LA GUERRA TRA POVERI ARRICCHISCE I FURBI E I RICCHI

Dal blog https://www.alganews.it/

Pubblicato 08/07/2019

Ieri sera ero a Rosarno, nel cuore del collegio elettorale che ha eletto il ministro della paura. Ho incontrato i rappresentanti degli immigrati che lavorano le campagne della Piana di Gioia Tauro.
Un quadro a dir poco desolante…
Chi fa la ricchezza di questa zona vive in condizioni semplicemente subumane. Prima una baraccopoli. Ora un’orrida tendopoli dove in questi giorni si soffoca per temperature che in tenda superano i 50 gradi.
La storia dei braccianti da queste parti è sempre stata poco pane e tanto sfruttamento e umiliazione. Erano sfruttati i nostri braccianti. Sono sfruttati, all’osso, i migranti.
Il lavoro nero è la regola da sempre. E arricchisce da sempre pochi, i proprietari terrieri, i furbi.
In questa terra di nessuno, oppressa da faide eterne e mafie potentissime, lo Stato ha perso e è morta la speranza. Si sopravvive, ci si arrabatta, ci si appiglia a chi fa la promessa più impossibile e si sogna di scappare via. Quante ragazze e quanti ragazzi mancano all’appello nei comuni dell’eterno batticuore. Migranti anche loro, altrimenti niente futuro.
In questo clima odioso è possibile ogni orrore. Il povero locale fa la guerra al povero che viene da lontano. L’importante è sopravvivere. Anche sulla pelle altrui.
Hai una moglie disoccupata? Cerchi un proprietario terriero e gli dai una busta con qualche migliaio di euro. In cambio lui fa finta di assumerla e con quei soldi paga i contributi. A lavorare, non sarà tua moglie, ma un immigrato. Per pochi spiccioli. Tanto lo stato non controlla, non ha la forza di controllare. Tua moglie in cambio riceverà alla fine del contratto fasullo, l’assegno di disoccupazione, praticamente il doppio di ciò che hai versato al proprietario dei campi. Ci guadagni qualcosa tu e tanto il proprietario che in pratica incassa da ogni parte e non paga niente.
Sulla pelle dei migranti.

Ieri sera abbiamo progettato una grande manifestazione per i prossimi mesi. Un momento di incontro. Di verità, ma anche di festa e conoscenza reciproca. Un’occasione per affermare la semplice verità che non è più possibile accontentarsi di briciole o rubare il pane a chi è più debole di noi.
Insieme, battersi insieme perché non è giusto che pochi ingrassino sul dolore e il sudore di tanti.

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