di Anna de Filpo
Che strane le case,
impallidite in un attimo
che pure stavano di sole,
arse accaldate,
tendon la faccia a terra,
colano di pioggia le sparse fontanelle
e l’aria cangia e sale tra le cose
e le macchine in posa,
in mezzo agli ombrelli veloci
e chiacchierini,
tra i rami di verde rigogliosi,
l ‘odor del petricore pungente,
invade come sangue degli Dei,
come d’Ottobre dai vicoli operosi,
il mosto birichino!
La terra quasi ristorata solleva
la sua testa, beve ridente l’ acqua
pe’ fiori nuovi del mattino.
Ecco la veste allegra
che tutti ci ha sorpresi!
Sgrassa la pioggia dovunque,
il petricore intenso fa gioire.
L’ aspettavamo ansiosi, l’ aria rovente asciugava le forze e le cose.
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