Il futuro sostenibile secondo Philippe Starck

dal blog https://www.dolcevitaonline.it/

in Decrescita / Lifestyle  10 ottobre 2018

Difficilissimo non essersi mai imbattuti in una delle sue creazioni, Philippe Starck infatti è tra i designer più famosi del pianeta. Nel corso della sua carriera ha supervisionato oltre 10.000 mobili, distinguendosi per l’attenzione alla sostenibilità delle sue opere. Tra queste, lo ricordiamo, un termostato intelligente, biciclette elettriche, case prefabbricate in legno e molto altro ancora.
Di recente Starck è stato intervistato da “UN Environment” e ha sostenuto l’importanza di una decrescita positiva, immediata. Riportiamo qui degli stralci delle sue dichiarazioni affinché fungano da spunti di riflessione.

Il problema è il ritardo
«La nostra intelligenza ha creato un mondo instabile che non siamo più in grado di guidare. La creazione dell’instabilità è stata più veloce del nostro know-how per gestirla. Sappiamo di avere dei problemi, ma finché il problema non inizia, non facciamo nulla. Il problema è il ritardo: il ritardo della consapevolezza e il ritardo nell’adottare azioni e soluzioni.»

Solo il 10% in meno
«Attualmente, l’uomo pensa che sia necessario consumare, ma non è vero: è necessario solo avere ciò che è necessario. Non è necessaria una decrescita massiccia. Se tutti consumassero il 10% in meno, e non è uno sforzo enorme, forse molti problemi sarebbero risolti.»

Attenzione alla sostenibilità
«Un prodotto ha il diritto di esistere solo se rispetta diversi parametri. Dovrebbe utilizzare il minor numero possibile di materiali e consumare meno energia possibile durante la lavorazione. Questi materiali non devono essere inquinanti e dovrebbero essere riciclabili.  Anche il modo di produrre deve essere politicamente giusto, giusto dal punto di vista dell’uguaglianza di genere, e non portare simboli dannosi. Direi che oggi l’80% della produzione è machista: non appena un prodotto non è macho, non vende!»

L’illusione del riciclo?
«È stato inventato solo per continuare la produzione. Ci dà l’illusione di consumare in buona coscienza. La realtà è che nei nostri prodotti ci sono meno del 20% di materiali che sono riciclabili, perché abbiamo bisogno di condizioni molto specifiche per farlo. Il riciclaggio è quindi una falsa soluzione. La trasformazione totale della nostra economia è forzata, poiché il degrado del nostro pianeta è molto più rapido del previsto.»

Un futuro responsabile
«A lungo termine vedremo enormi cambiamenti. Penso che possiamo smaterializzare il 70% dei prodotti che esistono in casa nostra. Ad esempio, le nostre tende potrebbero essere sostituite da un vetro a cristalli liquidi e la nostra vernice potrebbe essere elettroluminescente. Non venderemo prodotti, ma prodotti con servizi già più o meno integrati. Nel frattempo, la proprietà scomparirà e molti prodotti verranno affittati. L’affittuario sarà responsabile della resa, mentre oggi il venditore non ha questa responsabilità. Non è un suo problema sapere se il prodotto è stato compostato o riciclato, se danneggia il clima o se è stato venduto in un Paese straniero.»

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