La guerra dell’acqua è già da tempo cominciata

Ieri sera ho partecipato a Loano su invito di un caro amico ad una riunione del “Comitato savonese acqua bene comune”. Presenti una ventina di persone di paesi nei dintorni alcuni con bollette in mano bollenti(alte) a fronte di servizi sempre meno soddisfacenti. Nulla di nuovo. Siamo ormai quasi assuefatti all’inefficienza dei servizi.
In sintesi due elementi mi pare spiccano al netto delle posizioni personali:
1) le bollette (così come quelle dell’energia) da tempo spiccano per avere un dettaglio (spesso poco chiaro volutamente) in cui i consumi sono solo una piccola percentuale mentre il “grosso” va in voci di spese compresi, gli investimenti fatti dall’ATO di riferimento. Con questa logica viene spalmata ogni spesa sul numero degli utenti, anche investimenti fatti da manager (ir)responsabili secondo logiche che dovrebbero essere controllate poi dalla politica o meglio dai sindaci. Ma è ovvio che mentre legalmente viene tutto fatto sotto le norme nazionali i sindaci non hanno strumenti di analisi, risorse di indagine e controllo per stabilire se un costo ha senso o no e quindi …pantalone paga.
2) Il sistema su cui un referendum si era espresso nel 2011 chiedeva a gran voce: L’ACQUA è E DEVE RESTARE UN BENE PUBBLICO . Come si è mossa la logica predatrice e mafiosa dei vari manager senza freni ? Quando per mille possibilità diminuisce l’acqua a disposizione di un bacino, per rotture, per falda scarsa, per inquinamento prodotto, ecc è semplice : si compra l’acqua da altri soggetti, ovvio che sono PRIVATI. I pozzi in italia sono in mano per lo più ad aziende che li usano per vendere bottiglie di plastica e lucrarci.
Il trucco quindi è: l’acqua in teoria gestionalmente è pubblica, ma viene acquistata da privati che ne hanno contingentato furbescamente fonti e falde e vendono a prezzi di mercato stabiliti da loro.
Questi sono solo due dei principali elementi per cui la bolletta sale ed è come una tassa indiretta su un bene primario aggirando il risultato dello stesso referendum.
Meno male che ci sono comitati civici attenti ed attivi, ma questo aspetto riguarda tutti noi.
Adesso il loro obiettivo è una raccolta firme per proporre a questo strano governo di entrare nel merito e mettere ordine con una nuova legge a questo caos, creando al contempo strutture di controllo terze, fuori dalla politica .
Hanno bisogno di aiuto, questa storia non può rimanere una battaglia di un gruppo di anziani grintosi e capaci. Parlarsi fra di noi e con la gente è il primo aspetto necessario.
Gianni Gatti
13/09/2019

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