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24/06/2019 A cura di: Andrea Ballocchi
È possibile trasformare un’abitazione, mono o plurifamiliare, da energivora a classe A grazie a un’attenta progettazione e all’uso di materiali naturali. Antonio Glielmi, architetto e presidente ANAB ci spiega come.
Sappiamo quanto il patrimonio edilizio e immobiliare italiano sia energivoro. Ma è possibile risanarlo e renderlo a prova di efficienza energetica rispettando però il benessere di chi vive ambienti residenziali o lavorativi?
Indice degli argomenti:
- Casa efficiente e green: attenzione ai costi, ma soprattutto alla salute
- Riscaldare o raffrescare casa, le decisioni da prendere
Non solo è possibile, ma è fondamentale. «Prima ancora che l’economia circolare, per quanto sia virtuosa e necessaria, la prima risorsa fondamentale su cui investire è la salute, quella di chi vive in un’abitazione realizzata in un determinato modo, con una progettazione attenta ai principi bio-climatici». Lo afferma Antonio Glielmi, architetto e presidente ANAB, che sottolinea l’importanza di un’attenta progettazione alla base del progetto per trasformare una casa da energivora a NZEB, e rileva la necessità di scelte naturali alla base di una casa attenta al benessere della persona: «ogni individuo ha “tre pelli”: la prima è l’epidermide, la seconda è costituita dagli indumenti, la terza è l’edificio. Occorre privilegiare la traspirabilità in ognuno di essi».
Casa efficiente e green: attenzione ai costi, ma soprattutto alla salute
Abbracciare scelte eco sostenibili non significa dover effettuare un investimento impossibile. Tutt’altro: «la spesa necessaria per costruire o per fare un’attenta ristrutturazione in modo eco sostenibile è avvicinabile ai costi di un edificio in edilizia tradizionale». Pur premettendo che ogni progetto è peculiare, rileva che «lo scarto di spesa tra scelte tradizionali e green è mediamente del 20% in più se si punta a soluzioni green. Ma questo plus lo si recupera in salute e in sostenibilità ambientale ed è una tendenza che è sempre più percepita».

Torniamo alla corretta progettazione, primo fondamentale concetto. Esso deve prevedere un’attenzione ai fattori climatici, geologici, alla scelta dei materiali. «Partendo dall’involucro, deve garantire elevate doti d’isolamento termico; è bene prestare attenzione particolare a tutte le pareti, specialmente a quella esposta a nord, più massiccia, assicurando sempre doti di traspirabilità. La parete a sud può essere pensata anche in vetro, potendo creare una vera e propria serra solare, catturando il calore e mantenendolo. Se si opta per il vetro occorre evitare, invece, l’eccessivo riscaldamento d’estate, che sarà possibile limitare con una schermatura, tramite parti mobili oppure pensando a vetrate retrattili, che permettono così la giusta ventilazione».
La ventilazione è un altro punto fermo in una casa attenta sì alle prestazioni energetiche, ma allo stesso tempo alla salubrità dell’aria indoor e al corretto equilibrio termo-igrometrico. «Dato che spesso le abitazioni sono chiuse durante il giorno, va privilegiata la traspirabilità oltre che l’efficienza energetica – spiega sempre Glielmi – Proprio per questo vanno privilegiati, per il cappotto termico, materiali quali fibra di legno e sughero. Nel caso di ristrutturazione, si può ricorrere anche alla cellulosa insufflata oppure al sughero in granuli da introdurre nella camera d’aria interna. Altrettanto utile, nel caso di riqualificazioni profonde o di nuove costruzioni, è la scelta di muri in mattoni in terracotta legati con calce idraulica, mescolata con pozzolana, cocciopesto o sabbia di fiume».
Altrettanta attenzione va posta anche all’intonaco, naturale, in grado di migliorare l’isolamento e la traspirabilità. Anche in questo caso, la calce naturale, mista a sabbia è una soluzione ideale.
Riscaldare o raffrescare casa, le decisioni da prendere
Nelle decisioni da prendere rientra anche le scelte riguardanti il riscaldamento e raffrescamento. «Spesso nelle abitazioni e negli uffici sono presenti impianti di condizionamento, che apportano sì caldo o fresco, ma in maniera superficiale; al loro spegnimento, l’effetto scompare rapidamente. Contare invece su una casa ben isolata, oltre a elevare il grado di efficienza, e migliorare la sua classe energetica, consente di mantenere una temperatura moderata», sottolinea l’architetto e presidente ANAB.
«Occorre fare attenzione al giusto sfasamento termico, ovvero alla proprietà di trasmettere il flusso di calore dalla parete esterna a quella interna nei tempi quanto più lunghi possibile. In pratica, se il calore durante il giorno viene trasmesso all’interno di sera, è possibile smaltirlo aerando i locali e permettendo il suo deflusso in maniera naturale, senza alcun supporto di climatizzazione», rileva Glielmi.

Nel caso del riscaldamento, «se si mantengono i radiatori, basta azionare un sistema di ventilazione a pale per muovere l’aria che favorisce la distribuzione del calore. Se si pensa, invece, a un intervento di riqualificazione energetica, la misura preferibile sarebbe adottare il riscaldamento a pavimento. È una soluzione attuabile anche nei condomini già esistenti, grazie a soluzioni a basso spessore (6/7 cm). Se si combina col solare termico è possibile contare su acqua preriscaldata, garantendo un notevole risparmio energetico», ed è utilizzabile come sistema di raffrescamento naturale estivo, conclude.