ritrovata nella posizione imbarazzante di essere avvertita dalle autorità USA che una banca lettone stava aiutando il finanziamento del programma nucleare della Corea del Nord.

Il documento, che è stato mandato questa settimana ai paesi membri della UE e ai parlamentari europei, mostra una serie di opzioni per aggiustare i “problemi”. In breve: la risposta al problema del riciclaggio di denaro è “più Europa”.

La proposta più concreta è una scadenza di quattro mesi entro cui la BCE deve raggiungere un accordo con le autorità nazionali che permetta loro di condividere dati sensibili. Tra le raccomandazioni più ambiziose c’è quella di considerare la centralizzazione della messa in atto delle regole anti-riciclaggio, nelle mani di una nuova e potente autorità UE (il FT appoggia questa idea).

Nonostante tutte le soluzioni proposte, gli scandali del riciclaggio di denaro getteranno una luce spiacevole sul progetto UE, lanciato al culmine dell’euro-crisi e ancora incompiuto, di ripristinare la fiducia nel suo sistema finanziario e costruire l’Unione Bancaria.

Come ha detto al FT in luglio Valdis Dombrovskis, commissario dell’eurozona, il problema dell’UE non è soltanto di stabilità finanziaria e di banche, ma anche “una questione di integrità morale”.

 

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