All’infinito

Dal blog  IlCieloStellatodentrodime

di Irene Rapelli

Non voglio riconoscermi, lo specchio
illumina pupille larghe, vuote
come nel sogno demente d’un vecchio
della giovane ebbrezza che percuote

membra aride e s’arrossa sulle gote
sussurrandogli indecenze all’orecchio,
e sono per l’asino le carote
le stelle degli oceani in cui invecchio

molle e smorzo diadema d’ossa prono
su fronti lunari, sguaiato sangue
di sillabe emigrate dentro il cielo

nel rumore silenzioso frastuono
o intermittenza di luce che langue
nel flusso che lanciatosi oltre il velo

nutre l’eterno gelo
già nel battito gonfio incastonato
con spazzatura del buio dorato.

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