A Viola Castello i castagni ti guardano

dal blog https://www.lauraguglielmi.it/

«A volte è come se ti guardassero, i castagni vivono insieme a te, e dopo un po’ ti assomigliano o tu assomigli sempre di più a loro. Sono dei compagni di viaggio silenziosi, ti fanno vivere una dimensione fuori dal tempo», sono nelle mani del creativo dell’Azienda Agricola Marco Bozzolo (Via Castello 59, Viola, Tel 3388289845).

Si chiama Sandro, ha 34 anni, ed è il fratello del capo di un’impresa che produce diversi prodotti ricavati dalle castagne, dalla prodigiosa birra alla farina e alle tagliatelle. Qui i loro prodotti, per i maliziosi non ci guadagno niente da questo articolo e ho anche pagato le cose che ho comprato da loro.

Viola Castello e Viola Saint Greé

Siamo a Viola Castello, in provincia di Cuneo, un luogo più in sintonia con il territorio che lo circonda rispetto alla ben più famosa Viola Saint Greé, negli anni Settanta stazione sciistica snob, caduta in frantumi negli anni Novanta, ora in netta ripresa. Abbiamo ereditato lì un bilocale da mio suocero, e spesso ci andiamo molto volentieri a prendere aria pulita e a fare trekking in boschi che non finiscono mai. Qualche volta inforco gli sci e prendo la seggiovia. Una mia antica passione.

Il ritorno alla terra con una consapevolezza contemporanea

Come ben sapete, sono spesso a caccia di storie di giovani che fanno scelte di vita alternative legate al ritorno alla terra. Forse il testimonial più conosciuto di questa tendenza in crescita è Maurizio Carucci, cantante degli Ex-Otago che, benché affermato, continua a fare il contadino: è una sua scelta, non lo obbliga nessuno.

Non è che rimpianga la vita di un tempo, certo no, le donne subivano violenze e gli incesti erano all’ordine del giorno in questi mondi chiusi. Il ritorno all’agricoltura di cui vado parlando è arricchito da una consapevolezza e una cultura contemporanee, di cui Sandro Bozzolo sembra non difettare assolutamente.

Il castagneto tirato a lucido dei Bozzolo

Ebbene, camminare nel castagneto tirato a lucido dell’azienda agricola Marco Bozzolo è una delle cose più belle che possa capitare, soprattutto se Sandro comincia a lasciarsi andare e a raccontarti il suo mondo. Ha scelto di vivere nel vecchio borgo in una casetta tutta sua. Ha per vicini di casa i nonni, lo zio e il fratello, mentre i genitori stanno a Ceva.

Ci tiene a sottolineare subito che il nucleo originario di Viola è qui, intorno al castello. E spiega che la cappella di San Giacomo lassù sul crinale fa parte dell’antico percorso per raggiungere Santiago di Compostela.

Siamo in Piemonte ma è come fossimo in Liguria

«Qui siamo antropologicamente e linguisticamente liguri – spiega Sandro – La gente quando va a Cuneo o anche a Mondovì dice: vado in Piemonte. In passato le persone sono andate a lavorare nelle fabbriche liguri e non in quelle piemontesi».

Questa valle è perfetta per le castagne, perché è molto vicina al mare. Inoltre, il castagno è l’unica pianta che per produrre non ha bisogno di acqua se non quella piovana. E non necessita di nessun prodotto chimico.

Le cose stanno cambiando, con il web ce la puoi fare

«Mio papà è l’artefice di tutto questo, è lui che ci ha trasmesso l’entusiasmo. Faceva il casellante a Ceva, ma appena aveva tempo si dedicava al castagneto. La generazione dei nostri genitori è stata quella del posto fisso, preferivano una paga sicura piuttosto che rischiare vivendo solo dei prodotti della terra. Il problema sono sempre stati i grossisti che pagavano le castagne poche lire, ma se le vendi direttamente tu, anche attraverso internet come stiamo facendo, ora ce la puoi fare».

L’essiccatoio dei Bozzolo

Un tempo, c’erano ben 400 essiccatoi nel comune di Viola – racconta Sandro – ora ce ne sono solo 4 e uno è il nostro. Apre la porta del suo essiccatoio – in piemontese scau – come se fosse un luogo sacro e ci fa entrare. Sopra le nostre teste una rete dove in autunno vengono posate le castagne a essiccare per 40 giorni e 40 notti, con il fumo che sale verso l’alto. Ora ci sono appoggiate a prendere aria e a seccare le foglie di castagno che ha richiesto una ragazza di Mondovì, per produrre shampoo, Marzia Milano.

