Qualche idea da fermentare come il vino?

L’uva è matura e la vendemmia è iniziata…… ! Potrei parlare di Savona o della Liguria, ma non è un tema locale, anzi è almeno nazionale e non è un problema personale, ma sociale. Lo sfacelo della politica “amica” mi è ben presente e ce ne vorrà a convincermi che è il meglio possibile.
Lo faccio con la mia storia alle spalle che non dimentico sul piano politico e neppure rinnego, perché mi ha insegnato ad ascoltare e ad attivarmi, anche se su diversi aspetti sono fortemente critico.
Premesso questo alcuni pensieri mi rotolano d’istinto e non in ordine di importanza:

  • la politica attuale di tutti i partiti ha stancato letteralmente chi l’ha praticata o anche subita impotente, restando “disarmati e confusi” oltre che disillusi da queste esperienze oggi concretizzate in questo governo sotto gli occhi di tutti.
  • c’è una quota importante di rifiuto cosciente di partecipazione partitica e anche di voto cosciente fra la massa come le ultime elezioni per l’EU hanno rivelato.
  • nella quota di persone critica e attenta socialmente, oltre che curiosa, stanno una miriade di associazioni, volontariato, comitati, circoli intellettuali e culturali, ambientalismo.
  • uno degli aspetti comuni è l’ambientalismo come coscienza diffusa,così diffusa che ne parlano anche i media del potere a loro modo, ma ancora non del tutto unificato per considerazioni diverse della tipologia di ambientalismo. Dal mio punto di vista, il punto dirimente è la considerazione del cambiamento climatico e delle varie analisi come derivante da fatti specifici in se come l’uso delle energie fossili, del’introduzione della chimica, della sovrappopolazione e delle migrazioni planetarie, Non da un modello di sviluppo forzato e accelerato di economia di grandi gruppi finanziari a livello globale che serve ad imporre mercato a tutti costi e a dare competitività e ricchezza a pochi contro la predazione della maggioranza e il lento degrado dell’ambiente della biosfera(come persone, animali, ambiente) che poi usa tutti gli aspetti predatori come marchio sul territorio.
  • quest’ultima quota “variegata” di persone, ha infine una doppia caratteristica: da una parte ne costituisce il cuore pulsante di opposizione reale e lavoro culturale. Dall’altra è CHIUSA su se stessa, magari anche presente e visibile sui social, ma senza nessuno strumento o attività per rincontrarsi, condividere in modo strutturato e continuo i propri pensieri, le iniziative, le proposte. Le associazioni più organizzate si sentono già appagate dei propri piccoli successi e rimanendo fedeli a se stessi non sconfina anche nella considerazione di aspetti assolutamente collegati .
    Per farmi capire la lotta per la salute ha più canali di comunione: dalla sanità pubblica, alle discariche, alle bonifiche da fare, all’inquinamento di industrie, alle tipologie produttive, alle grandi navi con i fumi del turismo di massa, alla mobilità stressante soprattutto in Liguria, ecc.
    Non ci sono, salvo rare eccezioni strumenti anche del web, forme organizzate di incontro, anzi spesso per rimanere “incontaminati e puri” si evitano frequentazioni e aiuto reciproco, dove persone diverse possano trovare comunità e collaborazione.
    Mille cose potrebbero essere utili a questa quota sociale anche in considerazione del degrado continuo e seriale delle forme della vita sociale(anziani, sopravvivenza, migranti, abitabilità,asili e mense, ecc).
    Ecco un terreno di lavoro, nell’epoca di internet la necessità primaria delle piccole tribù separate : COMUNICARE, parlarsi , scambiare notizie , idee, possibilità, ecc.
    E’ un lavoro indispensabile a mio giudizio, con la discriminante della ricerca di un nuovo mondo possibile concretamente. Dove le categorie della politica non sono più utili, anzi dal loro rifiuto mi pare parte la ricerca anche di persone carismatiche e positive.
    La tragica “fine politica” del M5S ormai assorbito dal sistema senza reale democrazia interna ha portato una base sana a sedersi, aspettando il leader di turno gli comunichi dalla tv o dai giornali le ultime novità, senza protagonismo e partecipazione, senza strumenti, anzi oggi mal vista dalla maggioranza dei movimenti civili sui territori.
    Questa cosa deve finire, le fila vanno riannodate, serve fare rete, incontrarsi fisicamente, darsi obiettivi comuni, costruire strumenti comunicativi aperti e gestibili.
    Gatti Gianni
    15/09/2019

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