Siamo connessi ?

Forse chi fra ambientalismo, ecologismo e uso critico di capacità autonome di ragionamento ha chiaro quale sia il punto focale per cui chi decide le cose importanti in Italia (ma si potrebbe dire nel mondo) e in qualche modo blocca le istanze di giustizia, di buon senso persino e rende ogni lotta inefficace o poco produttiva ?

C’è un Italia che si batte ovunque, in mille modi, nei quartieri, sul lavoro, nelle scuole, nelle imprese, nel volontariato che non cede ancora ai mille motivi quotidiani nel sociale

Abbiamo qualche “tema “che non sia ancora stato sviscerato a fondo da diversi punti vista ?

Chi vuole informarsi su argomenti ha davvero impossibilità a capire  le cause, i perchè nel mondo degli algoritmi e del pensiero automatico costruito, c’è una omologazione alla critica depressa, come sfogatoio social che non trasforma davvero in modo propositivo?

La mia risposta “retorica” è NO !

Se ti sbatti ci puoi arrivare a capire: perchè c’è inquinamento,  il lavoro è sempre meno soddisfacente e la tecnologia non ne migliora le condizioni, la sanità difficile, le guerre di predazione continue per fossili o minerali rari, la mobilità “provocata” da un capo all’altro del mondo per persone e merci, ecc,ecc

Forse non arrivi ai dettagli, ma le ragioni di come va la società attuale,se non hai turbe psicologiche, possono essere coscienza concreta.

Siamo pieni di social, app di comunicazione, network di tecnologie, smart-phone di ultima generazione, stiamo arrivando a computer di rete a stato liquido di enorme capacità, Tv , radio, giornali on-line, blog, media cartacei e via dicendo, l’interconnessione sembra alla portata di tutti, quindi come si spiega l’abissale ignoranza(da ignorare) che troviamo nei rapporti di relazioni, fra cittadini, fra categorie professionali, fra scuole ed università (sia fra studenti, sia fra professori), nel dialogo banale fra conoscenti al bar?

Come spieghiamo l’ingenuità inconcludente che si è concretizzata in gruppi politici come il M5S in tanti aspetti giunti al nodo focale del mettere in pratica buone idee senza aver creato davvero la possibilità di formazione e di attenzione politica su obiettivi ?

Se si frequentano gruppi sociali, comitati locali, associazioni di volontariato, gruppi di autoproduzione in agricoltura o G.A.S., gruppi ambientalisti ed ecologici sembra che ogni volta si debba ricominciare a ricostruire da zero il minimo livello di consapevolezza cosciente.

Lo dico perchè essendo uno di questi “frequentatori”un pò frustrati due domande me le sono fatte .

– Gli studenti che aderiscono a Friday For Future in cui molti chiedono di avere la firma del permesso “per fare sciopero”.

– I comitati genovesi del ponente attualmente sotto stress e sotto mille pressioni per situazioni non capitate per un caso, che vengono presi in mezzo a piccoli figuri il cui compito è solo di acquisire consenso a favore del politico di turno vincente e si muovono senza una direzione bisticciando fra loro, tuonando contro le amministrazioni, sprecando energie.

– Gli abitanti di Savona che si lamentano sui social dei rumori per i lavori nelle adiacenze della banchina del porto dove arrivano come cannibali di salute con la bella stagione mostri di navi che vomitano inquinanti come 10.000 auto ferme col motore acceso, ma non muovono una paglia per protestare davvero, quindi accettandolo. Oppure quelli che parlano di plastic free paventando di usare meno bottigliette e meno plastica(certo che sì) ma non si interessano del default, delle ragioni per cui le partecipate e la giunta comunale lasciano un città sporca con la raccolta differenziata al 35% e privati che acquisiscono termoinceneritori a cui servono città sporche.

– Gruppi ambientalisti(quelli del “fare”) dove alla logorria politica si reagisce con forme di sano “autismo” creandosi metodi di vita sociale(co-housing) e autoproduzione agricola oppure andando a sopperire a mancanze dell’amministrazione per gestire, ripulire spiagge, aggiustare il verde o altro.

– Gruppi che curano l’aiuto ai bisognosi, alle donne che subiscono violenze, ai migranti, ai disadattati o agli handicappati che devono autogestire in solitudine ogni giorno montagne di problemi concreti.

Mi fermo perchè credo sia chiaro il mio riferimento:

non a partiti politici, ma ad uno strato cosciente operoso, generoso, intellettualmente preparato di popolazione che forse sta in quel 25 % che non vota più o annulla la scheda, ma è impegnato a dire o fare qualcosa socialmente, non è un barbaro egoista.

Questa è la normale politica fatta dal basso che c’è, si muove ma non ha voce, non sposta aspetti consistenti e soprattutto ha risultati in rapporto agli sforzi assolutamente bassi, inefficienti e facilmente isolabili.

Certo la “decrescita felice” come movimento culturale ci da altri strumenti ancora per entrare in quel nesso connettivo fra l’IO personale e le relazioni sociali.

Ma basta vedere tutto ciò (non è poco) ? NO, a mio giudizio, ovvio.

Qual’è il focus del problema se da una parte c’è un buona quota di coscienza e un pò anche di azione, ma la società non cambia, al massimo qualche correttivo, ci riempiono di parole ovunque ma si procede come se il calendario della nostra esistenza fosse proprietà di forze oscure sempre uguali e indistruttibili.

