Volete una granita al limone, signorina?
Mica i tacchini di adesso, che eleganza
che gesti delicati con mani da lavoro.
Mettevano un po’ timide la catenina in bocca
allora lo capivi che le ragazze in fiore
potevano ascoltarti le ore, là sedute
su una cadrega in paglia sotto una lampadina.
La mia cugina prima era pallida, un po’ ossuta
faceva dei gran bagni di luna là alla bassa
con tutta la rugiada ai capelli e un po’ di cipria
sui brufoli a nasconderli all’uomo.
Poi tornava
toglieva la sottana nell’ombra al camerone
credendo noi dormissimo duri.
Poi, piegata, lasciava un po’ di miele di donna all’orinale.
La notte ci sembrava che gli alberi là fuori
venissero con passi di lupo sopra i vetri;
un vento di tempesta le volte soccorreva
i campi moribondi di sole, e i nostri anni
di labbra insanguinate e di inguini pelosi.
LA SEDUZIONE
stessi gusti poetici, eh? ma Massimo Botturi non si discute…
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