Le giovani generazioni cambieranno il futuro attraverso il lavoro?

Dal blog https://newslettismo.wordpress.com/

Pubblicato da nino d’eugenio

La pandemia sta aumentando l’interesse dei giovani per i sindacati. Questo potrebbe portare ad un cambiamento epocale dell’orizzonte dell’agire collettivo.

Marco dice che molta gente si e’ fatta un’idea sbagliata di come sta andando il lavoro del rider durante la pademia. Spesso si sente dire: “scommetto che sei più impegnato di quanto tu non sia mai stato”.

Ma in realta’ in tutta italia, i raiders stanno attraversando tempi difficili. Sempre piu’ giovani si iscrivono alle piattaforme e cosi’ diventa sempre più difficile arrivare ai fatidici 1000 euro al mese che per Mario rappresentano il minimo per poter vivere in una citta’ ricca come Modena.

Marco lavora per la società di consegna di cibo Deliveroo . “Gia’ prima della pandemia non era facile far quadrare i conti, ora”, dice: “ci sono giorni in cui si guadagna meno di 4 euro l’ora, meno della metà di un 26enne come me con un impiego normale”.

In qualità di liberi professionisti, i raiders non hanno indennità di malattia, ferie e permessi e il tempo trascorso in attesa di una chiamata non è retribuito.

Dice marco “La pandemia dimostra che, in fondo, noi non godiamo di nessuno diritto”.

Così, circa quattro mesi fa, ha preso la decisione di aderire a un sindacato, lo Raiders Union. La sua speranza e’ di poter contribuire ad attirare l’attenzione sulla mancanza di diritti dei raiders entrando a far parte di una comunità di lavoratori che sono stati tradizionalmente isolati.

Storicamente, i sindacati hanno esercitato poca attrazione verso i giovani che hanno impieghi informali. Ma poiché la vita lavorativa è diventata sempre più imprevedibile e i posti di lavoro meno stabili, persone come Marco stanno riscoprendo i vantaggi dell’azione collettiva.

Alcuni esperti di dinamiche del lavoro affermano che la pandemia potrebbe contribuire ad una rinasciata del sindacato.

Dal picco, raggiunto intorno agli anni ’70, i sindacati, nei paesi industrializzati, hanno costantemente perso iscritti. Nel Regno Unito e in Francia, la densità sindacale è circa la metà di quella che era nel periodo di massimo splendore. La situazione è ancora più grave negli Stati Uniti, dove i membri dei sindacati sono scesi dal 25% circa della forza lavoro nel 1970 al 10% di oggi.

Anche in italia continua da anni l’emorragia degli iscritti al sindacato, la base sindacale e’ composta per la buona parte da ex lavoratori in pensione, e i sindacati tradizionali faticano ad attrarre nuovi iscritti.

L’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) raccoglie i dati sulle adesioni ai sindacati dai siti dei sindacati stessi. Il loro indice, trade union density definito come il rapporto tra il numero di lavoratori iscritti a un qualunque sindacato e il totale dei lavoratori, conferma un calo manifesto delle iscrizioni ai sindacati italiani negli ultimi dieci anni.

La tendenza generale è quella di sindacati che attraggono lavoratori dipendenti di mezza età, tipicamente in posti di lavoro stabili e nel settore pubblico o in settori in cui i sindacati sono storicamente presenti, mentre hanno un impatto minore in settori come la vendita al dettaglio, la ristorazione e l’ospitalità, la ricreazione. Questi sono tra l’altro i settori in cui molti immigrati e giovani lavorano, spesso in ruoli temporanei e a bassa retribuzione.

I lavoratori più giovani stanno anche sopportando il peso della crescente instabilità del mercato del lavoro e dell’ascesa della gig economy. I contratti di lavoro sono sempre piu’ a più breve termine e gli orari incerti senza tutele o protezioni.

Le aziende della Gig economy hanno finora resistito facilmente alle pressioni, da parte dei sindacati e dei governi, di considerare i loro lavoratori come dipendenti e hanno ovunque deliberatamente testato i limiti della regolamentazione dei diversi mercati del lavoro.

Ma anche se non sono entrati a far parte dei sindacati tradizionali, ciò non significa che i giovani lavoratori abbiano rifiutato l’idea di organizzarsi sindacalmente.

Alcuni hanno fatto a modo loro, seguendo una tendenza iniziata prima della pandemia, ma che ora ha acquisito nuova forza.

Raiders Union, ad esempio, è un’organizzazione senza scopo di lucro che rappresenta i lavoratori indipendenti. Non è un sindacato tradizionale, poiché non raccoglie le quote associative. “L’organizzazione dei lavoratori è qualcosa di particolarmente complesso” … “Il mancato riconoscimento della qualifica di lavoratore subordinato, infatti, comporta come conseguenza anche l’esclusione dalla tutela sindacale tradizionale. È dunque come risposta alla fuga dalla subordinazione da parte del capitale, più che per ragioni politiche, che i rider scelgono di organizzarsi nell’ambito del sindacalismo informale.” (https://www.che-fare.com/riders-union-bologna-sindacato-informale-piattaforma/) In un contesto particolarmente ostile alla possibilità dei lavoratori di organizzarsi.

