dal blog https://www.maurizioblondet.it/
Maurizio Blondet 13 Gennaio 2019
Sondaggio Cevifop dell’11 gennaio. Il 60% dei francesi sostengono i Gilet Gialli. 62% pensano che sono un rinnovamento della democrazia, 72% che le rivendicazioni che avanzano, sono “quelle di molti francesi”.
Il problema del governo è che i Gilet Gialli sono in realtà i due terzi dei francesi

“Nessuno può dire, quando le domande sono sostenute dal 60-70% della popolazione, che sono domande avanzate da una minoranza di scemi, arretrati, fascisti, nazisti, razzisti – Dirlo, è un appello alla violenza”. Così Bruno Bertez.
Perché la propaganda difensiva degli oligarchi privilegiati, la vediamo anche in Italia: i sovranisti “sono il fascismo”, sono omofobi, sono nazionalisti, sono antisemiti.
Democrazia? “La democrazia può porre dei problemi ma è sempre meglio di ogni altra forma di governo”: così irisponde l’ 80% dei francesi.
Il punto è che a questa asserzione si accompagna una sfiducia pubblica totale. “Collassa la fiducia in tutte le organizzazioni: giustizia, grandi imprese, banche, sindacati, media (solo il 23% ne ha fiducia) e partiti politici: solo il 9% se ne fida.
Ma il perché è chiaro dalle altre risposte:
“Lo Stato è governato nell’interesse di pochi”, 74%.
“E’ importante in democrazia che i diversi partiti propongano delle alternative politiche chiare”, 84%.
Fra l’altro, l’Atto 9 ha visto un aumento enorme della mobilitazione, che tutti i media davano per calante: 84 mila nelle varie piazze di tutta la Francia dice il potere, e confermano i meia –mentenndo. Mentendo perché poi dicono che sono stati mobilitati 80 mila poliziotti. Uno per ciascun Gilet Giallo? Le vere cifre sono: quasi 360 mila.
Di fronte a questa insurrezione di dimensioni storiche, Macron invece di fare quel che dovrebbe – dimettersi – ha fatto lezione: “I disordini sono spesso dovuti al fatto che troppi nostri concittadini pensano che si possa ottenere senza apportare il proprio sforzo, troppo spessi si dimentica che a fianco dei diritti di ognuno nella repubblica, ci sono i doveri”. Bernard Henry Lévy: i GG “tradiscono la storia della classe operaia. Nelle vecchie lotte di classe – pontifica questo improvvisato esperto di storia operaia – l’obbiettivo era quello di guadagnare, non come oggi di distruggere”. In Italia, Giuliano Ferrara (che ha casa a Parigi) ha sancito che i GG sono “poveri col SUV”, e protestano per il rincaro del diesel perché hanno il SUV. Franoise Giroud: “E’ così che nasce il fascismo”.
Naturalmente non vogliono vedere che le domande dei GG, “esprimono tutte la stessa cosa: l’indignazione di fronte agli scandali dei trattamenti differenti a seconda della prossimità al potere”.
Lo scandalo è che mentre lorsignori predicano “il mercato”, “Il pareggio di bilancio” e la “competitività internazionale” ai poveri per tagliare i loro salari e pensioni che sono poco competitive, non abbassano di altrettanto i loro costosissimi emolumenti. “Con la globalizzazione/erupeizzazione, tutto dovrebbe vedere il suo prezzo calare, tutto dev’essere deprezzato”. Invece il sistema “impedisce la svalorizzazione dei debiti che non hanno più valore economico vivo. Si impedisce il deprezzamento dei pesi morti”, e non si sta parlando solo delle banche: “Si uccide il vivo per salvare l’ordine antico radicato negli strati sociali che sono ascesi al potere tramite il loro mandatario Macron”.
Noi possiamo dire lo stesso della “sinistra” dal Pd a Mattarella, agli “Intellettuali” ai “giornalisti”, ai magistrati da 7 mila euro mensili in su al mese. Loro che predicano austerità, ma non declassano i propri “valori” per adeguarli al mercato.
