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Maurizio Blondet 1 Febbraio 2019
Crase: “Stanno per perquisire En Marche”
Benalla: “Ancora?”
Crase: “Ho le mie cose dentro. Proverei a andare questa notte, ma il problema è che ci sono i poliziotti davanti”.
Benalla: “Prima che si faccia, avremo portato fuori il denaro dalla cassa e ci tiriamo fuori dalla merda, si va in Marocco e in Senegal a divertirsi”.
Alexandre Benalla, il favorito di Macron, sta parlando con Vincent Crase, un ex gendarme dell’Eliseo. E‘ il 26 luglio, entrambi sono sotto inchiesta e non dovrebbero vedersi. Invece si parlano: di soldi che hanno lì, nella sede del partito. Si noti che Crase, è stato comprovato, ha ricevuto un bonifico da 240 mila euro da un oligarca russo Iskander Makhmudov (ovviamente indicato come “nell’entourage di Putin”) per un servizio di protezione del riccone e della famiglia. Crase, appena licenziato, ha fondato una compagnia di sicurezza, Mars, di cui è socio occulto anche Benalla. Il quale, mentendo, aveva negato tutto nell’audizione al Senato.
Benalla non è per niente preoccupato, anzi è alle stelle, se la ride di avere due commissioni d’inchiesta addosso. “Questo ti fa ridere?” domanda l’altro. E Benalla. “Lui (Macron) ride. E’ morto dal ridere. Nervosamente, ma questo lo fa soffocare dal ridere. Non lo allarma più di tanto. Se domani c’è una crisi, cosa vuoi che succeda?”.
E aggiunge: “Roba da matti, il Patron ieri sera mi manda un messaggio e mi dice: “Tu te li mangi in un boccone, tu sei più forte di loro, è per questo che ti ho voluto vicino a me”:
Crase: “Dunque il patron ci appoggia?”.
Benalla: “Ebbé, fa più che sostenerci, è come folle”, dice ilare e giocondo. L’altro: “Chi ti sostiene, in concreto?”
Benalla enumera: “Il presidente, Madame [Brigitte], Ismael che mi consiglia sui media e compagnia”: Ismael Emelien è un altro braccio destro di Macron.
Tutte questi colloqui sono stati adesso rivelati da Mediapart, il giornale online: una bomba, un nuovo scandalo gigantesco che si abbatte sul banchierino fru-fru messo all’Eliseo dall’alta finanza per fare “più Europa” .
Secondo Jean-Luc Melenchon, senatore e fondatore di France Insoumise(social-comunista) queste rivelazioni sono state passate a Mediapart “dalla polizia”, più probabilmente da qualche ala dei servizi , senza escludere quelli militari; inizia un regolamento di conti contro “Le patron”, con l’evidente scopo di rovesciarlo.
Ci sarebbe da stupire se dopo questo, Macron restasse ancora all’Eliseo; altro che Gilet Gialli. Ma solo le prossime ore chiariranno movente e mandanti. Le registrazioni dei due compari che possono (finalmente) rovinare “Manu”, possono essere in qualche modo collegate al misterioso ricovero d’urgenza in un ospedale non identificato di Alain Gibelin, commissario generale di polizia, pluridecorato, trent’anni in polizia. Gibelin aveva il comando delle forze dell’ordine a Parigi il primo maggio, quando Benalla (con Crase) picchiò violentemente uno studente che manifestava; aveva testimoniato, Gibelin, che Benalla “non godeva di alcuna autorizzazione della prefettura” quando, con un casco da poliziotto, malmenò lo studente. Testimonianza che poi il commissario ha cercato di attenuare, dopo che su ordine del presidente, è stato elevato al rango di ufficiale e cavaliere dell’Ordre National du Mérite. Dopo di che, il neo-cavaliere viene ricoverato non si sa per quali motivi né dove, ma in terapia intensiva: un tentato suicidio. Ma perché? E perché il segreto? Certo è che i colleghi “en colère” al Ministero dell’Interno hanno commentato: “Lo spergiuro ha ben meritato”.
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