Pensare in grande o pensare al piccolo ma diffuso?

Vorrei riprendere un luogo comune della cultura liberista: ma ” pensare in grande”cosa significa? O meglio perchè lo fanno tutti i protagonisti della società attuale imprenditori, finanzieri, politici, grandi società, tutto il corredo sindacale, di servi dei media, delle infrastrutture e delle istituzioni?
Le banche più piccole sono assorbite dalle grandi, le società finanziarie creano patti di scambio senza limiti, la stessa cosa dai fondi di investimento, Facebook sta passando dai social x catturare dati sensibili all’emissione di cripto moneta, le grandi imprese si uniscono per evitare guerre fratricide a livello internazionale, per grandi opere ormai sono note le 10-15 imprese nazionali in grado di partecipare ad appalti miliardari e imporre il loro percorso anche allo stato (vedi Tav , ecc), strutture commerciali come Amazon hanno creato imperi autonomi transnazionali diversificando attività e non soggetti a leggi nazionali di fatto, l’e-commerce ha assunto capacità enormi dettando prezzi in molti settori dall’abbigliamento all’agricoltura e imponendo modi produttivi, in tutto il mondo si stanno costruendo circa 30 nuove centrali idrotermiche che significano cemento e acqua privatizzata oltre al loro prodotto energetico con devastazioni di intere zone, ecc, ecc.
E’ un metodo di pensiero globale che è il vero nocciolo che ha reso simili l’ideologia di dx e sx, che avvicina come rappresentato in molte liste elettorali PD-Lega-Fdi I- F.I.

Un pò per un tipo di cultura che si è formata negli ultimi decenni veloci veloci con inciuci incredibili senza vergogna, dove la mercificazione di ogni prodotto umano (compresi gli umani stessi) un po spinto da un modo intrinseco proprio del sistema dell’economia finanziaria con le sue regole obbligate e dettate dall’uso .

