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Tra le molte “perle” dimenticate che la nostra città nasconde, ne esiste una posta all’estremo ponente, a pochi metri dal confine comunale. Nel quartiere di Zinola si trova la chiesetta medievale di Santo Spirito.
Un edificio databile tra XII e XIII secolo, posto lungo la strada, ora scomparsa ed interrotta dalla ferrovia e da altre costruzioni, che dal poco distante “ponte di pietra” (o “ponte dei saraceni”, anche se in realtà fu costruito nel Quattrocento dal milanese Filippo Maria Visconti forse, stando allo storico savonese Verzellino, sulle fondamenta di un’altra struttura) portava verso il borgo dei Bricchetti. Dove ora sorge l’attuale abitato di Zinola, infatti, si trovava una zona acquitrinosa e comunque considerata insicura, per la possibilità di incursioni dal mare.
La chiesetta è una costruzione che quasi tutti, andando verso Vado, abbiamo visto o intravisto. Eppure per chi non sia del posto è quasi impossibile da raggiungere. Vi si accede da una crosa pedonale posta in via Quiliano, poco dopo il passaggio a livello della ferrovia interportuale.
Tra le curiosità c’è da sapere che la chiesetta di Santo Spirito non è mai stata sede parrocchiale. Fino alla costruzione della chiesa attuale, realizzata negli anni ’70 dell’Ottocento, Zinola dipendeva dalla parrocchia di Legino, che infatti vanta numerose donazioni di opere “per grazia ricevuta” da parte di pescatori zinolesi.
Nonostante sia a buon titolo uno degli edifici più antichi di Savona, oltre ad un esempio di gotico ligure, nessuna indicazione ne mostra l’ubicazione, nonostante si tratti di un monumento vincolato dal 1943 e abbia – tra l’altro – pregevoli portali a sesto acuto in mattoni. L’edificio è comunque non visitabile è quasi completamente diroccato, nonostante pochi anni addietro sia stato sottoposto a lavori per la messa in sicurezza. Il monumento “vivacchia” nell’indifferenza generale di uomini ed istituzioni, nella speranza di non trasformarsi, come decadenza ed incuria, nella “piccola Pompei” savonese.








