Entro il 2020 l’acqua diventa ‘future’ e sarà quotata

Dal blog https://www.agi.it/

di Alessandro Galiani 05 ottobre 2020

Uno dei beni più preziosi al mondo diventerà una commodity e sarà influenzata dalla speculazione finanziaria. Potrà servire come strumento di risk management, per aiutare a proteggersi dai rischi economici legati alle carenze idriche.

AGI – Entro quest’anno l’acqua diventerà un contratto future, simile a quelli che esistono per altre commodity come l’oro o il petrolio. Il Cme Group, la più grande piazza finanziaria dei contratti a termine del mondo, in collaborazione con il Nasdaq, ha annunciato la creazione del primo future al mondo sull’acqua.

Si rompe così un tabù: anche l’acqua, il bene più prezioso insieme all’aria, diventerà una commodity e sarà influenzata dalla speculazione finanziaria, che potrà quindi speculare sulla siccità e sulle crisi idriche.

Il contratto, che debutterà nel quarto trimestre, sulla piattaforma Globex, impiegherà come sottostante il Nasdaq Veles California Water Index, che a sua volta rispecchia il prezzo dei diritti sull’acqua in California: un mercato da 1,1 miliardi di dollari ma anche una risorsa insostituibile, unica, specie di questi tempi, dopo i devastanti incendi che hanno imperversato in gran parte dello Stato Usa e i cui fumi hanno oscurato il sole in gran parte dell’America nord orientale.

Un investimento a protezione dal rischio 

Il future sull’acqua, spiega il Cme, potrà servire come strumento di risk management, per aiutare le municipalità, le aziende agricole e le imprese industriali a proteggersi dai rischi economici legati alle carenze idriche. Basti pensare che il 40% dell’acqua consumata in California è destinata all’irrigazione, con costi molto elevati specie per alcune colture, come quella delle mandorle. In avvenire, tuttavia, questo future non avrà una valenza esclusivamente locale: col tempo il Cme spera che diventi un indice benchmark, una sorta di termometro in grado di segnalare il livello di allarme sull’acqua a livello globale.

La scarsità di acqua a livello mondiale 

Quasi due terzi della popolazione mondiale potrebbe affrontare carenze idriche entro il 2025, sostiene il Cme. “La scarsità di acqua è certamente una delle maggiori sfide con cui tutti nel mondo oggi devono confrontarsi”, spiega Tim McCourt, global head of equity index and alternative investment products del Cme. Il problema è denunciato da tempo dalle istituzioni internazionali e dalle ong di tutto il mondo.

Come stima il Geological Survey statunitense, il 70% della superficie terrestre èricoperta di acqua, ma per il 97% si tratta di mare: acqua salata, inutilizzabile a meno di trattamenti costosi e ad alto consumo di energia. Del restante 3% di risorse idriche, appena un terzo è direttamente utilizzabile come acqua potabile. E la situazione rischia di peggiorare, con gravi ricadute per l’umanità, visto che la mancanza d’acqua scatena guerre e spinge a migrazioni. Per questo il Cme prevede che il valore di questo investimento è destinato a salire, sulla spinta del cambiamento climatico, dell’inquinamento e della crescita demografica. 

L’accesso all’acqua per l’onu è’ un diritto umano universale 

L’idea che l’acqua possa diventare oggetto di speculazioni finanziarie è destinata a far discutere e potrebbe attirare ulteriori critiche sul Cme Group, già contestato per il crollo del prezzo del petrolio e per le anomalie di quello dell’oro. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 28 luglio 2010 ha infatti incluso l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico sanitari tra i “diritti umani universali e fondamentali”. Ma a un decennio da questa risoluzione il bilancio non èincoraggiante.

Non mancano investitori pronti a scommettere sull’acqua 

Gli investitori interessati a scommettere sull’acqua non mancano. Tra questi c’è Michael Burry, divenuto celebre per aver scommesso contro il fenomeno dei mutui subprime: il gestore – che ha ispirato il libro e il film The Big Short – per anni ha sbandierato di essersi focalizzato sul settore idrico e si dice che Burry e altri speculatori abbiano accumulato terreni agricoli con annesse risorse idriche.

Tra gli strumenti a disposizione anche del pubblico retail ci sono una decina di Etf, quotati perlopiù negli Usa, che riflettono l’andamento di titoli legati all’acqua. Esiste anche qualche fondo specializzato e in Australia dal 2003 è in funzione una piattaforma B2B per scambiare diritti sull’acqua. Ma con il future del Cme l’acqua entra in un circuito nuovo, molto più vasto e inesplorato.

N. di R. – Ma a cosa è servito un referendum per garantire la proprietà pubblica ed inalienabile del bene primario acqua se poi la finanza rientra dalla finestra per espropriare ?

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