Ogni informazione, ogni conoscenza, ogni valore culturale se sono fatti, distribuiti per piccoli gruppi, per individui non ha influenza reale. Se non intacchi la sfera economica , la struttura di questo capitalismo finanziario, se non vai ai motivi di fondo, se non connetti le azioni con un obiettivo anche generico ma comune, questa strana cosa di stato sociale così com’è organizzato se ne fotte. Il potere è forte e possiede ogni mezzo per annullare ogni minima vittoria, controllo, coscienza di sè.

Tutte queste azioni che ho descritto hanno un comune denominatore e basterebbe leggere libri di sociologia, di psicologia dei comportamenti di massa in uso corrente per averne conferma .

Ognuno è chiuso nel suo guscio, comunica solo al suo interno o al massimo sui social il suo messaggio personale o di piccolo gruppo e non ha neppure la percezione che tutta le sua energia serva davvero a poco o della limitatezza dei risultati nel caso migliore o ancora più pesante non si ha la percezione della forza positiva di una massa cosciente. Anzi la condizione personale è di decrescita infelice e obbligata !

La città che tutti viviamo assorbe come una spugna e orienta dalle pg dei giornali o dei tg locali veicolando comunicazioni via via depistanti (anche se vere) di contradditorio eterno senza soluzioni, di non formazione ne culturale ne pratica.

Cosa serve ?  CONNETTERSI in tempo reale e comunicare cose, fatte, idee, proposte .

La comunicazione come scienza entra da decine di anni e si è migliorata per uso politico, economico, militare, ecc . Le agenzie dei servizi segreti, come la NSA Usa che ha budget di 350 miliardi di dollari /anno,  hanno nel loro cuore di esercizio immense possibilità intellettuali, di analisi, di strumenti tecnologici.  Se pensate che è stata fatta una guerra sulla base di una fake news costruita da americani ed inglesi con il consenso di tutti gli altri che ha devastato stati e  tutto il medio oriente, si capisce che è uno strumento(la comunicazione) che è da assimilare ad un carro armato, ad un aereo militare .

Cosa voglio dire ?

Ogni sforzo politico ed uso la parola in senso ampio appositamente, deve essere quello di interconnettersi in ogni modo possibile, ma soprattutto mettere, come in una enorme banca dati la propria storia, le proprie acquisizioni, la propria conoscenza, la propria disponibilità.

Massimo rispetto per ogni attività sociale anche di piccoli gruppi, ma basterebbe far sapere cosa fai, perchè lo fai, cosa ottieni, ecc per far capire l’importanza di una esperienza ad es. di autoproduzione agricola, di creare una banca etica davvero, di lavorare con la realtà del territorio x volontariato il più vario che ci sia.

Conoscersi e mettersi in confronto vuol dire scoprire punti comuni e possibilità, forme di aiuto reciproco, di dialogo, di arte, di far musica per difendere il bene comune, l’acqua, la terra, l’aria, il mare, le montagne, vuol dire mettere le capacità intellettuali al servizio di tutti i meno preparati.

Connettersi vuol dire contarsi, vuol dire mettere ognuno nella propria specificità, qualcosa di utile per tutti.

Lo diceva un amico ingegnere due gg fa  parlando ad es delle centraline di segnalazione messe dai comitati nella zona attorno al ponte Morandi per controllare il grado di inquinamento per EDUCARE, leggendo i dati gli abitanti su cosa stanno vivendo lì.

Questo significa fare delle scelte personali o di gruppo, sacrificare un pò del proprio isolamento (che un pò protegge il gruppo stesso), per allargare idee e pratiche utili a tutti .

LA COMUNICAZIONE serve  ad avere forza nelle idee, nelle pratiche adottate, nella memoria condivisa, ad evere coscienza che separati e ostili o indifferenti fra di noi bastian contrari, il potere ha più incisività, meno problemi a sviluppare i suoi piani .

Quindi continuare a ignorarsi a vicenda, ci fa ripartire ogni volta da zero, senza incisività, senza mai una qualche vittoria sociale accumulata, diventa una opposizione depressa da se stessa. Un dato di memoria che viene fuori solo per “opposizione indiretta” alle elezioni è insieme significativo e frustrante.

Non ci si può aspettare nessun aiuto dai partiti che hanno guidato localmente o nazionalmente la gestione del potere e tanto meno oggi(e lo dico con rammarico) da parte del M5S che era nato con intenti di comunità e condivisione ma finito in un botto come cerchio magico autoreferenziale e chiuso, isolato dalla sua pratica e dai suoi propositi da larga parte della popolazione.

Serve che ognuno del “popolo senza voce” ragionando nella propria situazione pensi come superare questa chiusura in minoranze, in gruppi e lavorare come comunità collaborando, condividendo. Abbiamo bisogno di riconoscerci, di rieducarci di ritrovare fiducia contro questo silenzio tombale steso dal potere su ognuno di noi ha reso oggi difficile e traumatico. Chi non si arreso al Grande Fratello deve uscire dal ruolo imposto e allargare l’orizzonte, conoscere altre realtà per approfondire un legame.

Che ne pensate, ci CONNETTIAMO ?

Apriamo il LABORATORIO DI IDEE CON CONNOTAZIONE AMBIENTALE ED ECOLOGICA.

Gianni Gatti

13/06/2019

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