Censis: “Cinque milioni di persone lavorano in nero, scomparsi senza rumore”

Dal blog https://www.huffingtonpost.it

04/12/2020

Tra i vulnerabili inattesi ci sono gli imprenditori dei settori schiantati: i commercianti, gli artigiani e i professionisti rimasti senza incassi e fatturati.

“Per l′85,8% degli italiani la crisi sanitaria ha anche confermato che la vera divisione sociale è tra chi ha la sicurezza del posto di lavoro e del reddito e chi no”. Lo rileva il 54esimo Rapporto Censis, evidenziando come, se da una parte “i garantiti assoluti” sono i 3,2 milioni di dipendenti pubblici, a cui si aggiungono i 16 milioni di percettori di una pensione, una larga parte dei quali ha fornito un aiuto economico a figli e nipoti in difficoltà (“un ‘silver welfare’ informale”), sul versante opposto “c’è poi l’universo degli scomparsi, quello dei lavoretti nei servizi e del lavoro nero, stimabile in circa 5 milioni di persone che hanno finito per inabissarsi senza fare rumore”.

Nelle “sabbie mobili”, secondo il Censis, c’è “il settore privato senza casematte protettive. Vive con insicurezza il proprio posto di lavoro il 53,7% degli occupati nelle piccole imprese, per i quali la discesa agli inferi della disoccupazione non è un evento remoto, contro un più contenuto 28,6% degli addetti delle grandi aziende”.

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