Ustica : “si potevano salvare vite”(Cap. Franco Accame)

Dal blog Cose dal mondo

24/giugno 2016

“L’aereo dell’Itavia venne abbattuto alle 20:56.

I piloti riuscirono a manovrare l’apparecchio per qualche minuto. Il missile colpì l’apparecchio solo con le appendici aerodinamiche, provocando uno squarcio non molto ampio, ma sufficiente a depressurizzarlo, ed esplose oltre. Per effetto della depressurizzazione alcuni passeggeri vennero risucchiati. I piloti, grazie alla loro esperienza, riuscirono ad ammarare alle 21:04.””L’aereo ammara esattamente 8 minuti dopo essere stato colpito. E non sono soltanto io a dirlo, c’e’ anche la perizia Luzzatti.

E’ importante il fatto che impieghi 8 minuti; se un aereo esplode in volo cade in due minuti. Il fatto che impieghi 8 minuti vuol dire che il pilota e’ riuscito a manovrare. La perizia Luzzatti sostiene anche che per poter virare l’aereo doveva avere ali e coda. Esclude poi che la coda si sia separata in aria, e afferma invece che la rottura avvenne per un violento colpo agente dal basso verso l’alto, con tutta probabilità al momento dell’impatto con l’acqua”.

“Per inibire la procedura d’emergenza dopo l’ammaraggio avvertirono il comandante che aveva a bordo nella stiva degli ordigni al fosforo, e che l’applicazione di questa procedura avrebbe sicuramente provocato un’esplosione. Gli Sparvieri probabilmente imbragarono il velivolo (Le navi da caccia “Sparviero”, ndr)””…per sostenerlo nel galleggiamento, in attesa che arrivassero i mezzi di soccorso. A bordo del Nimrod venimmo a sapere da loro che l’aereo era un velivolo civile italiano, e la base di Decimomannu ce lo confermò subito dopo. Il comandante del DC9 probabilmente diede disposizione di non abbandonare il velivolo, riuscendo a mantenere la tranquillità tra i superstiti, confortati nel vedere il velivolo imbragato.

Stranamente un alto ufficiale della marina e poi deputato, Falco Accame, affermò in una nota dell’ADN Kronos che si potevano salvare parecchie vite umane dal DC9. Accame non specifica quale sia la fonte da cui attinge quest’informazione o se sia un episodio vissuto in prima persona. Resta certo però che l’onorevole Falco Accame ha sempre ribadito questa sua versione dei fatti.”””Alle 23.30 il comando operativo diede ordine al sottomarino inglese, che aveva a bordo gli uomini del SBS, di recarsi nel punto in cui era ammarato l’aereo. Gli ordini, impartiti in codice, furono di farlo inabissare con cariche morbide di Dynagel, dal momento che contro ogni dato scientifico l’aereo galleggiava ancora. La decisione dell’inabissamento “chirurgico” era stata presa perché i passeggeri e l’equipaggio potevano essere letali, considerando anche la presenza a bordo di un giornalista, che avendo vissuto sulla pelle un simile evento certamente non si sarebbe lasciato intimidire.

I corpi recuperati indossavano il giubbotto salvagente ed erano privi di scarpe. Tutto questo comprova l’emergenza vissuta a bordo e il fatto che furono attuate tutte le misure di sicurezza previste in simili situazioni. I corpi erano anneriti dalla reazione provocata dal contatto con l’acqua salina del fosforo bicomponente che il DC9 stava trasportando. Invece i corpi recuperati a parecchie centinaia di miglia dall’ammaraggio, catapultati nel vuoto per effetto della depressurizzazione, erano privi di giubbotto di salvataggio.

Un ulteriore dato che conferma l’ammaraggio e’ che tutte le vittime recuperate avevano i timpani rotti a causa della rapida discesa da 6200 metri a 3000 effettuata per annullare gli effetti della depressurizzazione”.

