Dal blog https://wordpress.com/read/blogs/104157174/posts/108864
Di Bortocal15
l’annuncio viene dato ufficialmente oggi: Facebook intende creare una propria moneta a partire dall’anno prossimo è l’annuncio ufficiale della nascita di un impero che intende sostituirsi, per ora dall’interno, all’impero nel mondo reale.
l’impero americano che tramonta è quello che ha eletto come proprio capo Trump, un bancarottiere miliardario; l’impero virtuale che si prepara a prendere il suo posto ha un proprietario, Zuckerberg, l’ex studentello furbastro e un poco imbroglione a cui è esplosa Facebook fra le mani, e non conosce democrazia formale; ha un capo, più potente nel suo potere assoluto perfino di Xi Jin Ping, il presidente cinese, l’astro del nuovo potere reale, che in realtà ha alle spalle la complessa struttura politica del Partito Comunista Cinese.
trovo solo un precedente storico simile, peraltro molto illuminante, alla fine dell’impero romano, quando questo si trovò sostituito, quasi senza accorgersene, dal nuovo impero cristiano, che fino ad allora era stato soltanto virtuale.
quanti sanno che Euangelion era il termine che si usava per proclamare l’ascesa al trono di un nuovo imperatore? l’annuncio che viene dato dalla basilica di San Pietro dell’elezione di un nuovo papa corrisponde alla formula che veniva usata per proclamare il nuovo imperatore: Nuntio vobis gaudium magnum; e dopo quattro secoli a prendere il suo posto fu il capo dei cristiani, fino ad allora rappresentante in terra di un impero virtuale che era stato fondato dalla magica figura dell’Unto di Dio, il Christòs.
. . .
oggi siamo chiamati tutti a godere della gioia della nascita di questo nuovo impero telematico, che già si rivela più potente degli stati nazionali o perfino plurinazionali.
non bastasse la capacità di sostituirsi agli stati persino nella loro funzione ultima di battere moneta, eccone un’altra prova: la corsa spaziale, interrotta dopo i successi clamorosi di cinquant’anni fa, riprende, ma a condurla sono oramai loro, le nuove potenze del millennio, le nuove teocrazie imperiali private, che si preparano, dicono, a colonizzare la Luna e Marte.
. . .
il mondo che abbiamo conosciuto è al tramonto, e il dibattito che ci opprime sulla piccola politica locale appare in tutta la sua miserabile povertà.
mi spiego: qualcuno pensa che il vero problema siano i mini-bot, questa demenziale trovata per fregare i creditori dello stato rifilandogli degli assegnati che perderanno immediatamente il loro valore?
se il problema sono i tempi lenti della burocrazia italiana nei pagamenti, la soluzione sta nel rifilare a chi aspetta qualche mese di essere pagato dei bigliettoni dei Monòpoli?
allora, non era meglio la proposta di Varoufakis in Grecia qualche anno fa?
era quella di fornire piuttosto ogni codice fiscale, di azienda o privato, di un Conto del Tesoro con relativo Pin, che i contribuenti creditori dello Stato avrebbero potuto – a loro discrezione – usare per ricevere il pagamento parziale o integrale di quanto loro spettante, sotto forma di accredito al loro conto del Tesoro, invece di aspettare mesi per essere pagati secondo le normali procedure. In tal modo, gli arretrati sarebbero stati eliminati in un colpo solo, liberando così liquidità attraverso l’economia.
. . .
ma se anche una soluzione di questo tipo viene criticata come potenziale creazione di una moneta alternativa, come è possibile che invece si ammettano monete virtuali come bitcoin e la prossima Face-coin, o Libra o GlobalCoin, come potrebbe chiamarsi?
che cosa aspettano gli stati a proibirla?
e, se gli stati non si muovono, che cosa aspettano gli utenti a boicottarla?
. . .
il fondamento della moneta moderna, priva del valore oggettivo delle antiche monete d’oro o d’argento sta tutto nella fiducia di chi la usa.
ma un conto è fidarsi di una moneta emessa da uno stato, al quale appartieni, e che, almeno in linea di principio, risponde ai suoi elettori di quel che fa, un conto è affidare la propria ricchezza ad un impero oscuro, che ha un signore arbitrario che è il suo proprietario.
. . .
l’idea di Zuckerberg è quella di convincere i 2,4 miliardi di utenti mensili di Facebook, in parte anche farlocchi e con profili falsi, di cambiare dollari e altre valute internazionali nella sua moneta digitale, che potrà essere utilizzata per acquistare beni su internet – e in negozi e altri punti vendita – o per trasferire denaro, senza la necessità di un conto bancario.
è la più grande truffa potenziale della storia: gli allocchi cederanno monete relativamente garantite da autorità pubbliche (debito pubblico a parte) in cambio di una moneta virtuale che avrà valore soltanto fino a che il pubblico glielo darà, ma che potrebbe essere ritirata e svuotata completamente in ogni momento: la via maestra all’esproprio, e non proprio proletario (se mi passa il calembour).
in sostanza Zuckerberg e i suoi soci intascherebbero somme enormi con le quali finire di comperarsi il mondo, in cambio una moneta digitale che solo loro potrebbero garantire.
certo: se nel frattempo gli stati reali fallissero (e questa potrebbe essere la mossa successiva), alla fine col cerino in mano di una moneta totalmente svalutata finirebbero i nostalgici cittadini degli stati, meglio se almeno a parole democratici.
. . .
finisco con un aneddoto che mi è stato raccontato ieri sera: in Val Sabbia un chirurgo vuole comperarsi una casa; la sceglie e costa un milione di euro; non ha problemi, ne ha 5 in banca, una importante banca locale: li ha parte in titoli, parte in depositi; ma non riesce a ritirarli, o quanto meno impiega quasi tre anni a riavere indietro anche soltanto una parte del suo denaro.
che cosa voglio dire? lo lascio pensare al lettore, se c’è.
. . .
però chiudo con un appello ai blogger amici: smettetela, per favore, di pubblicare post sotto forma di link a Facebook.
mi impedite di leggerli: rifiuto di accedere a Facebook, non sono un collaborazionista.