Le donne nei castagneti hanno un’abilità prodigiosa

Una cosa che Sandro non riesce a spiegarsi: le donne raccolgono molte più castagne rispetto agli uomini. Non è un caso che nei secoli passati in tante d’autunno si arrampicavano fin quassù dalla val Tanaro per venire a raccoglierle e molte si sono sposate qui.

Gli unici che hanno il coraggio di salire in alto per potare i castagni sono i ragazzi del Camerun e della Nigeria. Lo sa bene Sandro, li ha visti all’opera perché la sua azienda collabora con la cooperativa La volpe e il mirtillo, che ha assunto diversi migranti.

Isidore mentre pota i castagni

Il design di un castagneto

Poi ci racconta dei Custodi dei Castagneti della Val Mongia: «La produttività ha la sua importanza, ma anche l’estetica non è da meno. La maggior parte dei proprietari dei castagneti ha un approccio utilitaristico. Sempre più persone invece credono sia importante anche la salvaguardia del territorio. Non si deve guardare solo al profitto immediato».

E qui entriamo in un tema a me sconosciuto, quello dell’innesto, un gesto che fai per le generazioni future e non certo per te stesso, spiega Sandro convinto. Una cosa che lo ha incantato fin da piccolo, quando passava tutta l’estate a lavorare con papà. Aveva 15 anni.

Cos’è un innesto?

Come si fa un innesto e perché si fa? Si taglia il tronco di un castagno selvatico e si innesta al suo interno un castagno addomesticato, e la qualità delle castagne diventa migliore. Ora ci mostra un castagno cavo, ci entro subito e ci si sta anche in due. Ha più di 500 anni, merita venerazione.

Eccomi felice come una bambina

Il castagneto è un bosco magico

Guardo Sandro negli occhi, mi sfugge e lo capisco, ormai è più di un’ora che continuo a fotografarlo e a fargli domande, ma ora vado dritta al nocciolo della questione. Cosa significa per te un castagneto?

«Bella domanda. È uno spazio espressivo plurisecolare, che puoi modellare. A me interessa questo atto di amore incondizionato nei confronti delle future generazioni.

Mi piace viverlo come un bosco magico in cui gli ospiti possano perdersi a loro piacere. Per questo ho dato vita al Castagneto Acustico, un’iniziativa musicale, una festa spontanea che organizziamo tutti gli anni nei boschi di Viola Castello: musica di qualità, teatro, arti performative, il tutto in dialogo con il contesto del castagneto, e ovviamente senza energia elettrica.

Dentro un antico essiccatoio

Marco gestisce gli affari

Sandro l’artista di famiglia, laureato in Scienza della Formazione, è video maker. Gira per il mondo e ama la Colombia: «In azienda faccio bassa manovalanza, pulisco, raccolgo, mi piace avere la testa libera e non gestire gli affari, cosa che mio fratello fa molto volentieri, ha impostato il lavoro molto bene.

Sandro Bozzolo, mentre sta facendo ricerca etnografica (credit Xeh Reyes)

Ora per noi è molto importante il business online: il nostro obiettivo è fare arrivare in giornata 2kg di castagne a chi ce li chiede, anche a Genova, attraverso ad esempio i gruppi di acquisto solidale. Per un futuro sano in agricoltura, come dice Carlin Petrini, i cittadini devono diventare coproduttori, e partecipare alla valorizzazione del prodotto».

Si intitola Innesti: è il film di Sandro

Alla fine, mi racconta la cosa più intima: un film che sta girando da più di dieci anni, da quando suo padre gli ha comprato una videocamera: non a caso si intitola Innesti. Sandro ha fatto infinite riprese a papà mentre lavora nel castagneto, fa gli innesti e scolpisce il paesaggio con le sue costruzioni di legno, come per esempio una decina di tronchi tagliati e messi in circolo intorno a un castagno come fossero sedili.

Il film dovrebbe uscire a breve, ed è anche sostenuto dalla Film Commission Torino Piemonte e prodotto da Enrica Viola di Unafilm.

In rete si può trovare un assaggio del suo lavoro: il trailer di un suo vecchio documentario: Autunno Viola. Ci si rende subito conto di come Sandro sia capace di narrare il suo territorio e i suoi abitanti: «Autunno Viola affronta, tra poesia e fatalismo, tematiche di quotidianità contadina, di rapporti tra gli umani e il loro territorio, di vittorie dal sapore agrodolce».https://www.youtube.com/embed/ygDFP7N2UFk?feature=oembed

É arrivato il momento dei saluti

Prima di andar via, Sandro ci offre una birra alla castagna e una crostata con le fragole, raccolte nel suo terreno. Ormai la sua scelta l’ha fatta, questo è il suo regno e nessuno da lì lo smuove più. Pandemie, spread e Pil da quassù sembrano appartenere a un altro mondo.

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