Quanto tempo sarebbe rimasta la gente, viva, all’interno dell’aereo?”Parecchie ore”.Da chi e’ arrivato l’ordine di far affondare l’aereo?”Dalle eminenze grigie. Ma bisogna capire chi sono le eminenze grigie: si può essere a livelli di primi ministri o di delegati di primi ministri”.L’esplosivo per far esplodere l’aereo non ha lasciato tracce?

“Qualche traccia si’: qualcosa dalle prove metallurgiche si trova ancora”.E’ stato trovato del TNT.”Che, non a caso, e’ un componente del Dynagel”.Ma non era un rischio usare un esplosivo di cui si sarebbero potute trovate tracce?

“Infatti il Dynagel lo si ritrova in componenti, ma non nell’integralità della miscela che lo compone. E’ un esplosivo particolarmente idoneo per un certo tipo di cose: la salinità dell’acqua marina lascia disperdere alcuni componenti e ne lascia ritrovare degli altri. Gli SBS non sono gli ultimi cretini: sanno quello che fanno”.Fra l’altro, anche se si fosse trattato di un normale incidente, i soccorsi sono partiti con un ritardo clamoroso.”Si, ma con un’eccezione: il Gipsi Buccaneer alle 21:04 captò, grazie ad uno sforamento di qualche secondo dell’ombrello elettronico che inibiva le comunicazioni, il “MayDay” dell’aeromobile Itavia che comunicava il punto stimato dell’ammaraggio. Il Gipsi Buccaneer cercò di farsi ripetere le coordinate dal DC9; rispose invece la Vittorio Veneto, comunicando di proposito un punto errato.

Il comandante si diresse verso il luogo indicato dalla Vittorio Veneto, e dopo aver perlustrato attentamente senza trovare traccia dell’aereo, alle 02:00 decise di recarsi nel punto da loro stessi captato. Alle 05:30 giunsero a 3 miglia dal relitto. Fecero in tempo solo a vedere la timoniera affondare. Il comandante del Gipsi morì stranamente qualche anno dopo; l’ingegnere di bordo tentò di dire che cosa avvenne ma fu convinto a non farlo. Per la cronaca, dopo Ustica il Gipsi Buccaneer ottenne contratti vantaggiosi in Asia. Anche il traghetto Napoli-Palermo captò il punto d’ammaraggio diramato dalla Vittorio Veneto e deviò la sua rotta.

La Vittorio Veneto, in ossequio agli ordini ricevuti, continuava a convogliare tutti i natanti lontano dal punto d’ammaraggio e, per rendere più credibile il punto, aveva inviato anche parte della squadra e alcuni elicotteri. Il punto nautico dove venivano inviati i soccorsi era un punto realistico, non reale, infatti era la zona dove si potevano trovare i corpi delle vittime scaraventate nel vuoto per l’effetto della depressurizzazione.

La Vittorio Veneto venne poi mandata al carenaggio perché fosse trasformata nella “tuttoponte” Garibaldi, permettendo così la smobilitazione di tutto l’equipaggio. Il recupero delle parti dell’aeroplano e del suo carico e’ potuto iniziare solo la mattina del giorno successivo all’incidente, a causa dell’oscurità e della forza del mare durante la nottata.

Questa e’ la dichiarazione dell’ammiraglio, comandante della squadra della Vittorio Veneto. Il mare a Ustica era a forza due. Come fa una squadra come quella della Vittorio Veneto a non poter intervenire? E’ di carta? Col mare a forza due si fa tranquillamente il bagno.

Il massimo di forza del mare a 10: quando è a 2 lo si può paragonare alla scia lasciata da un off-shore”.Intervista esclusiva a Guglielmo Sinigaglia (Colonnello SISMI-Stay Behind, in volo sul Nimrod),Supertestimone della strage. La sua versione vale quattro attentati e una vita distrutta. ——————————————- di Gianluca Neri e Antonio Riccobon

ARTICOLO CON NOTE INTERVISTATOREhttp://misteroinli

nea.blogspot.it/2011/10/ustica-colpito-affondato.htmlVIDEO INTERVISTA Ustica, storia di una chiarezza dovuta https://youtu.be/EFYN4szGLZgAltri approfondimenti riportati nelle descrizioni delle immagini del presente album

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