Ci sono stati anche altri casi di giovani lavoratori che si sono ritagliati il ​​proprio percorso di azione collettiva in risposta a urgenze attuali. Ad esempio, a Philadelphia, negli ultimi anni è emersa una nuova generazione di sindacati, guidata da persone tra i 20 ei 30 anni che lavorano principalmente nel settore dei servizi. Hanno lottato per migliori diritti del lavoro per se stessi, ma hanno anche collegato tali diritti a movimenti più ampi per la giustizia sociale, come le campagne contro il razzismo o contro la violenza della polizia (www.phillymag.com/news/2020/10/17/philadelphia-unions/).

Questa sorta di ampia piattaforma è presente anche nei gruppi di pressione dei dipendenti che sono sorti in luoghi che i sindacati tradizionali spesso non possono raggiungere. Ad esempio, Amazon ha impedito ai dipendenti negli Stati Uniti di iscriversi al sindacato. Ma, nel 2019, è stato formato il movimento Amazon Employees for Climate Justice. Inizialmente chiedevano un’azione più forte da parte dell’azienda contro i problemi climatici, la sua difesa si è poi espansa per includere questioni come una migliore protezione Covid-19 per i dipendenti di Amazon e il permesso per andare a votare (https://twitter.com/AMZNforClimate/status/1212777102270820353?s=20)

Quando la pandemia e’ arrivata, i lavori dei giovani e degli immigrati sono stati tra i più colpiti. In Italia, tra marzo e giugno 2020, i giovani di età compresa tra i 20 ei 29 anni hanno perso il lavoro più velocemente dei piu’ anziani. E secondo la CGIL i settori con la maggiore percentuale di giovani: ristorazione, hotel, intrattenimento sono anche i settori che hanno perso piu’ posti di lavoro (http://www.filcams.cgil.it/category/home/turismo-l-home/).

Uno degli effetti più duraturi della pandemia sarà quello di convincere una fascia sempre più ampia di persone che l’adesione a un sindacato potrebbe essere utile per loro. La sicurezza sul lavoro alla luce del Covid-19 sarà il punto di appoggio su cui far leva.

Prima la salute e la sicurezza erano viste come “la parte più noiosa” delle contratazioni ma questo è un punto in cui non è oramai più ovvio che i tuoi interessi sono in contrasto con il tuo datore di lavoro, se il tuo datore di lavoro ti chiede di fare qualcosa che potrebbe farti ammalare” dice Mattia neo iscritto al sindacato impiegato di una grande banca.

Ci sono certamente segnali che la pandemia stia generando un rinnovato interesse verso i sindacati. “Durante il culmine della pandemia abbiamo visto aumentare il numero dei nostri nuovi iscritti tra i precari e la maggioranza sotto i 35 anni”, riferisce Giulia P., sindacalista CGIL. Giulia ritiene che “l’aumento può essere attribuito alla ricerca di un sistema di supporto e un punto di informazione in un periodo di estrema incertezza prolungata”.

Anche la FILCAMS, che rappresenta i lavoratori in ruoli tipicamente ad alta presenza di stranieri e non troppo sindacalizzati, tra cui gli addetti alle pulizie, receptionist etc., ha visto un picco a marzo nel numero di nuovi iscritti di età inferiore ai 35 anni. I numeri sono modesti nel complesso, ma l’aumento è stato significativo e continuo. “I giovani membri si stanno unendo alla FILCAMS perché Covid-19 ha chiarito in modo agghiacciante che nemmeno i nostri diritti più elementari, nemmeno la nostra salute e sicurezza, possono essere dati per scontati in questa crisi”.

Tuttavia, anche se la pandemia sta rivelando l’importanza dell’organizzazione del lavoratori, le cose potrebbero essere più complesse di come appaiono. Convertire lo slancio attuale in un cambiamento duraturo sarà la parte più difficile.

È troppo presto per dire se l’effetto Covid-19 alla fine sarà solo un’altra anomalia nella tendenza generale ad allontanarsi dalla sindacalizzazione da parte dei giovani.

Un effetto secondario della pandemia potrebbe essere quello di aumentare la percezione delle persone che i lavoratori hanno bisogno di più potere, in particolare i lavoratori essenziali che hanno svolto i lavori vitali di cui la nostra società ha bisogno per continuare a funzionare, che hanno messo in pericolo la loro salute e quella dei loro familiari e per una paga molto bassa.

Pensare alla sindacalizzazione come una questione di giustizia, diritti umani, salute, ambiente, economia e ampliare la sua base di sostegno può aiutare a creare le condizioni politiche necessarie per approvare le riforme e fare delle scelte che vadano a favore dell’umanita’ intera.

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