Cosa distingue Calenda o Zingaretti da Berlusconi o Salvini ? Solo il potere di ottenere le stesse cose a scapito degli altri in questa corsa di efficientismo di sviluppo inteso come mercato globale in cui “nuovo è immediatamente cooptato a migliore anche se non è vero”.
Cosa voglio dire ?
Pare semplice pensare che chi ha una attività imprenditoriale economica dentro il mercato sta lottando a testa bassa con il limite creato dal continuo abbassamento(con varie forme) dei redditi e quindi con la difficoltà a far funzionare un idea mercantile il cui ciclo si interrompe o ha seri problemi di progressione.
Siamo in piena crisi di sovrabbondanza di merci e beni prodotti, cioè scaffali pieni e pochi soldi in tasca, quindi spreco enorme di risorse e impoverimento relativo. Questo mi pare vero a livello globale, ma nelle singole nazioni come l’Italia ha sue specificità, ma la sostanza rimane .
Turismo, sanità, agricoltura, manifattura, tecnologia, servizi, ecc, ogni anno vedono erodere quote di elementi sociali; i danni collaterali ambientali della produzione di beni inquinanti, chimici o di armi superano i proventi privati delle merci stesse; si cercano furbate fiscali; lavoro nero, piccole truffe legalizzate nel quotidiano; circolazione veloce e continuata di beni da un capo all’altro del mondo senza un domani che chiedono infrastrutture con soldi pubblici regalati a privati per la competizione globale. Quindi porti allargati e modificati, aeroporti inquinanti, mobilità su gomma inarrestabile.
Questa in sintesi è la fotografia dell’esistente.
Inutile dire dati alla mano che in Italia ad es. l’80 % delle imprese è di piccola dimensione e neanche volendo può, salvo rare eccezioni, competere a livello internazionale. Mentre stati colonizzatori, aggressivi commercialmente e forti militarmente ampliano il loro territorio di influenza.
Quanto costa un barile di petrolio o un mtc di gas della Libia?
Il prezzo unitario di mercato strappato dall’ENI, più un tot che si ricava attraverso le tasse di tutti noi nella militarizzazione della zona all’estero per proteggere investimenti privati con relativo produzione di armi e sistemi militari. Solo che quel prezzo è “spantegato” su tutti noi, alla società ENI va tutto il suo margine intonso!
Certo ho fatto l’esempio più eclatante, ma dall’energia si può passare alle nuove tecnologie, alla ricerca, ai servizi, all’agricoltura OGM o della monocultura intensiva e con rapina pianificata di grandi appezzamenti di terre, ambiente, persone ecc per rendere efficiente economicamente terre lontane.
Quindi questa espansione economico finanziaria favorita da banche e grandi fondi di investimento che hanno dimensione planetaria, incrociano grandi capitali e mezzi di persuasione culturale, perpetuano solo una rapina continua. Poco importa se in qualche sperduto reportage o su qualche giornale viene evidenziato, si comprano la politica che dovrebbe fare le nostre veci tenendosi i vantaggi e devastando l’intero globo. E’ chiaro che le lobby di riferimento fanno pressioni ai governi che si succedono a Roma, ma anche all’Europa per mantenere questa concezione di spesa delle poche risorse.
Vorrei in questa retorica per certi versi banale, lanciare la parola d’ordine:
piccolo e diffuso è bello!
Per spiegare, se ritorno ad es alla realtà della regione in cui vivo, la Liguria, ho ben presente priorità e necessità che può vedere chiunque, non servono particolari competenze, se mai queste servono per applicare correttivi e metodi di vero cambiamento.
L’impresa da noi ha una media di 5 addetti, ha per mercato il territorio o poco più, agisce in un contesto limitato e risente della situazione depressiva dell’intera popolazione oltre alla totale mancanza di serie infrastrutture in ogni aspetto economico. Non contano le eccezioni, la media delle imprese è felice se riesce a mantenersi in vita, non a guadagnare un margine giusto, quindi senza prospettiva compresa la migrazione dei giovani laureati.
Così molti si prestano a pulire soldi attraverso apertura e chiusura di negozi, ristoranti, piccole imprese per conto di ….. chi ha soldi appunto (la criminalità organizzata).Oppure si accettano compromessi come a Taranto dove il lavoro è condizionato da elementi di morte certa perpetuati all’infinito con la complicità sindacale legato a idee vecchie di mezzi di produzione diventati dannosi in generale .
Non ne beneficia l’insieme sociale e se vanno avanti associazioni è solo per uno spirito ancora vivo di semplice aiuto reciproco e volontariato ma di pura sussistenza resiliente.
Si creano tentativi di agricoltura biodinamica, di co-housing abitativo, di cooperative di acquisto o di produzione agricola, di turismo e guide specializzate, di start -up di piccole realtà che producono idee commerciali o di servizi, ecc.
Siamo ad un bivio governo e regioni, spesso anche comuni, spingono per opere faraoniche e poco utili socialmente destinando le poche risorse che di fatto diventano preda di grandi aziende strutturate, le uniche in grado di eseguirle per capacità tecnica e finanziaria, ma di cui non cade in terra nessuna briciola o molto poche rispetto i residenti e la regione stessa .
Servirebbe un massiccio investimento attraverso incentivi o defiscalizzazioni (come anche la UE a parole dice di fare) sul tema dell’efficientamento energetico(sprecare energia è sempre una assurdità al di là di come la produci), sulla produzione di energie sostenibili, sul dissesto idrogeologico, su un turismo finalmente fatto “sistema” per valorizzare la natura e la bellezza artistica, per preservare l’integrità dell’acqua pubblica con tubazioni obsolete in cui si perde la media del 60 % delle potenzialità, servirebbe un sistema puntuale porta a porta di riuso, riciclo e riconversione dei rifiuti, servirebbero bonifiche di enormi siti da decenni inquinati e mai iniziate(Acna di Cengio, Stoppani, ecc), servirebbe una sanità intesa come prevenzione, non solo come cura, perchè l’ambiente ne è spesso il motore danneggiato.
Certo non si può passare di colpo da una economia di mercato ad una di controllo ambientale e sociale con una diversa connotazione strategica, ma appunto, serve un piano che abbia il centro nel bene comune, nella difesa delle comunità sotto ogni punto di vista e gradualmente introdurre piccole pillole di nuovo mondo ambientalmente compatibile ecologico e sostenibile.
Insomma serve il diffuso, il piccolo esempio, una nuova epocale diversità agro-economica dove le risorse si trovano e si spendono qui ed ora . Il lavoro deve essere disponibile alle piccole, medie imprese, il controllo deve essere fatto con strutture oggi inesistenti o non adatte dalle istituzioni assieme alle categorie ed alla magistratura .
Pensare in piccolo vuol dire esattamente pensare IN GRANDE
Sarebbe un inizio davvero rivoluzionario, su questo misuro poi tutti gli altri partiti che sparano influenzati da massonerie e consorterie di potere, quelli del 10 % che ha l’80% dei beni esistenti a palle incrociate attraverso tv, media e giornali su chi chiede sostenibilità, equità, solidarietà compresi gli ultimi arrivati che si distinguono per una politica del giorno per giorno correndo dietro agli avvenimenti stessi nella società
Gianni Gatti
09/07/2019

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