Orientare ragionamenti e riabituare a parlarsi

Di Gianni Gatti

Buttiamo lì alla rifusa punti di riflessione stringata :

Scegliere “dove” prendere i soldi per un rilancio dell’economia, se dal risparmio interno o dal MES, Sure, ecc con prestiti condizionati oltre alla necessità di compensazione Italia-EU è una scelta politica che ogni partito giustifica secondo copione proprio. Per esempio si scopre che finanziare la riconversione in generale nei paesi EU riguarda molti paesi che per la propria nazione non hanno un piano di riequilibrio dell’energia che preveda lo smantellamento reale prima del 2030. Significa che quei soldi li spenderanno a buzzo loro anche col nostro contributo gioioso. Lo stesso provvedimento “superbonus 110 %” è costretto da burocrazia e passaggi attraverso a banche o grandi aziende di gestione o Esco a percorsi tortuosi e difficili oltre che in sintesi costosi e complicati per gli utenti.

I soldi dall’EU comprese quote dei “prestiti garantiti”arriveranno forse da giugno-luglio 2021 e questo significa la morte di molte piccole medie imprese che non si riescono a riprendere per il lockdown, ma anche per un cambiamento globale in corso dell’economia e dei sistemi produttivi i cui tempi sono qui ed ora.Compresi piccoli bonus (biciclette, auto elettriche, ecc) che in pratica ad oggi pochi vedono realmente, nonostante le buone intenzioni.

In questo periodo di rallentamento dentro una sovrappopolazione importante avviata a 7 miliardi di umani da quando la Trojka della UE ha stanziato miliardi su vari temi e quando se ne vedranno effetti con veri cambiamenti sociali è esattamente il senso dell’azione della finanza, delle grandi imprese per trasformare il proprio business avendone capacità, competenze e mezzi trasformando anche il modo di stare sui mercati e diventare attraverso accorpamenti leader nel proprio settore. Il default strisciante e in parte già dichiarato dei comuni toglie ad una delle ultime difese dei cittadini il sostegno delle istituzioni, dei comuni costretti da bilanci in pareggio europei e da scarico di competenze da parte dello stato per la complicazione di gestione risorse utilizzabili, anche di quella quota relativamente indipendente e non allineata ad ANCI o partiti politici. Questo può essere terreno di scontro utile da gestire con progetti mirati nello specifico territorio, dove coinvolgere cittadini, imprese e istituzioni varie oltre alla necessità del ritorno di banche che finanziano progetti locali.

– la digitalizzazione e tutto il sistema che sta affrontando il post-pandemia con outsourcing è una silenziosa modifica pragmatica che le imprese adottano per modificare di fatto il mondo del lavoro.

Chi pur essendo dipendente di aziende con molti dipendenti viene, con la scusa del Covid-19, fatto lavorare da casa con ovviamente nell’immediato alcuni vantaggi innegabili, ma con un futuro per nulla chiaro.La parcellizzazione individuale del lavoro, crea separazione e distanza oggettiva fra persone nello stesso lavoro.La non comunicazione fra soggetti pone problemi anche sul banale piano sindacale, diventa decomposizione di strato sociale, cessa di avere autorità e rappresentanza e forse neppure ne ha percezione finché potrà lavorare con tranquillità.

Ma il lavoro diventa più parzializzato e monotono, la spersonalizzazione chiude l’ambizione di migliorare e anche, non secondario, il piacere di fare una attività piacevole

Soprattutto passato il periodo non è chiaro se al ritorno eventuale troverà una scrivania e una struttura d’ufficio come grande madre o se verrà gettata alla velocità del bit nel web senza possibilità di scelta in una pauperizzazione sopravvenuta dentro ad un mercato del lavoro cambiato e senza prospettive, in una concorrenzialità di competenze di basso livello fra poveri senza diritto di parola.

Il 5G e la proprietà delle reti sarà il punto di svolta che eliminerà ancora lavoro e reddito socialmente e aumentando il controllo per un sistema capitalistico-finanziario che sempre meno è produttivo o almeno la cui produttività è relegata a piccole unità tecnologiche, mentre interi strati entrano in guerra individualmente relegati nel marketing, nella finanza ingegnosa, nel commercio e nei servizi.

Strutture come Amazon (700% di aumento di fatturato nella pandemia), Google, Facebook, Ali Baba, ecc stanno già andando oltre con il bracciale di monitoraggio, con lo sfruttamento delle persone a livello planetario, comprando dove possono sfruttare costi bassi di manodopera e vendendo attraverso influencer e comunicazioni senza qualità, per poi convogliare fatturati e margini in nazioni canaglia con bassa fiscalità.

Non c’è storia per l’ambiente che in casi come l’ILVA diventa il convitato di pietra di cui tutti farebbero a meno, ma non c’è solo a Taranto un problema, c’è un problema di progettualità ingegneristica generale sulla società secondo una domanda che pare semplice ma non lo è :

di cosa vogliamo vivere e come?

Passa il tempo, si parla di elezioni regionali, di lockdown, di referendum elettorale ma non c’è nessun piano generale di sviluppo con al centro persone e territori, con un taglio ai pochi strumenti di consultazione e di possibile democrazia partecipata.

Mentre c’è un importante e silenziosa scelta di una quota della popolazione soprattutto giovane per trovare nella natura e nell’agricoltura insieme ambiente e motivo di vita concreta, aumenta il consumo di suolo a ritmi incredibili come se non ci fosse un domani.

Il tema della salute che non è solo sanità passa anche da qui, da una consapevolezza realistica rispetto alle offerte di lavoro possibile, dove fare comunità e trovare cooperazione è una possibilità da sfruttare per ritrovare nella terra del sole modo di crearsi un futuro di qualità ricco di soddisfazioni non tanto economiche ma di emozioni ed empatia. La filiera dei piccoli coltivatori che in ogni città nei mercati, con negozi autonomi cerca di contrastare la Grande Distribuzione è la bellezza da costruire con migliori strumenti, assieme a GAS e mercati contadini, una delle risposte possibili al mercato globale delle merci contrapposto a quello del km zero.

Chi aspetta dal voto cambiamenti sarà deluso, la politica dei partiti da tempo ha abbandonato i territori a se stessi, ma partire più che mai dal locale, dalle specifiche esigenze è utile sui temi generali per trovare soluzioni condivise e battersi per farle applicare .

Gianni Gatti

Savona, 14/09/2020

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.