dal blog https://almerighi.wordpress.com
Com’è tra noi ogni giorno.
Un’ape infreddolita si posa
sulla ringhiera del terrazzo.
Il folle buono attraversa la strada
con una focaccia in mano.
Il suo dialetto stinto torna indietro,
buttato senza voglia di farsi capire
verso il volo operaio dell’ape.
Alla fine ci sono sempre
l’ebreo da incolpare, lavori
da terminare prima di sera,
l’ira da soffocare entro il tramonto,
ma le giornate si accorciano,
cuore mio senza cucina luminosa
e un fienile dove far l’amore.
Intanto il folle se ne va,
rasentando i Cappuccini
trova un mozzicone, lo accende.
L’ape ha incontrato una rosa tardiva,
l’occasione per tornare presto
all’alveare, preparata all’inverno
che la sta portando via.
Di Flavio Almerighi