Antifascismo o anticapitalismo finanziario ?

Così il fronte si sta unificando e vorrei capire chi lo ha studiato a tavolino. Mi spiego.L’attacco fascista alla CGIL a Roma ha messo tutti d’accordo, persino il Berlusca che telefona a Landini mi pare davvero tanta roba .

Quasi come Draghi che telefona al Berlusca per consigliarsi “sul fisco”.

C’è una narrazione fatta di mille dichiarazioni da quei fatti che dà tono al governo dell’ammucchiata sulla parola d’ordine dell’antifascismo, non dell’anticapitalismo, anzi…

La CGIL che è immobile ad ogni batosta subita dalla gente su stangate, burocrazia tecnica che rallenta opere, mancanza di lavoro e nuove riforme del lavoro, assenza di progetti per ridare sostegno sociale piuttosto che a banche o Grandi Imprese, vie semplificate per grandi opere per dare spazio a mafie e massonerie, ebbene proprio quella fa una manifestazione nazionale sull’antifascismo!

E su questo esattamente l’insieme dei partecipanti al governo Draghi applaudono e concordano.

Gli si stringono attorno per demolire il residuo di antagonismo, per sfinire la poca opposizione che, per assurdo, è rappresentata oggi dalla Meloni, mentre nelle piazze a combattere contro dissesto idrogeologico, mancanza di welfare, con la privatizzazione della salute attraverso la silenziosa ristrutturazione della sanità pubblica, contro le opere inutili e la cementificazione, per appropriarsi dei risparmi degli italiani e delle loro proprietà immobiliari (di cui la riforma catastale è l’inizio),ecc sono rimasti in pochi comitati e gruppi civici locali disgregati.

Non c’è altro da dire, si sta chiudendo il cerchio, presto criticare, avere controproposte, manifestare dissenso, sarà reato e lo faranno con la partecipazione di tutto “l’arco costituzionale”, in una divisione fra poveri in conflitto. Mentre i duemila partitini di sinistra litigiosi, chiusi, egocentrici e divisivi poiché ideologici e fuori dalla rappresentanza parlamentare che alle prossime elezioni sarà ancora più selettiva e ridotta gridano ai fascisti di Roma.

Il problema degli italiani è quello “dell’antifascismo.” o NO?

Il liberismo atlantista, del capitale finanziario, il commercio globale e le Grandi Aziende che si spartiscono potere e i nostri soldi è lasciato libero di agire, perché ormai tutti difendono il PIL non le persone.

Ma essere antifascisti oggi significa capire quale vestito abbia il potere, che non è certo quello mussoliniano, opera da dentro uffici della borsa, dentro stanze di colletti bianchi, uscendo da tavoli di accordi sindacali tipo Ilva, manovrando sgarrupati tatuati e violenti reclutati da ultras del calcio o da dentro partiti che se non fosse per questa protezione che godono sarebbero già da tempo fuorilegge.

Gianni Gatti

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