Esempio di scandalo di trattamenti differenti in funzione della prossimità al potere ne dovremmo avere. In Francia, ne elenca qualcuno Serge Halimi, su Le Monde Diplo (strano, “di sinistra”, tanto che Il Manifesto lo allega):
Ora si conoscono grazie ai GG le liste delle ingiustizie commesse dal governo attuale: 5 euro di meno al mese per i beneficiari dell’aiuto all’affitto di casa (APL) e allo stesso tempo soppressione della progressività della tassazione sul capitale; eliminazione dell’imposta sulla grandi fortune (ISF) e, insieme, taglio del potere d’acquisto ai pensionati. E non dimentichiamo la “semplificazione contabile” del credito d’imposta per la competitività e l’impiego (CICE) versato alle imprese. Grazie al quale l’anno prossimo il Tesoro pagherà dunque due volte il signor Bernard Arnault, prima fortuna d’Europa, padrone di Carrefour e di LVHM ( Moët Hennessy Louis Vuitton, fatturato 43 miliardi) del Parisien e di Les Echos. Questa misura da sola costerà 40 miliardi di euro nel 2019, ossi 1,8% del PIL o – se si preferisce – cento volte l’ammontare dell’APL, il sussidio agli affitti di casa per i poveri”.
Noi italiani non ci ribelliamo. Perché abbiamo “i sovranisti” non nelle strade, ma “al potere”. Più precisamente, quei sovranisti che invece di prendere di petto “lo scandalo dei trattamenti differenti a seconda della prossimità al potere”, propongono lo spinello libero, dodici vaccini ai neonati, fanno di tutto per spaccare la nazione unita nella protesta i Nord e Sud. I 5 Stelle si confermano così il partito civetta che i ci tiene buoni mentre la UE ci spoglierà dei risparmi e dell’oro di Bankitalia? Ciò ad un prossimo articolo.
Un altro motivo sarà questo? Il 39% per cento dei francesi si sente anzitutto francese. Solo il 6% si sente “europeo” della UE
Per intanto vediamo come reagisce il regime che si riconosce in Macron. Col pugno di ferro.
Quattordici autoblindo schierate a difesa dell’Eliseo. 6475 manifestanti fermati. 5339 incarcerati preventivamente. 14 con gli occhi cavati da “flash grenade”. Un morto per un tiro diretto di granata. Rimessa in viore della “Interdizione amministrativa i manifestare”
La stampa del resto, racconta Halimi, ” è stata avvertita da un economista e un politologo ben introdotti: “I giornalisti devono ricordarsi che non sono semplici osservatori ma che fanno parte delle elites il cui compito è preservare il paese dal caos”
(Elie Cohen et Gérard Grunberg, « Les Gilets jaunes : une double régression », Telos, 7 dicembre 2018). Da noi in Italia i giornalisti non hanno bisogno di questi avvertimenti, lo sanno da sé.


STRASBOURG : Lilian, 15 ans, a été victime d’un tir de LBD à hauteur du visage, hier à #Strasbourg pendant l’#ActeIX des #GiletsJaunes. Sa mâchoire a été brisée. Son opération a duré 6 heures. Il gardera des séquelles probablement à vie. #12Janvier 23515:29 – 13 gen 2019579 utenti ne stanno parlandoInformazioni e privacy per gli annunci di Twitter08:14 – 11 gen 2019
I giudici francesi, non sono da meno. A Nancy, un poliziotto pesta a manganellate dei manifestanti già immobilizzati, un avvocato per strada assiste e fa denuncia, il procuratore rifiuta di aprire un’inchiesta. Gilet Gialli perquisiti utilizzando la legge antiterrorismo.
Un altro legale racconta: “Comparizioni immediate di Gilet Gialli a Parigi (si tratta dei fermati per la manifestazione del primo dicembre). Nella gabbia un uomo è condannato a 28 mesi di prigione. Egli grida: “Non avevo nemmeno un avvocato!”. La presidente: “Ma cosa crede che ciò avrebbe cambiato, monsieur?”. Di queste comparizioni immediate ce ne sono stat seicento, e molte si sono concluse con pene carcerarie “per ribellione”. Si è tornati all secolo decimonono, a Napoleone III.
Due anni e passa di galera senza avvocato presente. Pensate solo se fosse avvenuto in un tribunale russo. O se il Cremlino avesse ricordato ai giornalisti “che non sono semplici osservatori, ma parte delle elites”. Pensate agli strilli dei nostri media, dei nostri intellettuali, dei nostri europeisti: dittatura! Invece avviene in Europa e per “più Europa”, e lo chiamano “democrazia”. Che si difende dai populisti che sono nazisti, illiberali, anti-democratici, omofobi, antisemiti.
Intanto, inconcusso, MAcron prosegue il progetto di “fusione” con la Germania di Merkel, che mira a dare a Berlino la forza nucleare francese “condivisa”:

